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Pensionati all’estero, che cosa è cambiato dopo il Covid (e che cosa è rimasto uguale)

Cambiano le mete dei pensionati che si trasferiscono all’estero. Cosa incide di più sulla scelta del Paese di destinazione.
30 Agosto 2021
pensioni estero

Più passa il tempo maggiori sono i desideri dei pensionati italiani che sognano di lasciare l’Italia per godersi la pensione all’estero. Non tanto perché il nostro Paese sia brutto o si viva male, anzi, tutt’altro.

Il problema è diventato, anche per colpa del covid, un altro: il costo elevato della vita. La pressione fiscale da un lato, e i salari che non crescono dall’altro, stanno spingendo molti pensionati a considerare di trasferirsi all’estero. Laddove il fisco è meno accanito con le pensioni.

Le mete preferite

Non c’è dubbio che le mete preferite dagli italiani siano i Paesi caraibici o del Sud America, dove si possa anche svernare comodamente.

Tuttavia, tra le mete preferite dai pensionati italiani in cerca di un “buen retiro” ci sono: il Portogallo, Cipro, Malta, Spagna, Tunisia e i Paesi dell’Europa dell’Est come Romania, Bulgaria o Croazia.

I motivi che spiegano questo tipo di scelta sono in sostanza di tipo economico e logistico. Il motivo economico è presto spiegato. In questi Paesi si pagano tasse molto basse e il costo della vita è inferiore a quello dell’Italia.

A ciò, poi, si somma il fatto che alcuni Paesi, per attrarre pensionati dall’estero hanno impostato una politica fiscale molto generosa nei confronti dei nuovi residenti. Per esempio in Portogallo per i primi 10 anni i ‘residenti non abituali’ pagano solo il 10% di imposte sul reddito. In Bulgaria l’esenzione dalle imposte per i nuovi residenti pensionati è totale e senza limiti di tempo. A Cipro l’aliquota d’imposta è solo del 5%, così come in Tunisia.

Le ragioni logistiche

Sulla destinazione incidono anche le ragioni logistiche.

Scegliere un Paese europeo piuttosto che sudamericano o caraibico ha i suoi vantaggi. Il Covid ha, poi, indotto molti pensionati ad abbandonare mete extra continentali, magari più a rischio. Stati come Cipro o il Portogallo sono molto vicini all’Italia, come sanità, cultura, alimentazioni e abitudini.

Questo consente a chi decide di fare la valigie e lasciare l’Italia  di potersi adattare senza particolari difficoltà al loro stile di vita. Ma anche di poter tornare in Italia più spesso per fare visita ad amici e parenti senza affrontare lunghi e costosi voli.

Anche la lingua, spesso, fa parte dello stesso ceppo linguistico dell’italiano (specie nel caso di portoghese, spagnolo e romeno). Un dettaglio da non trascurare se si decide di trasferirsi all’estero.

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