Gli italiani amano le auto da sempre, peccato che siano diventate inaccessibili per le loro tasche. Le nuove immatricolazioni nel 2025 sono diminuite del 2,1% a 1,525 milioni e restando molto più basse del periodo pre-Covid. Erano state superiori a 1,9 milioni nel 2019, l’ultimo anno prima della pandemia. Non è più allarme, ma presa d’atto di una crisi strutturale e che non riguarda nello specifico questo mercato, bensì le condizioni finanziarie di milioni di famiglie alle prese con il carovita e stipendi fermi da decenni. L’Istat conferma che l’alta inflazione vissuta fino al 2023 non è stata recuperata, se non parzialmente, dai lavoratori dipendenti.
Mercato auto in panne, inaccessibili ai più
Non c’è da stupirsi che le auto siano considerate ormai inaccessibili, quasi fossero un bene di lusso. A guardare i prezzi, lo sono. In media, il prezzo di vendita è stato nel 2025 di 28.700 euro. Pur in calo dell’1%, grazie agli sconti praticati dalle concessionari e al ricorso ai km 0, risulta nettamente superiore ai circa 21.000 euro medi del 2019 per oltre il 35%. Ed è così che arrancano le vendite di auto elettriche, pur in spolvero con un +46,1%, pari a 94.230 nuove immatricolazioni, il 6,2% del totale. Tuttavia, la media europea viaggia su livelli tripli, stimata nell’area Acea al 18,8%. A novembre dello scorso anno, però, il dato italiano saliva al 12,2%.
Non c’è un rifiuto ideologico o per partito preso delle auto elettriche. A parte le preoccupazioni per un’infrastruttura ancora carente (le colonnine di ricarica restano poche), il prezzo medio sale in Italia ben sopra la media sia europea che americana. Era a 67.058 euro nel 2025, a causa della maggiore incidenza di SUV e veicoli di alta gamma.
Va detto che linee come Fiat 500e, Citroen e Renault Twingo E-Tech rientrano nella fascia tra 23.0000 e 29.000 euro. Tra incentivi statali e modelli “entry” economici, si può restare anche sotto i 30.000 euro.
Vendite di auto usate in crescita
Il parco macchine, intanto, non fa che invecchiare: media di 13 anni, la più alta in Europa. E questo significa due cose essenzialmente: veicoli potenzialmente più rischiosi, a causa dell’usura, nonché più inquinanti. Cos’altro possono fare le famiglie con ristrettezze finanziarie? Ricorrere al mercato delle auto usate. L’anno scorso, sono state 3.221.145 e in rialzo del 2,1%. Superano i livelli pre-Covid, che si attestavano a circa 3,1 milioni. La differenza la fa il prezzo: 21.645 euro in media, in calo annuale del 3,2%, seppure in rialzo di quasi il 60% rispetto al 2019, quando un’auto di seconda mano si comprava per 13.700 euro.
Nel dettaglio, i dati del primo trimestre del 2025 indicavano un prezzo medio per le auto a benzina usate di 23.390 euro, per le diesel di 17.820 euro, per le elettriche di 28.615 euro e per le ibride di 31.890 euro. La stima è di una vita media di 8,5 anni per i veicoli oggetto di passaggio di proprietà, sopra gli 8,2 anni nel 2019. Anche l’età media delle auto di seconda mano, quindi, si è innalzata.
Stipendi reali in calo
I prezzi delle auto, nuove e usate, sono esplosi dal 2019 ben sopra il tasso d’inflazione del 18,5%. Nel quinquennio 2019-2024 i salari contrattuali hanno perso il 10,5% in termini reali, secondo l’Istat.
Dunque, gli italiani percepiscono una busta paga molto più leggera, tenuto conto dei prezzi. Posseggono oggi una capacità di acquisto crollata rispetto al periodo pre-Covid e si trovano dinnanzi ad auto diventate inaccessibili per le loro possibilità economiche. Non bastano gli incentivi per riavviare un mercato travolto dal carovita, oltre che da proprie specificità negative.
giuseppe.timpone@investireoggi.it