Abbattere il peso del debito

Robert Skidelsky su Project Syndicate sostiene il principio della cancellazione del debito come soluzione alla crisi finanziaria, causa prima dei debiti pubblici e privati che stanno strangolando l'economia.

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Robert Skidelsky su Project Syndicate sostiene il principio della cancellazione del debito come soluzione alla crisi finanziaria, causa prima dei debiti pubblici e privati che stanno strangolando l'economia.

Robert Skidelsky, l’economista autore di una famosa biografia di Keynes, analizza lo stato dell’economia mondiale: le aspettative di crescita, che viaggiavano sopra il 4%, sono state smentite. Gli ultimi dati ci mostrano che in realtà la crescita è stata solo del 2,7% nel 2011, e quest’anno rallenterà ancora.

Dopo i pacchetti di stimolo, il taglio dei tassi, i salvataggi bancari, come si spiega questa divergenza tra le previsioni e i risultati effettivi?

Skidelsky afferma che le misure di stimolo hanno trasformato una crisi bancaria e finanziaria in una crisi fiscale dello stato. Così, di fronte ai crescenti timori per la crescita del debito, dal 2010 i governi hanno cominciato ad aumentare le tasse e a tagliare le spese, e a quel punto, la crescita che aveva appena ripreso, si è fermata.

Skidelsky analizza la durata delle crisi nei decenni precedenti. Mentre le crisi dal dopoguerra hanno avuto una durata media di 4 anni e mezzo, la ripresa dopo la Grande Depressione impiegò circa 10 anni, più del doppio. Le ragioni di questa differenza sono almeno due: la risposta politica lenta alla Grande Depressione, e il gold standard, che impediva ai singoli paesi di uscire dalla depressione attraverso le esportazioni.

In altre parole, è evidente che la politica di bilancio e la politica monetaria hanno un’influenza determinante, sia sulla profondità delle crisi, sia sul tempo necessario per la ripresa.

Un altro dato significativo analizzato da Skidelsky, è che che le grandi crisi finanziarie sono state praticamente assenti negli anni ’50 e ’60, e si si sono ripetute invece dagli anni ’70, da quando è stata allentata la regolamentazione delle banche, e i controlli sui movimenti dei capitali sono stati aboliti.

 

Oggi i governi, puntando tutto sull’austerità fiscale, hanno rinunciato alle opzioni di politica economica. Il compito di mantenere a galla le economie è stato affidato alle banche centrali, ma la maggior parte del denaro immesso rimane bloccato nel sistema bancario, e non è in grado di arrestare la stagnazione, la caduta dei consumi e degli investimenti. Inoltre, la zona euro è un mini-gold standard, con i paesi membri fortemente indebitati che non possono svalutare le loro valute e puntare sulle esportazioni.

 

L’unica via d’uscita dalla recessione prolungata, per Skidelsky, è la svalutazione dei debiti, autorizzata dai governi. Perché aspettare di sbarazzarsi del debito eccessivo attraverso i fallimenti? I governi dovrebbero “autorizzare la remissione del debito”, acquistando i crediti in sofferenza dagli istituti di credito e cancellando ai debitori parte del capitale da pagare. In piccolo, lo hanno già fatto gli Stati Uniti, con il programma Term Asset-Backed Securities Loan Facility (TALF) e il Public-Private Investment Program (PPIP), che erano in effetti piani di cancellazione del debito per i titolari di mutui ipotecari sub-prime.

Questo principio della cancellazione del debito chiaramente si applica anche al debito pubblico, in particolare nella zona euro. Sia le banche che lo stato si troverebbero meglio con una cancellazione del debito complessivo. Senza parlare dei cittadini, i cui standards di vita sono stati distrutti dai tentativi disperati dei governi di ridurre il debito.

Ma che dire del moral hazard? Questo approccio si basa sulla convinzione che i creditori condividono la colpa del default con il debitore, in primo luogo in quanto hanno fatto dei cattivi prestiti. Se non è stato il mutuatario ad indurre il creditore in errore col dolo, il mutuante assume almeno una parte della responsabilità per la transazione.

Keynes stesso sollecitò la cancellazione dei debiti di guerra derivanti dalla Prima Guerra Mondiale: “Non saremo mai in grado di rimetterci in moto, senza liberarci da queste catene di carta.Gli assolutisti dei contratti … sono i veri genitori della rivoluzione”.

In Germania, allora, è stata la rivoluzione nazionalsocialista.

 

 

L’articolo cui si fa riferimento è Down with Debt Weight  su Project Syndicate

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Argomenti: Visti dall`estero

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