Abolizione tasse universitarie: chi l’ha detto che è impossibile?

I 10 Paesi dove le tasse universitarie non si pagano: l'abolizione in Italia è possibile o no?

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I 10 Paesi dove le tasse universitarie non si pagano: l'abolizione in Italia è possibile o no?

Uno dei temi della prossima campagna elettorale sarà l’abolizione delle tasse universitarie. La proposta, lanciata da Pietro Grasso, candidato premier della neo formazione politica Liberi e Uguali, è stata criticata sia da Forza Italia che dal Partito democratico. Tacciata come populista e demagoga, in realtà l’idea di Grasso è già attuata da 10 dei 28 Paesi membri dell’Unione Europea. Senza neanche spostarsi troppo in là, un Paese a cui l’Italia potrebbe ispirarsi è ad esempio la Slovenia. Nella capitale Lubiana, su una popolazione di 270 mila abitanti, 60 mila sono studenti universitari. Nessuno di loro paga le tasse universitarie.

I 10 Paesi dove le tasse universitarie non si pagano

  • Danimarca
  • Germania
  • Cipro
  • Malta
  • Polonia
  • Slovenia
  • Finlandia
  • Svezia
  • Scozia
  • Norvegia

La lista, suddivisa in Grants e Fees, è presente all’interno del pdf intitolato National Student Fee and Support System in European Higher Education. Il termine “fee”, plurale “fees” in inglese indica la parola “tasse”. E’ dunque facile rendersi conto, immediatamente, quali Paesi non facciano pagare le tasse universitarie ai propri studenti. Se nella casella compare la cifra 0.0, significa che il Paese in questione consente di frequentare l’Università gratis. Oltre ai Paesi del Nord, vedi Svezia Finlandia Norvegia e Danimarca, vi sono anche altre nazioni economicamente più in difficoltà rispetto all’Italia. Un esempio su tutti la Grecia.

La domanda posta sul titolo è volutamente retorica. Sì, l’abolizione delle tasse universitarie è possibile. Serve la volontà politica però, condizione assolutamente necessaria. Non regge nemmeno il discorso sulla presunta svalutazione dell’Università pubblica italiana qualora vada in porto la promessa elettorale dell’ex Presidente del Senato, visto che in pochi oserebbero criticare il sistema universitario di Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca, tanto per citare i Paesi del Nord, dove il livello di istruzione è eccellente.

Anche la tesi espressa da Calenda, ministro dello Sviluppo economico dell’ultimo governo Gentiloni, secondo cui la proposta di Grasso è “trumpiana”, affermando che i meno abbienti sono già esentati dal pagamento delle tasse, appare non così solida di fronte al valore 90 accanto all’Italia, sotto la voce Fees. Ciò significa che 9 studenti universitari su 10 pagano le tasse. Tra l’altro, quasi le più alte di tutta l’Unione Europea.

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