6 ore di lavoro guadagnando lo stesso stipendio? L’idea che piace al Governo italiano

La Finlandia, insieme all’Italia, non è la sola a prendere in seria considerazione l’ipotesi di diminuire le ore di lavoro.

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La Finlandia, insieme all’Italia, non è la sola a prendere in seria considerazione l’ipotesi di diminuire le ore di lavoro.

Probabilmente, se qualcuno avesse detto prima della pandemia di voler ridurre le ore di lavoro e mantenere intatto lo stipendio sarebbe stato preso per folle. Il coronavirus ha però rivoluzionato le vite di tutti e, non per ultima, l’economia del lavoro. Una delle misure più discusse presa dall’Unione Europea per contrastare la perdita di lavoro come conseguenza dell’emergenza Covid-19 è il programma anti-disoccupazione Sure, a cui sono state destinate ingenti risorse economiche. Le stesse verrebbero sfruttate dal Governo per consentire alle aziende di mantenere identica la retribuzione in busta paga riducendo però le ore di lavoro, con evidenti benefici positivi sul fronte occupazionale.

L’idea della premier finlandese

Ad avere per prima l’idea della giornata lavorativa di 6 anziché 8 ore è stata la premier finlandese Sanna Marin. Anche la Finlandia attraversa un periodo di crisi dal punto di vista dell’occupazione a causa del coronavirus, ed è proprio per questo motivo che la Marin ha messo in campo la proposta di lavorare di meno, percependo lo stesso guadagno grazie ai fondi del Sure. La logica conseguenza è che le aziende possono poi assumere nuovo personale, senza per questo intaccare i redditi dei lavoratori, i quali a loro volta hanno maggiore tempo libero da dedicare a se stessi e alle loro famiglie.

 

Non solo, perché lavorare per meno ore dà modo anche di migliorare il tasso di produttività nel corso del tempo, perché i lavoratori sono meno gravati dal lavoro e riescono a rendere meglio.

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Oltre alla Finlandia ci pensano anche Francia e Germania

La Finlandia, insieme all’Italia, non è la sola a prendere in seria considerazione l’ipotesi di diminuire le ore di lavoro mantenendo intatto lo stipendio grazie al programma anti-disoccupazione Sure.

Anche perché, non bisogna dimenticarlo, entrambe le nazioni hanno accettato la proposta europea relativa ai fondi europei da destinare per il Sure.

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