Certificati Bonus: sottocategorie e influenze sul prezzo. Guida didattica 2 di 2

Nella seconda parte della guida effettuiamo una distinzione fra certificati bonus a barriera continua e a barriera discreta, illustrando il funzionamento delle varie tipologie commerciali più diffuse sul mercato italiano ed i fattori che possono influenzarne l'andamento.

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Nella seconda parte della guida (Leggi la prima parte qui Bonus certificates: cosa sono, come funzionano. Guida 1 di 2) effettuiamo una distinzione fra certificati bonus a barriera continua e a barriera discreta, illustrando il funzionamento delle varie tipologie commerciali più diffuse sul mercato italiano  -Bonus, Bonus Cap, Reverse Bonus Cap, Recovery Bonus Cap, Stock Bonus, Top bonus, Recovery Top Bonus- ed i fattori che possono influenzarne l’andamento.

Funzionamento dei certificati a barriera americana

Oltre ai principali Bonus e bonus Cap già descritti nella parte dedicata alla strutturazione, nei certificati a barriera americana rientrano anche i Reverse Bonus Cap, i Recovery Bonus e gli Stock Bonus.

Reverse Bonus Cap

Il funzionamento dei reverse bonus è esattamente simmetrico, quindi speculare al funzionamento dei bonus cap. In tal caso la barriere saranno poste al di sopra del valore iniziale, per esempio al 130%. Così, se ad esempio la barriera viene violata e al fixing finale il sottostante quota al 135% del rispettivo valore iniziale l’investitore riceve il 65% del valore nominale.

Recovery Bonus Cap

Chiamati recovery in quanto pensati per il recupero di minusvalenze, sono tipici delle emissioni di Societe Generale, hanno solitamente un importo di rimborso massimo di 100 euro e vengono emessi ad un valore inferiore -corrispondente anche al valore nominale, ad esempio 76,13 euro-, per puntare sull’apprezzamento di valore del certificato stesso in caso di stabilità/rialzo/moderato ribasso del sottostante. In tal caso il cap corrisponde al 131,35% del valore nominale (ossia 100/76,13=1,3135)

A scadenza si riceve l’importo massimo (bonus corrispondente al cap) di 100 euro se, durante il periodo di osservazione, il sottostante non è sceso sotto la barriera. In caso contrario il certificato replica linearmente la performance del sottostante moltiplicandola per il valore nominale, e non corrisponderà più dell’importo di rimborso massimo in caso di salita del sottostante oltre il cap .

Stock Bonus

Tipici delle emissioni di Unicredit, questi certificati hanno un multiplo pari a 1 (ogni certificato controlla cioè una unità di sottostante dato che il multiplo è dato dal valore nominale del certificato in rapporto allo strike del sottostante) e per questo hanno un valore immediatamente e direttamente confrontabile con quello dell’azione sottostante. In altre parole vengono emessi ad un valore battuto dall’azione sottostante e che corrisponde al valore nominale del certificato stesso. Ad esempio, se il valore di emissione è di 26 euro e il valore di bonus è pari a 29 euro, in percentuale sarà uguale al al 111,54%(ossia 29/26)

A scadenza:

  • se durante il periodo di osservazione non ha mai toccato la barriera si riceve il bonus che corrisponde anche al cap
  • in caso contrario si perde il diritto al bonus e l’investitore riceve il valore finale del sottostante moltiplicato per il multiplo, un valore che in ogni caso non può esser superiore all’importo di rimborso massimo (ossia il cap)

Funzionamento dei certificati a barriera europea

Oltre ad alcuni bonus cap emessi tipicamente da Banca Imi nei certificati a barriera europea rientrano i top bonus, i top bonus doppia barriera e i recovery top bonus.

Top bonus

Nei top bonus, tipici delle emissioni di BNP Paribas, il bonus coincide con il valore dell’importo massimo

A scadenza l’investitore:

  • percepisce l’importo massimo del bonus pari al cap, ossia uguale ad una certa percentuale del valore nominale -p. es il 115% -, qualora alla data di valutazione finale il sottostante quoti ad un valore pari o superiore alla barriere
  • in caso contrario perde il diritto al bonus ed il certificato replica linearmente la performance negativa del sottostante, non percependo più dell’importo massimo qualora il sottostante quoti, nell’esempio fatto, ad un valore maggiore del 115% del valore iniziale

Top bonus doppia barriera

I Top Bonus tipici delle emissioni di Unicredit prevedono inoltre due tipi barriera -una inferiore per esempio al 60% ed una superiore al 70% del valore iniziale- a cui corrispondono altrettanti livelli di bonus pari al cap -per esempio rispettivamente al 103% ed al 109%-. In tal caso a scadenza:

  • verrà corrisposto il bonus il bonus superiore del 109% se alla data di valutazione finale il sottostante non scende sotto la barriera al 70%;
  • verrà corrisposto il bonus il bonus superiore del 103% se il sottostante è minore della barriera superiore ma pari o superiore alla barriera al posta al 60%;
  • il certificato replica linearmente la performance del sottostante qualora quest’ultimo quoti ad un valore inferiore al 60% del livello iniziale, corrispondendo un importo inferiore a 60 euro se il valore nominale è di 100 euro.

Questo è il profilo di payoff

Fonte: Unicredit

Recovery Top Bonus

Sono tipici delle emissioni di Societe Generale e gemelli dei recovery bonus: l’unica differenza è che il possibile tocca della barriera viene rilevato solo alla data di valutazione (o fixing) finale.

Fattori che influenzano il prezzo di un certificato bonus

Oltre all’ovvio fattore prezzo del sottostante, i fattori che influenzano il prezzo del certificato possono essere sintetizzati nel modo seguente:

  • Tempo: a parità di altre condizioni, minore è la vita residua del certificato maggiore è la probabilità che il certificato scada senza veder violata la barriera, implicando un effetto positivo sul prezzo man mano che la vita residua diminuisce (ipotizzando la costanza del prezzo del sottostante)
  • Volatilità implicita: a parità di altre condizioni all’aumentare della volatilità aumenta la probabilità che venga toccata la barriera, e dato che diminuisce anche il prezzo del sottostante (in relazione soprattutto al mercato azionario), ciò ha un impatto negativo sul prezzo del certificato
  • Dividendi ordinari: dato che non vengono corrisposti ai detentori dei certificati le informazioni sui dividendi vengono incorporate nei certificati già all’emissione e non ne influenzano il prezzo. Tuttavia  quando la data di scadenza è vicina o comunque si è in prossimità della distribuzione di dividendi, quando quest’ultimi vengono distribuiti riducono il valore del sottostante accorciando la distanza dalla barriera. Se poi la barriera è già stata toccata lo stacco dei dividendi incide anche sul prezzo del certificato.
  • Dividendi straordinari: non essendo comunicati in anticipo non vengono scontati subito, ma al momento dello stacco il prezzo di riferimento del sottostante e il livello della barriera vengono rettificati sulla base di un coefficiente determinato da Borsa Italiana, in modo minimizzare l’impatto sul rendimento dei Certificate.

 

Nota Bene: il trading può comportare rischi significativi per il capitale, con perdite che potrebbero in alcuni casi eccedere il capitale iniziale. È pertanto fondamentale assicurarsi di aver compreso tali rischi. Le informazioni presentate in questo sito non sono in alcun modo da intendersi come sollecito all’investimento e sono rivolte ad un pubblico indistinto, non rappresentando in alcun modo attività di consulenza finanziaria. Ogni decisione di investimento è sotto la piena ed esclusiva responsabilità del lettore. 

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