Abi: sofferenze bancarie salgono a 185,5 miliardi, ma +35% di mutui immobiliari

A febbraio salgono ancora le sofferenze delle banche italiane, mentre si avverte una ripresa del credito, sebbene la contrazione di prestiti a imprese e famiglie rimane. E' boom per i mutui immobiliari.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
A febbraio salgono ancora le sofferenze delle banche italiane, mentre si avverte una ripresa del credito, sebbene la contrazione di prestiti a imprese e famiglie rimane. E' boom per i mutui immobiliari.

Nel Rapporto mensile dell’Abi, si legge che a febbraio le sofferenze delle banche italiane sono salite ulteriormente a 185,5 miliardi di euro dai 183,7 di gennaio. Nello stesso mese, gli impieghi risultavano pari a 1.821 miliardi (-1,42%), per cui il rapporto tra le sofferenze lorde e questi ultimi saliva a gennaio al 9,7% (il dato più alto dal 1996) dall’8,4% di un anno prima e dal 2,8% di fine 2007, prima dello scoppio della crisi finanziaria. Nel dettaglio, le sofferenze lorde in rapporto gli impieghi trovano il loro apice tra i piccoli operatori economici (16,3%), stessa percentuale per le imprese, mentre scende al 7% tra le famiglie. Le sofferenze nette scendono, invece, a 81,3 miliardi a gennaio dagli 84,5 del mese prima, portando il rapporto con gli impieghi al 4,50% dal 4,64% di dicembre, ma era al 4,31% nel gennaio 2014 e allo 0,86% prima della crisi. Sempre nel Rapporto si legge che l’aumento vertiginoso delle sofferenze si deve in buona parte anche ai tempi lunghi della giustizia italiana per le procedure fallimentari. Secondo i dati del Ministero della Giustizia, mediamente un procedimento esecutivo per un fallimento nel 2012 impiegava 7 anni di tempo con punte di 20 anni a Messina.   APPROFONDISCI – Il buco delle banche è una voragine. Sofferenze bancarie boom tra i PIIGS   Il vice-direttore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero, spiega che le sofferenze inizieranno a scendere solo dopo “alcuni trimestri” dal ritorno alla crescita del pil, che l’Istat presuppone avvenga già nel corso di questi primi mesi del 2015. La raccolta tra i clienti italiani sale del 4,3% a 1.701 miliardi, mentre le obbligazioni diminuiscono del 13,5% (-68,5 miliardi nell’anno). Sempre a febbraio, i prestiti delle banche a imprese e famiglie diminuisce dell’1,43% dal -1,53% di gennaio, meglio del -3,91% del febbraio 2014 e ben lontano dal -4,5% del novembre 2013, il mese peggiore per la crisi del credito.

Prestiti banche ripartono?

Nel periodo novembre 2014 – gennaio 2015, segnala l’Abi, le nuove erogazioni di prestiti alle imprese sono aumentate del 4% su base annua, mentre si è registrato un vero boom per i mutui immobiliari, cresciuti del 35%, nonché una forte crescita anche dei finanziamenti per il credito al consumo, +8,1%. In tutto, i finanziamenti a imprese e famiglie, rileva il Rapporto, sono passati dai 1.279 miliardi di fine 2007 ai 1.405 miliardi attuali, a cui vanno sommati i 416 miliardi di titoli di stato, che portano il complesso dei crediti verso l’economia italiana a 1.821 miliardi. Quanto ai tassi medi praticati, si legge che per i finanziamenti alle imprese si registra una lieve crescita dal 2,45% di gennaio al 2,54%, mentre prosegue il calo sui mutui, passando dal 2,82% al 2,78%.   APPROFONDISCI – Le banche non fanno prestiti, ma continuano a comprare titoli di stato. Colpa del QE?   L’Abi fa presente anche che le imprese che saldano in grave ritardo la fattura (oltre i 60 giorni) sono diminuite dal 8,6% del quarto trimestre 2013 al 7,3% degli ultimi 3 mesi dello scorso anno. L’apice era stato toccato nell’ultimo trimestre del 2012 con il 10,8%, record storico. Resta il fatto che secondo i dati dell’Abi, peraltro uguali a quelli forniti dalla Banca d’Italia, le sofferenze bancarie in Italia ammontano a quasi il 12% del pil. Si allontana, poi, la prospettiva della creazione di una “bad bank” partecipata dallo stato, che nelle intenzioni del governo Renzi avrebbe dovuto “ripulire” i bilanci delle banche e fare così ripartire il credito all’economia. La misura è controversa, impopolare, dato che scaricherebbe le perdite sul contribuente e respinta anche da una parte non indifferente dello stesso mondo bancario.   APPROFONDISCI – Le banche scaricheranno le loro sofferenze sullo Stato?    

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Argomenti: bad bank, Economia Italia, sofferenze bancarie