Banche, Abi: tassi sui prestiti ai minimi storici a marzo, sofferenze e raccolta giù

Tassi sui prestiti al nuovo minimo storico a marzo, mentre diminuiscono le sofferenze bancarie di mezzo miliardo e la raccolta segna un calo, a causa del crollo delle obbligazioni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Tassi sui prestiti al nuovo minimo storico a marzo, mentre diminuiscono le sofferenze bancarie di mezzo miliardo e la raccolta segna un calo, a causa del crollo delle obbligazioni.

Secondo l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, nel mese di marzo si è registrato un aumento dello 0,1% annuo dei prestiti all’economia, inclusi quelli verso la Pubblica Amministrazione, a 1.823,4 miliardi di euro, quasi 150 miliardi in più dei 1.675,1 miliardi della raccolta tra la clientela. Nel dettaglio, alle imprese e alle famiglie italiane risultano erogati 1.413,5 miliardi dai 1.279 miliardi di fine 2007, prima dello scoppio della crisi finanziaria. Allora, il monte-prestiti complessivo era di 1.673 miliardi. I tassi sui mutui per l’acquisto di abitazioni sono scivolati al nuovo minimo storico del 2,36% medio, in calo dal 2,41% di febbraio e nettamente inferiore al 5,72% vigente alla fine del 2007. I mutui a tasso variabile rappresentano i due terzi del totale. Il tasso medio sui prestiti alle imprese è risultato dell’1,80%, in lieve crescita dall’1,70% di febbraio, ma in calo dal 2,03% di gennaio (era al 5,48% alla fine del 2007). Nuovo minimo storico per i tassi sui prestiti totali al 3,16% dal 3,21% di febbraio (6,18% a fine 2007). Le sofferenze bancarie, al netto delle svalutazioni, a febbraio ammontavano a 83,1 miliardi, in calo di mezzo miliardo rispetto al mese precedente, pari al 4,60% del totale dei prestiti erogati (dal 4,64% di gennaio). A fine dicembre 2015, il rapporto risultava del 4,93%, notevolmente superiore allo 0,86% di fine 2007. Alla fine di marzo, i depositi bancari risultavano in crescita su base annua di 44,7 miliardi, registrando un’accelerazione al +3,5% dal +3,1% di febbraio. Ancora in calo, sempre su base annua, la raccolta di medio-lungo termine, tramite le obbligazioni, che scende di 66,2 miliardi (-15,4%). Ne consegue che la raccolta complessiva diminuisce su base annua dell’1,3%, anche se rispetto al periodo immediatamente precedente alla crisi segna un rialzo di 162,4 miliardi. A marzo, poi, il tasso medio applicato sulla raccolta bancaria è stato dell’1,13%, in lievissimo calo dall’1,14% di febbraio, ma nettamente al di sotto del 2,89% di fine 2007. Quello sui depositi si è attestato mediamente allo 0,49%, invariato su base mensile, sui pronti contro termine è sceso allo 0,90% dallo 0,92%, mentre sulle obbligazioni vi è stato un rendimento medio del 2,92% dl 2,93% del mese precedente. Ne risulta uno spread tra tassi attivi e quelli passivi in calo a 203 punti base dai 207 bp di febbraio. Era a 329 bp prima della crisi. Si consideri, al fine di valutare l’impatto della possibile crisi di fiducia tra i risparmiatori dopo il crac delle 4 banche salvate nel novembre scorso, che da allora la raccolta tra la clientela risulta diminuita di quasi 28 miliardi (-1,65%), di cui 25,2 miliardi in meno per le obbligazioni e 2,5 miliardi in meno per i depositi e i pronti contro termine.

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Argomenti: Banche italiane, Crisi delle banche, Economia Italia