La Costa d’Avorio è tornata a rifinanziarsi sui mercati internazionali con l’emissione di un nuovo Eurobond, cioè un’obbligazione dal formato standard, con scadenza nel febbraio del 2041 e denominata in valuta americana. Lo stato dell’Africa occidentale ha così raccolto 1,3 miliardi di dollari, a fronte di richieste culminate a 6,3 miliardi, quasi quintuple rispetto all’offerta e arrivate da 270 investitori da tutto il mondo. L’operazione si è svolta nella giornata di mercoledì 18 ed è stata tenuta da BNP Paribas, Citi, Deutsche Bank, JP Morgan, Société Générale e Standard Chartered.
Eurobond 2041 Costa d’Avorio, caratteristiche
L’Eurobond 2041 della Costa d’Avorio ha una durata media di circa 14 anni, dato che il capitale sarà rimborsato in tre tranche di pari importo nel 2039, 2040 e 2041.
Rispetto a un rendimento iniziale ipotizzato in area 7,75%, l’esito è stato del 7,125%. E una volta considerata la copertura valutaria per la conversione in euro, il rendimento scende al 5,39%. Il titolo avrà rating BB per S&P e Fitch, Ba2 per Moody’s. In tutti e tre i casi, si tratta di valutazioni “non investment grade”, che rendono l’emissione speculativa o ad alto rischio di credito.
Crescita alta, rating bassi
La Costa d’Avorio è diventata negli ultimi anni tra le economie più promettenti del continente africano. La sua crescita economica è attesa per quest’anno al 6,5% e nell’ultimo decennio è stata in media del 6%. Ha un debito pubblico al 58% del Pil, che non è basso per un’economia emergente con un Pil pro-capite ancora intorno ai 3.000 dollari. Ma possedeva riserve valutarie per 33 miliardi di dollari nell’ottobre scorso, capaci di coprire 6 mesi di importazioni.
Non esistono cifre aggiornate sul suo debito estero a breve termine, che a fine 2024 ammontava a 4,9 miliardi.
L’Eurobond 2041 della Costa d’Avorio consente all’investitore di inserire in portafoglio un titolo speculativo e con un rendimento elevato per questa fase. Non sembrano esservi rischi di credito particolarmente elevati nel breve periodo, anche se bisogna ammettere che l’economia resta largamente dipendente da esportazioni come cacao e oro. I prezzi in crescita di questi sui mercati internazionali stanno sostenendo la crescita e l’afflusso di valuta straniera. Ciò non toglie che nel caso di un forte ripiegamento avverrebbe il contrario.
Rendimenti e spread in forte calo
La Costa d’Avorio offre da tempo soddisfazioni agli investitori. L’Eurobond in euro con scadenza marzo 2048 e cedola 6,625% (ISIN: XS1796266754) è schizzata di quasi il 40% dai minimi toccati nell’aprile scorso, all’indomani dell’annuncio dei dazi da parte degli Stati Uniti. Quota a quasi 95 centesimi, mentre nel settembre del 2022 era arrivato a scendere sotto i 60 centesimi. Resta ancora sotto i massimi di oltre 110 raggiunti durante la pandemia nel 2020. La nuova scadenza del 2041 arriva in una fase apparentemente favorevole agli emittenti emergenti, grazie al dollaro debole. Offre al suo debutto un premio di circa 270 punti base o 2,70% sul Treasury di pari durata. Non così tanto per un “junk”.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
