Abolizione reato di clandestinità, primo sì del Senato

L’emendamento del M5S, appoggiato da Pd e Sel, cancella il reato di soggiorno illegale: passo deciso verso la cancellazione della Bossi-Fini

di Leandro Lombardi, pubblicato il

Il primo passo verso la cancellazione della Bossi-Fini è ora realtà. La commissione Senato ha approvato nella serata di ieri un emendamento che cancella il reato di clandestinità (reato introdotto nel 2009 dal governo Berlusconi, pacchetto Maroni) grazie all’ok di buona parte della maggioranza. La modifica porta la firma di due senatori grillini, Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi, ma ha scatenato alcune proteste vibranti della Lega Nord, da sempre favorevole ad una politica serrata sull’immigrazione. Di fatto, scompare la possibilità di arresto per coloro i quali saranno sorpresi nel nostro paese. Potrà esserci l’ordine di rimpatrio ma nessun vincono diverso, si resterà nei canoni del reato amministrativo come sottolineato in serata dallo stesso governo. “In commissione Giustizia ho espresso parere favorevole all’abrogazione del reato di immigrazione clandestina – ha spiegato il sottosegretario Ferri in un tweet – questo perché la sanzione appariva spropositata e ingiustificata. E la sanzione penale non è corretta, dato che i migranti sono privi di qualsiasi bene”. Non si è fatta attendere la risposta della Lega Nord, inferocita per il provvedimento. “L’abolizione del reato è una vergogna. – ha spiegato il capogruppo Bitonci – è un messaggio che, lanciato in una fase come questa, può destabilizzare la sicurezza e i flussi migratori verso l’Italia. Ci batteremo in Senato per reintrodurre questa norma”. Poi, un duro attacco al Pdl. “Il ministro Alfano e il Pdl dovrebbero rendersi conto dell’errore fatto anche perché, è bene ricordarlo, quattro anni fa votarono il pacchetto Maroni ed oggi si ritrovano a tacere su una incredibile retromarcia. Da una legislatura all’altra è cambiato un punto cardine del programma? Ci auguriamo di no”. Duro anche Matteo Salvini, candidato alla segreteria del Carroccio. “Questo buonismo è irresponsabile. Se il problema è in Eritrea o Somalia, andiamo lì e cerchiamo di risolverlo. La Bossi-Fini non è applicata, in Germania, Francia e Gran Bretagna hanno da anni questa norma mentre qui in Italia continuiamo a fare favori alla malavita”.  

Gasparri: “Basta emendamenti continui”

La replica del Pdl è affidata a Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato. “Il dolore di Lampedusa non può portare a scelte azzardate e affrettate di natura legislativa. Dobbiamo riflettere sui motivi, è evidente, così come dobbiamo preoccuparci di una regolamentazione adatta di stampo europeo. Ma non è possibile risolvere la questione a colpi di emendamenti all’insegna della pura demagogìa: non si possono smantellare leggi in vigore senza discuterne o modificarne degli eventuali passaggi critici, considero tutto questo un sistema autolesionista”. L’attacco ai grillini e al Pd è diretto. “Tutte le dittature sono sbagliate, ma possiamo continuare a giocare di notte con emendamenti sbagliati? Se il caos renderà incontrollabile il flusso migratorio dalla Libia, cosa facciamo? Aspettiamo l’emendamento Pd-M5s che impedisca i colpi di stato?”  

Giornata di contestazioni a Lampedusa

Momento difficile e rabbia che ha raggiunto i limiti. A Lampedusa, c’erano il premier Letta, il vice premier Alfano e il presidente della Commissione europea Barroso, che hanno reso omaggio alle vittime depositando fiori e osservando un minuto di raccoglimento particolarmente sentito. Sono state sistemate le duecento bare delle vittime. Non sono mancate le contestazioni, con una decina di manifestanti che hanno aggredito verbalmente i politici presenti: “Vergogna, vergogna!” è stato il grido dei dissidenti, poco prima dell’ingresso dei rappresentanti istituzionali nell’hangar dove giacevano le bare. I richiami alla sicurezza sono arrivati dagli stessi manifestanti. “Andate a vedere, andate a vedere in che condizioni vivono queste persone. Assassini!”. Il gruppetto ha seguito, con toni aspri, tutte le tappe dei vertici istituzionali in visita.

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Argomenti: Politica