Il lavoro continua a restare a termine e per gli over 50, ecco le cifre di novembre

Niente lavoro per i più giovani. La quasi totalità dei nuovi contratti riguarda over-50 e contratti a termine. Disoccupazione in lieve calo, ai minimi da settembre 2012.

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Niente lavoro per i più giovani. La quasi totalità dei nuovi contratti riguarda over-50 e contratti a termine. Disoccupazione in lieve calo, ai minimi da settembre 2012.

In lieve calo il tasso di disoccupazione in Italia a novembre all’11% dall’11,1% di ottobre, la percentuale più bassa dal settembre 2012. Su base annua, la discesa è stata dell’1%. In valore assoluto, il numero dei disoccupati è diminuito di 18.000 unità nel mese e di 243.000 nell’anno, scendendo a 2,855 milioni. Viceversa, il numero degli occupati è salito di 65.000 e 345.000 unità rispettivamente a quota 23,183 milioni. Il tasso di occupazione cresce al 58,4%, pur restando di mezzo punto percentuale più basso del massimo toccato nel 2008. Tra le donne, si attesta al 49,2%, tra gli uomini al 67,6%. In discesa anche la disoccupazione giovanile al 32,7%, -1,3% su base mensile e -7,2% su base annua. Nella fascia di età 15-24 anni aumenta, invece, il tasso di occupazione al 17,7%, +0,5% su ottobre e +1,4% su ottobre 2016. In calo dello 0,1% al 34,3% il tasso di inattività. (Leggi anche: Jobs Act, voucher e cuneo fiscale: di cosa ha bisogno in Italia il lavoro per ripartire?)

Guardando agli ultimi 12 mesi, scopriamo che ad essere cresciuti sono stati i contratti di lavoro dipendente (+497.000), ma tra questi quasi essenzialmente quelli a tempo determinato, pari a +450.000 unità, ovvero il 90% del totale. In pratica, i lavoratori a termine sono aumentati del 18,3% in 12 mesi, quelli con contratti stabili di appena lo 0,3%. In calo mensile di 3.000 unità e annuo di 152.000 i lavoratori autonomi.

Lavoro solo per over-50 e a termine

E analizzando le variazioni annue per classi di età, notiamo come 396.000 nuovi occupati risultino tra i lavoratori di età superiore ai 50 anni, l’80% del totale. Al contrario, tra i 35-49 anni si registra un tonfo di 161.000 unità, legato a dinamiche demografiche, mentre tra i 15-24 anni si ha una crescita di 76.000 e tra i 25-34 anni di altre 24.000 unità.

Quanto ai tassi di occupazione, abbiamo quanto segue: 15-24 anni al 17,7% (+1,4% annuo), 25-34 anni a +1,2%, 35-49 anni a +0,3% e 50-64 anni al 60,1% (+1,5%).

Dando un senso alle numerose cifre di cui sopra, emerge un timido miglioramento del mercato del lavoro italiano, caratterizzato da più occupati e meno disoccupati, pur restando rispettivamente nettamente inferiori e superiori alla media nell’Eurozona. Tuttavia, la crescita è trainata da contratti a termine, segno che le imprese continuerebbero a mostrare scarsa fiducia sul futuro. Inoltre, la parte del leone per le nuove assunzioni la fanno i lavoratori più attempati, un altro segnale scoraggiante e non solo per i più giovani. (Leggi anche: La lotta al lavoro precario avviene nel modo sbagliato)

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