A Ferragosto niente movida, discoteche chiuse per Covid in mezza Italia

Locali da ballo chiusi o consentiti solo all'aperto, tra regole di distanziamento sociale e uso della mascherina da rispettare. Movida notturna ardua questo Ferragosto.

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Locali da ballo chiusi o consentiti solo all'aperto, tra regole di distanziamento sociale e uso della mascherina da rispettare. Movida notturna ardua questo Ferragosto.

C’è bisogno di scrivere che il Ferragosto 2020 non è come gli altri anni? Già la notte appena trascorsa ci ha fatto comprendere l’anomalia di questa estate, solo in apparenza tornata a un minimo di normalità. Le principali vittime dei giri di vite contro la movida sono le discoteche. Il governatore della Sardegna, Christian Solinas, ha emesso un’ordinanza con cui consente ai locali da ballo di restare aperti, a patto che riescano a garantire le regole di distanziamento sociali. La Sicilia ha vietato le discoteche in luoghi chiusi, a partire proprio dai giorni scorsi, consentendo che si balli solo all’aperto e limitatamente per flussi pari al 40% della capienza disponibile. La Calabria è stata più tranciante. Il governatore Jole Santelli ha imposto la chiusura fino al 7 settembre o prima, cioè fino a quando la curva epidemiologica non consentirà di tirare un sospiro di sollievo.

La Sardegna decide di non chiudere le discoteche

In Puglia, si può andare a ballare, purché si rispetti la distanza di 2 metri sulle piste e di 1 metro in altre aree dei locali. Ed è obbligatorio l’uso della mascherina, altrimenti scatta il controllo della temperatura all’ingresso. Il governatore toscano Enrico Rossi chiede regole nazionali, visto che ogni regione si sta attrezzando per conto proprio.

Ballare ai tempi del Covid

Da Palazzo Chigi, la linea resta dura: le discoteche sarebbero dovute rimanere chiuse fino al prossimo anno, mentre il vice-ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, chiarisce che nel caso in cui si verificasse un focolaio in una discoteca, il locale andrà chiuso.

Ci sono storie estreme, come quella di una festa alla Plaia di Catania con 1.000 ragazzi in un locale all’aperto.

Un diciassettenne scopre qualche giorno dopo di essere positivo, contagiato dal padre asintomatico. Scattano i controlli e diverse persone finiscono in quarantena, ma risalire a tutti i partecipanti alla serata è impossibile.

Mai come in questa fase rileva la responsabilità personale. Il rispetto delle regole basilare anti-Covid risulta fondamentale per limitare i nuovi contagi, il problema è che in discoteca non ci vai per restartene in disparte, bensì per tenerti vicino agli altri. Non si balla a 1-2 metri di distanza, il contatto fisico tra i giovani rileva molto. E comunque sia, si suda. Il business della movida notturna, quindi, rischia seriamente il crac.

Un business che dà lavoro a tanti

A molti sembrerà un segmento del divertimento di cui fare a meno, specie in una fase come questa. Tuttavia, qui parliamo di un giro d’affari stimato in 4 miliardi di euro all’anno, con 50.000 occupati, di cui in gran parte giovani tra 20 e 30 anni. Le discoteche lasceranno anche indifferenti molti di noi, ma permettono a decine di migliaia di persone di arrotondare lo stipendio, di frequentare gli studi, spesso di avere un vero lavoro a tempo pieno. Barman, dj, pr, addetti alla sicurezza, gruppi musicali, cantanti, musicisti, ballerini-e, cuochi, camerieri, etc. Sono i lavori che gravitano attorno alla movida del ballo e che rischiano di colpire le relative categorie in modo specifico.

Se fino a giugno-luglio, il virus era rimasto perlopiù confinato alle regioni settentrionali, la rimozione delle limitazioni imposte con il “lockdown” e l’apertura delle frontiere con l’estero stanno rendendo i nuovi contagi un po’ più omogenei sul territorio nazionale, per quanto i numeri in Italia rimangano bassi e, fortunatamente, i decessi stiano crollando in valore assoluto e percentuale. Ma la paura inizia a diffondersi nel Meridione, dove molti casi vengono importati dai turisti di ritorno da mete straniere, tant’è che alcune regioni hanno iniziato ad imporre controlli e tamponi obbligatori per gli arrivi da Malta, Grecia e Spagna. No, questo Ferragosto ha ben poco di divertente e rilassante.

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