Oro: l’asset rifugio del 2020? View degli Analisti e spunti operativi con certificati

L'oro resterà l'asset rifugio per eccellenza anche nel 2020 continuando a salire? Quali sono i fattori che ne possono influenzare l'andamento? Proviamo a dare degli spunti operativi tramite investimento in certificati.

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L'oro resterà l'asset rifugio per eccellenza anche nel 2020 continuando a salire? Quali sono i fattori che ne possono influenzare l'andamento? Proviamo a dare degli spunti operativi tramite investimento in certificati.

Nel 2020 i vari scenari geopolitici e commerciali, fra cui le rinnovate tensioni USA-Iran, la “storia infinita” della Brexit, la guerra commerciale USA-Cina, il rallentamento dell’economia globale con le politiche monetarie espansive a sostegno messe in atto da molte banche centrali nel mondo (fra cui BCE e Fed in prima linea), dovrebbero continuare a sostenere le quotazioni del bene rifugio per eccellenza, l’oro.

Nel solo 2019 il solido trend a rialzo (in realtà innescato da novembre 2018) sostenuto dalla maggior parte dei suddetti fattori ha portato ad un upside di circa il 19,5%, con quotazioni che sono partite da circa 1.280 dollari fino a 1.530 dollari l’oncia. Il motivo principale (collegato alle tensioni geopolitiche e commerciali) è stato l’atteggiamento decisamente accomodante delle banche centrali, che hanno sostenuto le quotazioni ma anche portato gli investitori a ricercare forme di remunerazione alternative in un’era a tassi negativi.

Le ultime notizie circa le distensioni dei rapporti USA-Cina avevano determinato una crescita del risk appetite degli investitori, ed una connessa correzione temporanea di circa il 5% dei prezzi dell’oro da settembre a dicembre 2019 (da 1.550 a 1.470 dollari circa); le quotazioni hanno poi ripreso con vigore a sostenere il trend rialzista.

Da considerare inoltre che quest’anno ci sono le elezioni presidenziali USA, e Trump non vorrà compiere errori nel tanto atteso accordo commerciale con la Cina. Il ciclo di ribasso del denaro innescato dalle Fed e BCE in primis dovrebbe essere fermato nel 2020, con outlook che rimangono comunque accomodanti.

Altro fattore che determina l’andamento dell’oro è la dinamica del dollaro, inversamente correlata a quella del metallo prezioso. Generalmente, e a parità di altre condizioni, se il dollaro si svaluta l’oro sale e viceversa.

In definitiva, sono molti i fattori interdipendenti che interagiscono sulla formazione del prezzo dell’oro, primi fra tutti l’andamento di domanda ed offerta e la congiuntura economica con le connesse politiche monetarie messe in atto. Per aver maggiori schiarite occorre comunque stare a vedere come tutti i fattori sopraelencati dispiegheranno le loro dinamiche.

Analisti

Previsioni oro 2020: pro e contro un nuovo rally del metallo

Ci sono dunque punti a favore e contro la crescita delle quotazioni del metallo prezioso per eccellenza, con quotazioni attuali a circa 1.570 dollari l’oncia.

Secondo Goldman Sachs, stando a quanto riporta MF in un articolo, nel 2020 è preferibile puntare sull’oro anziché sul petrolio almeno per 5 motivi.

Secondo Aberdeen Standard Investments, i prezzi potrebbero arrivare fino ai 1.700 dollari.

Secondo Bernard Dahdah invece, Senior Commodities Analyst di Natixis, nel 2020 il prezzo dell’oro salirà come nel 2019. Il miglioramento sul fronte commerciale e la ripresa della crescita globale dovrebbero spingere gli investitori ad essere più fiduciosi e a puntare su asset più rischiosi. Per questo è stata rivista al ribasso le stime sulla quotazione che, in media, dovrebbe aggirarsi intorno ai $1.370 nei prossimi mesi.

Se stessimo ad elencare tutte le view troveremmo pareri concordanti sia a favore di ulteriori rialzi che di possibili correzioni, ma nel frattempo selezioniamo dei certificati che presentano caratteristiche interessanti.

Spunti operativi

Questa è la situazione grafica delle quotazioni dell’oro aggiornate al 06/01/2020, con i diversi livelli di barriera dei certificati sotto elencati disegnati con linee tratteggiate di diverso colore. Sono stati selezionati certificati con differenti livelli di barriere e di leve per dare l’opportunità di scegliere quelli più attinenti al proprio profilo di rischio rendimento (date le formule di pricing relativamente semplici dei turbo si possono fare delle analisi di scenario ad esempio per vedere come variano il prezzo del certificato e la leva al variare del prezzo del sottostante). Le quotazioni attuali dell’oro sono a circa 1.566 dollari l’oncia.

Stay Up di Societe Generale (ISIN: LU2024215399)

Una strategia abbastanza rischiosa ma che promette rendimenti di tutto rispetto è quella di puntare sullo Stay Up di Societe Generale su XAU/USD con ISIN LU2024215399 e scadenza il 19/06/2020. Ricordiamo che questi certificati vengono rimborsati al valore nominale di 10 euro se non toccano o scendono al di sotto della Barriera; in caso contrario scadono senza valore.

La scadenza relativamente breve, assieme alla barriera a 1.400 dollari -inferiore ad un supporto in area 1.460-1.440-, dovrebbero permettere al certificato di arrivare a scadenza senza evento di cd knock-out (anche se nulla è certo nei mercati finanziari)

Il certificato è attualmente acquistabile a circa  9,16 euro, implicando un rendimento molto alto -che in tal caso corrisponde anche al rapporto rendimento/rischio- del 9,17% ( dato dal rapporto (10-9,16)/9,16 ).

In base alle quotazioni attuali la distanza dalla barriera è di circa il 10,6%

Turbo Long Open End di Unicredit (ISIN: DE000HV47YZ4)

Un’altra strategia rischiosa è puntare su un Turbo Long Open End di Unicredit. Il funzionamento del certificato è simile a quello degli Stay Up poiché in caso di tocco della barriera il certificato scade senza valore con conseguente perdita di quanto investito; una delle differenze è in tal caso il certificato non presenta alcuna scadenza prefissata.

Lo strike (che corrisponde anche alla barriera) è fissato a 1393,054885 USD e il prezzo è a circa 15,50 euro; in caso di discesa del sottostante fino a quel livello il certificato scade immediatamente senza valore. In base alle quotazioni attuali la distanza dalla barriera è di circa l’11%

Anche in tal caso il livello di knock-out è posizionato al di sotto del supporto in area 1.440-1.460 dollari, nonché leggermente al di sotto del prezzo tondo -che ha funto da supporto- dei 1.400 dollari.

Il pricing del certificato è piuttosto semplice (il seguente è il prezzo teorico, che risulta minore del prezzo di mercato poiché quest’ultimo include anche il margine per l’emittente):

E la leva finanziaria è così calcolata:

Dove la parità (inverso del multiplo) indica la quantità di Certificate necessaria per acquistare un’unità del sottostante, reperibile.

Turbo long di BNP Paribas

Volendo mitigare un pò di più il rischio, abbassando la leva, è possibile andare a selezionare Certificati Turbo Long di BNP Paribas con strike più bassi.

Vi sono ad esempio due turbo long con scadenza il 19/06/2020.

Il primo, con ISIN NL0014037244,  strike a 1.300 dollari e parità a 100, è attualmente acquistabile a circa 2,52 euro; in base alle quotazioni attuali la distanza dalla barriera è di circa il 17%.

Il secondo, con ISIN NL0014037236,  strike a 1.225 dollari e parità a 100, è attualmente acquistabile a circa 3,19 euro. in base alle quotazioni attuali la distanza dalla barriera è di circa il 22%.

Il primo strike si trova in una zona di prezzo molto lavorata per tutta la prima metà del 2019, mentre il secondo si trova al di sotto dei minimi del 2019, in una zona di prezzo lavorata nel quarto trimestre 2018.

Nota Bene: il trading può comportare rischi significativi per il capitale, con perdite che potrebbero in alcuni casi eccedere il capitale iniziale. È pertanto fondamentale assicurarsi di aver compreso tali rischi. Le informazioni presentate in questo sito non sono in alcun modo da intendersi come sollecito all’investimento. Ogni decisione di investimento è sotto la piena ed esclusiva responsabilità del lettore. 

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