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Pensioni prima dei 67 anni di età nel 2026 e nel 2027: novità e uscite anticipate

Come si va in pensione prima dei 67 anni di età e con quali misure nel 2026 e pure nel 2027 dopo l'inasprimento di un mese.
27 Luglio 2026
pensione prima dei 67 anni
Foto © Investireoggi

Le pensioni anticipate continueranno a essere accessibili sia nel 2026 sia nel 2027, nonostante il ritorno dell’adeguamento dei requisiti all’aspettativa di vita.

Dal 2027 entrerà infatti in vigore il previsto incremento di un mese per diversi requisiti pensionistici. Ciò non impedirà, tuttavia, di andare in pensione prima dei 67 anni, anche se sarà necessario tenere conto delle nuove soglie previste dalla normativa.

Vediamo quali sono le principali misure che consentono il pensionamento anticipato oggi e quali saranno le regole in vigore nel 2027.

Pensioni prima dei 67 anni di età nel 2026 e nel 2027: novità e uscite anticipate

La pensione di vecchiaia richiede attualmente 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi.

Dal 2027, invece, il requisito anagrafico salirà a 67 anni e un mese, mentre resterà invariato quello contributivo dei 20 anni.

Anche le pensioni anticipate saranno interessate dall’aumento di un mese, sia nella versione ordinaria sia in quella contributiva. Nonostante ciò, continueranno a consentire l’uscita dal lavoro prima dei 67 anni.

La pensione anticipata ordinaria non prevede alcun requisito anagrafico.

Nel 2026 è possibile accedervi con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Nel 2027 i requisiti contributivi saliranno rispettivamente a 42 anni e 11 mesi e 41 anni e 11 mesi.

Per la pensione anticipata contributiva, invece, è previsto anche un requisito anagrafico: 64 anni nel 2026 e 64 anni e un mese nel 2027.

Occorrono inoltre almeno 20 anni di contributi e un importo della pensione maturata pari ad almeno tre volte l’Assegno sociale.

Ecco le altre potenziali possibilità di oggi e di domani

Tra le possibilità di pensionamento prima dei 67 anni, e senza alcun requisito anagrafico, rientra anche la Quota 41 per i lavoratori precoci.

La misura è riservata ai lavoratori che appartengono a specifiche categorie, ossia caregiver, invalidi, disoccupati e addetti ai lavori gravosi o usuranti.

Per accedervi sono richiesti 41 anni di contributi, che dal 2027 diventeranno 41 anni e un mese, oltre al requisito della precocità, ossia almeno 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età.

Un’altra possibilità è rappresentata dall’Ape sociale, attualmente prorogata fino al 31 dicembre 2026. Per essere disponibile anche nel 2027 sarà necessaria una nuova proroga da parte del Governo.

Oggi la misura richiede almeno 63 anni e 5 mesi di età ed è riservata ai disoccupati, ai caregiver e agli invalidi con almeno 30 anni di contributi, oppure ai lavoratori addetti ad attività gravose con almeno 36 anni di contribuzione.

Possono inoltre andare in pensione prima dei 67 anni anche i lavoratori impegnati in attività usuranti.

Per questa misura restano richiesti, sia nel 2026 sia nel 2027, almeno 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi e il raggiungimento della quota 97,6.

La prestazione è riservata esclusivamente ai lavoratori appartenenti alle categorie individuate dall’Allegato 1 del D.Lgs. n. 67 del 21 aprile 2011.

Deroghe per le pensioni prima dei 67 anni di età

Nel 2026 i lavoratori addetti ad attività gravose e usuranti possono accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi di età e 30 anni di contributi effettivi, senza considerare i contributi figurativi, volontari o derivanti da riscatto.

Questo è possibile perché l’aumento di cinque mesi introdotto nel 2019 non è stato applicato a tali categorie.

La stessa tutela continuerà a operare anche nel 2027, quando entrerà in vigore il nuovo incremento di un mese dei requisiti pensionistici.

Per i lavoratori gravosi e usuranti, infatti, l’adeguamento all’aspettativa di vita continuerà a non trovare applicazione nei casi previsti dalla normativa.

Un’ulteriore possibilità di pensionamento prima dei 67 anni riguarda le lavoratrici madri rientranti nel sistema contributivo puro, ossia con il primo contributo accreditato dopo il 31 dicembre 1995.

Per queste lavoratrici è previsto uno sconto sull’età pensionabile pari a quattro mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi in presenza di quattro o più figli.

Anche questa agevolazione continuerà ad applicarsi nel 2027, indipendentemente dall’aumento dei requisiti legato all’aspettativa di vita.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.