10 domande a Matteo Renzi

Abbiamo preparato 10 domande a Matteo Renzi, probabile futura guida del Partito Democratico e attuale sindaco di Firenze. Tra questioni che vogliono porre luce su alcune ombre che attorniano la figura del "rottamatore" e altre che chiedono chiarezza su alcuni punti politici del suo programma, ecco le nostre 10 domande a Matteo Renzi.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Abbiamo preparato 10 domande a Matteo Renzi, probabile futura guida del Partito Democratico e attuale sindaco di Firenze. Tra questioni che vogliono porre luce su alcune ombre che attorniano la figura del

Dopo le 10 domande al Movimento 5 Stelle che, come preventivabile, non hanno ricevuto ancora una risposta, oggi è il turno di Matteo Renzi, candidato alla guida del PD, beneficiato dall’endorsement di alcuni media, personalità capace di seminare scompiglio all’interno del suo stesso partito. Inizialmente criticato di berlusconismo, Renzi ha voluto poi allontanarsi da quest’etichetta scagliandosi recentemente contro il Cavaliere e attirando le ire di alcuni esponenti del PDL. Rottamazione, rinnovamento e “nuovo che avanza” sono le principali qualificazioni che hanno caratterizzato l’ascesa politica del sindaco di Firenze, che ha perso le scorse primarie PD ma che, dopo la sconfitta di Bersani alle politiche, ne è uscito quasi vincente, riproponendosi come leader di un nuovo Centrosinistra. Ecco le nostre 10 domande a Matteo Renzi.   LEGGI ANCHE 10 domande al Movimento 5 Stelle  

10 domande a Matteo Renzi

  1. Propaganda mediatica: una delle accuse che più le si rivolgono contro è quella di aver utilizzato una strategia berlusconiana (in piccolo) per promuovere la sua carriera politica; stiamo parlando, nel dettaglio, della fondazione di Florence Multimedia, un organo della Provincia di Firenze (di cui lei è stato presidente dal 2004 al 2009) che in breve tempo è riuscita ad acquisire il controllo dei maggiori media toscani, tra stampa, radio e TV, chiudendo alla fine del 2009 con un bilancio in rosso spaventoso (388.909 euro di debito). Non è un paradosso che “il nuovo che avanza” utilizzi le strategie propagandistiche (a spese dei cittadini) della vecchia politica?
  2. Ambiente e raccolta rifiuti: possiamo tranquillamente affermare che nel suo vecchio programma c’era davvero poco, pochissimo spazio dedicato all’ambiente e alle energie pulite, nonostante tra i suoi ultimi propositi figura come tema principale la “E” di energia. Tuttavia, quando era presidente della Provincia nel 2004, ha tagliato i fondi per la raccolta differenziata innescando le ire dei Verdi che in seguito ha espulso dalla Giunta. Inoltre lei è da sempre favorevole all’inceneritore, che vorrebbe far “prolificare sul territorio nazionale”, asserendo che non fanno male. Qual è la sua posizione in merito all’ambiente e alle energie pulite?
  3. Vecchio clientelismo: anche qui il “nuovo che avanza” puzza un po’, visto che in base agli abusi di potere elencati nella sentenza di condanna della Corte dei Conti nei suoi confronti e in quelli dei suoi “colleghi” (che potete leggere qui), lei avrebbe riempito la Provincia, quando ne era presidente, personalità senza nessuna qualifica adeguata a ricoprire tale mansione. Un copione già visto e scritto sempre dalla vecchia politica. Come risponde a questa accusa?
  4. De-Berlusconizzazione: tra campagne e propagande mediatiche, apparizioni in talk-show televisivi, interviste su riviste berlusconiane, senza contare la visita al Cavaliere e un suo apprezzabile discostamento dalla demonizzazione dei Berlusconi a differenza dei suoi colleghi del PD, cosa risponde a quelle accuse che la ritengono un Berlusconi di sinistra o un Berlusconi democristiano e come potrebbe convincere il suo elettorato della sua “de-berlusconizzazione”?
  5. Il futuro del PD: questo momento storico non è forse il tempo ideale per aggrapparsi alle ideologie, ma secondo Giovanna Cosenza (Fatto Quotidiano), una delle ragioni da imputare alla sua sconfitta alle scorse primarie è stata la sua volontà (più o meno) implicita di spostare il PD verso il centro, deludendo le aspettative di una gran parte dell’elettorato che voleva il PD più spostato a sinistra. I suoi comportamenti e le sue parole, almeno (vedere anche qualche sua affinità con Monti esplicata nel suo programma 2012), hanno dimostrato questo. Oggi come oggi, snaturando la demonizzazione dell’ideologia, come pensa il Partito Democratico del futuro?
  6. Riforma della Giustizia: che la giustizia in Italia abbia qualche problema è noto come il sole, e lei stesso nel suo nuovo programma ha voluto puntualizzare che uno dei temi caldi della sua politica sarà proprio improntato sulla riforma della giustizia. Cosa e come cambierebbe il sistema della giustizia in Italia?
  7. Pensioni d’oro: uno dei punti più caldeggiati della sua politica consiste nell’aggressione alle pensioni d’oro, dai cui tagli potrebbe ricavare 12 miliardi di euro da destinare ai giovani senza lavoro. Cosa intende nello specifico per “pensioni d’oro” e quale sarà la soglia minima della pensione affinché non si resti incasellati in tale categoria?
  8. Lotta all’evasione fiscale: nel suo programma per le primarie 2012, lei ha parlato di un recupero dell’evasione fiscale del 25-30%, stabilendo come obiettivo un recupero per 30-36 miliardi di euro. Ha anche insistito sul fatto che se tutti i cittadini sapessero quanto pagherebbero effettivamente di tasse se nessuno evadesse, sarebbe molto più semplice svolgere il proprio dovere di contribuente. Ma come ben saprà, l’evasione fiscale non è solo quella “di sopravvivenza”. Come pensa, nel pratico, di ridurre l’evasione fiscale al fine di recuperare quelle importanti risorse?
  9. Dossier del PD: secondo il Corriere le basi del PD starebbero invitando alcuni giornalisti a scartabellare gli archivi della sua carriera per fare un dossier e magari trovare qualche scheletro nell’armadio; probabilmente un segno emblematico di come i dirigenti abbiano timore di una sua vittoria. Quali sono i suoi rapporti attuali con dirigenti ed esponenti del PD?
  10. Rapporti con l’Europa: lei ha affermato che invece di guardare alla Grecia, bisognerebbe guardare alla Germania, ma con le pressioni da Bruxelles, che frenano inevitabilmente la crescita e invadono il Paese di richieste a volte non facilmente eseguibili, la situazione economica dell’Italia potrebbe divenire complicata. Come pensa di intrattenere i rapporti con l’Europa? Preferirebbe impugnare la linea dura, o proseguire sulla strada già precedentemente intrapresa da Monti e Letta?

  E voi avete domande o questioni da porre a Matteo Renzi? Non esitate a scriverle nello spazio riservato ai commenti.  

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Argomenti: Politica

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