Per la prima volta la Germania ha emesso ieri un Bund a 20 anni e lo ha fatto ricorrendo al collocamento sindacato affidato a Barclays, BNP Paribas, Citi, Deutsche Bank, JP Morgan e Morgan Stanley. Gli ordini sono stati superiori ai 73 miliardi di euro, inclusi i 2,1 miliardi richiesti dai joint lead manager. L’importo offerto è stato di 6,5 miliardi, compreso 1 miliardo che sarà trattenuto dallo stesso emittente. Il bond tedesco ha scadenza fissata nel maggio 2047 e offre cedola del 3,40% annuale lordo, mentre il prezzo di aggiudicazione è stato di 99,921 centesimi per un rendimento del 3,404%. Questi è risultato a premio di 2 punti base (+0,02%) sul Bund 15 agosto 2046 (ISIN: DE0001102341) già in circolazione sul mercato secondario.
Bund a 20 anni nuovo benchmark europeo
Attenzione, perché quest’ultimo venne emesso nel 2014 e per cui debuttò sul mercato sovrano come trentennale. Il lancio del Bund a 20 anni è una novità importante per l’intero comparto obbligazionario europeo. Sappiamo che i titoli di stato emessi dalla Germania fungono da “benchmark” per l’intera curva delle scadenze nell’Eurozona. Berlino ha deciso di puntare anche su questo tratto della curva per approfittare dell’elevata domanda di bond in questa fase, essendo divenuti molto più remunerativi che in passato.
Rendimenti lunghi restano alti
Il rendimento a 20 anni in Germania con la pandemia era sprofondato fino a un minimo del -0,40%. Al 3,40% attuale è salito ai livelli più alti dal 2011. Un trend rialzista a cui stiamo assistendo anche nella principale economia europea, a seguito del rialzo dei tassi di interesse sin dal 2022. Lo scorso anno, pur in un contesto di tagli ai tassi nell’Eurozona, i rendimenti a lungo termine sono risaliti e, in misura particolare, proprio in Germania sull’annunciato riarmo da 500 miliardi di euro in 10 anni.
Altrettanti saranno investiti nelle infrastrutture per potenziare la crescita economica.

Più deficit in Germania
Il Bundestag votò nel marzo del 2025 per modificare la norma costituzionale che limitava il deficit allo 0,35% del Pil e nota come “freno al debito” (“Schuldenbremse”). Per questa ragione il Tesoro tedesco sta aumentando le emissioni a lungo termine. Deve finanziare l’extra-deficit e per farlo inizia a puntare su un tratto della curva finora scoperto. Ricordiamo che la Germania emette Bund fino ai 30 anni. A differenza di altri stati come l’Italia, non ha finora collocato sul mercato una scadenza a 50 anni. Anche se qualche suo Land si è spinto negli anni passati a rivolgersi al mercato per indebitarsi fino a 100 anni.
Bund a 20 anni test superato
Ieri, per Berlino è stato un test, superato brillantemente. L’appetito non era scontato. Gli Stati Uniti smisero di emettere Treasury a 20 anni dal 1986 fino al 2020 a causa dello scarso interesse degli investitori, che si mostrano più inclini o a vincolarsi al lunghissimo periodo (come i fondi pensione sui 30 anni) o a rimanere su scadenze più corte. Da notare che il BTp 2046 offre il 4,10%, a premio di 70 punti base o 0,70% sul Bund a 20 anni appena emesso. Questa nuova scadenza tedesca consentirà all’intero mercato europeo di avere un ulteriore riferimento tra 10 e 30 anni.
Può favorire maggiori emissioni su questo tratto anche del Tesoro italiano, la cui necessità di allungare la durata media del debito resta.
giuseppe.timpone@investireoggi.it