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Oggi: 08 Gen, 2026

Anticipo NASPI, addio pagamento unico: dal 2026 in due step

Dal 2026 l’anticipo NASPI cambia volto: niente più pagamento unico e nuove regole che incidono sulle scelte di chi avvia un’attività autonoma
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anticipo naspi
Foto © Investireoggi

L’avvio di un percorso professionale autonomo è spesso una scelta complessa, soprattutto quando nasce dopo la perdita di un lavoro dipendente. In questo contesto, il sistema di sostegno pubblico ha da tempo previsto uno strumento specifico per accompagnare chi decide di mettersi in proprio. L’anticipo NASPI rappresenta, infatti, una leva fondamentale per favorire nuove iniziative economiche, aiutando i lavoratori disoccupati a costruire un futuro diverso attraverso l’autoimpiego.

Cos’è l’anticipo NASPI e quale funzione svolge

L’anticipo NASPI è una misura pensata per trasformare un’indennità di disoccupazione in un capitale utile ad avviare o sostenere un’attività indipendente.

Invece di ricevere il sussidio mese dopo mese, il beneficiario può richiedere l’erogazione anticipata dell’importo spettante, utilizzandolo come base economica per un progetto professionale autonomo.

La finalità principale dell’anticipo NASPI è quella di incentivare e promuovere forme di occupazione alternative. I primi mesi di un’attività autonoma sono spesso caratterizzati da costi iniziali elevati e da entrate incerte. In questo scenario, l’anticipo NASPI fornisce una risorsa immediata che consente di affrontare spese, investimenti e avviamento senza dover contare su guadagni già stabili.

Nel corso degli anni, l’anticipo NASPI si è affermato come uno strumento centrale nelle politiche attive del lavoro, perché non si limita ad assistere la disoccupazione, ma favorisce la creazione di nuove opportunità professionali e imprenditoriali.

A chi è destinato e quali attività sono ammesse

L’accesso all’anticipo NASPI è riservato a chi percepisce l’indennità di disoccupazione e intende intraprendere un’attività lavorativa autonoma. La normativa prevede diverse possibilità, così da includere situazioni professionali differenti e non limitare l’incentivo a un solo modello di lavoro.

Tra le opzioni ammesse rientra l’apertura di un’attività individuale, sia commerciale sia artigianale. È inoltre possibile utilizzare l’anticipo NASPI per diventare socio lavoratore di una cooperativa, a condizione che il rapporto con la cooperativa preveda l’applicazione di un contratto di lavoro subordinato. Un’altra ipotesi riguarda l’avvio di un’attività come libero professionista, anche quando è richiesta l’iscrizione a una cassa previdenziale di categoria.

L’anticipo NASPI non è riservato esclusivamente a chi parte da zero. La misura può essere utilizzata anche da chi ha già avviato un’attività e, durante il periodo di disoccupazione riconosciuta, necessita di un sostegno economico per consolidare o sviluppare il proprio progetto professionale.

Le novità previste dal 2026 sull’anticipo NASPI

A partire dal 2026, l’anticipo NASPI rimane operativo, ma cambia in modo significativo la modalità di erogazione. La legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025) prevede una nuova struttura di pagamento che supera il sistema dell’anticipazione NASPI in unica soluzione previsto fino al 2025.

In base alle nuove regole, l’anticipo NASPI sarà suddiviso in due tranche distinte. Una prima quota, pari al 70% dell’importo complessivo, verrà corrisposta subito dopo l’accoglimento della domanda. La parte restante, pari al 30%, sarà invece riconosciuta solo al termine del periodo di spettanza della NASPI, e a precise condizioni.

Il saldo finale verrà erogato esclusivamente se, nel frattempo, non vi sarà un rientro nel lavoro dipendente e non scatterà il diritto alla pensione. In caso contrario, la seconda tranche non sarà riconosciuta. Questo cambiamento rende l’anticipo NASPI uno strumento che richiede una valutazione più attenta e una pianificazione finanziaria più prudente.

Anticipo NASPI e programmazione dell’attività futura

La nuova articolazione dell’anticipo NASPI impone un approccio più consapevole nella gestione delle risorse. Ricevere subito solo una parte dell’importo complessivo significa dover organizzare l’avvio dell’attività tenendo conto di una liquidità iniziale ridotta rispetto al passato.

L’anticipo NASPI resta comunque un supporto importante, soprattutto per chi intende investire su un’idea imprenditoriale o su una carriera autonoma. Tuttavia, la divisione in due momenti di pagamento rende necessario valutare con maggiore attenzione tempi, costi e prospettive di reddito.

In questo nuovo quadro, l’anticipo NASPI continua a rappresentare una possibilità concreta di rilancio professionale, ma assume anche il ruolo di incentivo alla stabilità del percorso scelto. La seconda tranche, infatti, è legata alla continuità dell’attività autonoma nel tempo. L’anticipo NASPI, anche dal 2026, rimane quindi uno strumento chiave per accompagnare la transizione dal lavoro dipendente a quello indipendente, purché inserito in una strategia ben definita.

Riassumendo

  • L’anticipo NASPI sostiene i disoccupati che avviano un’attività autonoma o imprenditoriale.
  • Trasforma l’indennità di disoccupazione in risorse utili per l’autoimpiego iniziale.
  • Possono accedervi autonomi, liberi professionisti e soci lavoratori di cooperative.
  • Dal 2026 l’anticipo NASPI non sarà più erogato in un’unica soluzione.
  • Il pagamento sarà diviso: 70% subito e 30% a fine periodo.
  • L’ultima quota spetta solo senza ritorno al lavoro dipendente o pensione.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.