Abolizione finanziamento pubblico ai partiti: “E’ una sfacciata e colossale presa in giro”

La legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è stata approvata alla Camera. Ira del M5s, no anche da Sel.

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La legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è stata approvata alla Camera. Ira del M5s, no anche da Sel.

“E’ una sfacciata e colossale presa in giro”. Così annuncia Beppe Grillo dal suo blog. La legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non piace al Movimento 5 Stelle, nemmeno un po’. L’opinione dei pentastellati è che non solo sia una truffa, dato che non abolisce proprio nulla, ma che permetta ai partiti di spillare denaro “come prima e più di prima”. Addirittura, Grillo e compagnia bella pensano che questa legge avrà un impatto sulla politica devastante e catastrofica, incrementando il potere delle lobby ed esponendo il fianco delle istituzioni alla criminalità organizzata.

Le accuse del Movimento 5 Stelle sono esagerate o corrispondono a una situazione reale? Discernere tra un no cieco e un no motivato non è semplice, e soprattutto, procede da uno studio attento del testo.

 

Cosa dice la legge

Il finanziamento pubblico viene abolito in maniera graduale. Il “processo di sottrazione” inizierà nel 2014 e si concluderà nel 2017. A sostituirlo, i contributi privati. Questi si potranno concretizzare attraverso il versamento del 2 per mille sull’Irpef al partito indicato nella dichiarazione dei redditi o, in alternativa, con donazioni vere e proprie.

Le donazioni private saranno soggette a un tetto di 300mila euro e ad alcune detrazioni stabilite secondo il criterio della progressività. Chi donerà ai partiti una cifra compresa tra i 30 e i 20mila euro godrà di una detrazione del 37%, che scende al 26% per le donazioni dai 20mila euro in su.

Potranno usufruire dei contributi solo i partiti che risponderanno a precisi criteri di trasparenza e democrazia interna.

 

Cosa dice il Movimento 5 Stelle

Nel post di Grillo attacco praticamente su tutta la linea. Sicché viene denunciato l’inganno dell’abolizione progressiva: i partiti, per tre anni almeno, continueranno a usufruire del finanziamento pubblico ma, contemporaneamente, potranno raccogliere i contributi privati nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge.

Bocciata anche l’alternativa del 2 per mille. Il comico genovese avverte che qualora un cittadino decida di non destinare parte dei suoi guadagni al finanziamento dei partiti, sarà lo Stato stesso a compensare questa mancanza.

Il tetto dei 300mila euro, inoltre, sarebbe più che fittizio. Per chi lo supero, una semplice multa. Ciò implica che i partiti finiranno in mano delle grande lobby, che con centinaia e centinaia di migliaia di euro potranno orientare le decisione dei soggetti politici con un’efficacia mai registrata fino a questo momento. Lo stesso vale per le organizzazioni mafiose, che godranno di una opportunità imperdibile per riciclare il denaro sporco.

Infine, grande indignazione ha suscitato in Grillo la norma sulla trasparenza e sulla democrazia interna. A suo dire sarebbe solo una scusa per escludere, con una scelta chirurgica dei criteria, proprio il Movimento 5 Stelle.

La conclusione dell’articolo non lascia adito a dubbi: “Cominciate a tirare fuori i portafogli”.

 

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