A Treviso si chiude l’era della Lega Nord. Manildo trionfa e Gentilini si ritira

Per il candidato del PD si tratta di “una giornata storica”, mentre l’ex primo cittadino accusa: “È mancato il sostegno di Lega e Pdl”.

di Dario Russo, pubblicato il
Per il candidato del PD si tratta di “una giornata storica”, mentre l’ex primo cittadino accusa: “È mancato il sostegno di Lega e Pdl”.

La politica, come il calcio, è fatta di cicli e la data del 10 Giugno sembra mettere la fine su intero ventennio del partito fondato da Umberto Bossi. Lo spoglio – nella città di Treviso – oramai è terminato e il risultato parla chiaro: 44,5 % per il candidato della Lega Nord Giancarlo Gentilini, Giovanni Manildo 55,5%. Una delle roccaforti storiche del Carroccio passa al Partito Democratico e per l’orami ex sindaco della “tolleranza zero”, il risultato pone più di un interrogativo sul futuro politico di un intero partito. Gentilini, terminato lo spoglio, ha commentato la vicenda annunciando il ritiro dalla scena politica, senza però risparmiare dichiarazioni polemiche nei confronti di chi lo avrebbe dovuto sostenere: “Io i miei voti li ho presi. Si sono messi in mano alla sinistra, speriamo adesso arrivino giù i cosacchi del Don”. Neanche il tempo di sfogare l’amarezza che a Palazzo Ca’Sugana, sede del Municipio, sale subito Manildo con alcune centinaia di elettori; invocano alla “Treviso libera” e aggiungono “Gentilini, non ti arrabbiare, l’importante e’ partecipare”.  

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Se è pur vero che Manildo può essere soddisfatto di un risultato storico per la sinistra, è altrettanto vero che i numeri parlano chiaro; oltre al PD – tra i vincitori – c’è l’avversario più insidioso: l’astensionismo. Al primo turno,è andato a votare il 63,25%, al ballottaggio la cifra si assottiglia toccando quota 58,61%, con inoltre 160 schede bianche e 289 nulle. Manildo, al primo cittadino uscente, manda una stretta di mano sottolineando però che: “il mio pensiero va a tutti quelli che mi hanno sostenuto, ai candidati della coalizione Treviso bene comune, con i quali voglio condividere la gioia di questo cambiamento fatto insieme, lavorando negli ultimi quattro anni”. Intanto, in casa Lega, la gioia da condividere è decisamente poca, dato che la sconfitta arriva pure in altre città come San Donà di Piave, Bussolengo e Sona.

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Argomenti: Politica

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