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Oggi: 02 Lug, 2026

L’Europa presenta il conto a Temu e Shein: arriva il dazio sui mini-pacchi

L'UE ha introdotto dall'1 luglio un dazio di 3 euro sui mini-pacchi importati e che potrà avere forti conseguenze sull'e-ecommerce.
2 Luglio 2026
Dazio UE sui mini-pacchi
Dazio UE sui mini-pacchi © Investireoggi.it

E’ la fine dell’e-commerce low-cost? Lo scopriremo solo comprando. Da ieri, l’Unione Europea ha introdotto un dazio di 3 euro sui cosiddetti “mini-pacchi” dal valore fino a 150 euro e che finora beneficiavano dell’esenzione “de minimis”. Una mossa, che era stata già annunciata lo scorso anno e da molti letta in funzione anti-cinese. La misura resterà in vigore per due anni esatti, il tempo di renderla strutturale verificandone la fase di attuazione.

Dazio sui mini-pacchi colpisce la Cina

Il dazio sui mini-pacchi è considerato il conto che Bruxelles sta inviando a colossi dell’e-commerce cinese come Temu, Shein e AliExpress. Essi sono molto attivi nella spedizione di merci dallo scarsissimo valore di mercato e che stanno intasando le dogane sempre più ogni anno. Nel 2025, l’UE ha importati 5,8 miliardi di pacchi (16 milioni al giorno) dal valore fino a 150 euro, in crescita del 26% rispetto ai 4,6 miliardi del 2024.

Di questi, il 90% proveniva dalla Cina. Erano ancora a 1,4 miliardi nel 2022. Per l’UE questo trend significa due cose: costi di gestione doganali in crescita e colpo al tessuto imprenditoriale e commerciale locale.

Come si applica alla dogana

In cosa consiste con esattezza il dazio sui mini-pacchi? Quando il contenuto di un pacco risulta inferiore ai 150 euro, la dogana impone la riscossione di 3 euro fissi. Attenzione, perché questo balzello non grava sul pacco in sé, bensì su ogni articolo distinto per categoria merceologica. Ad esempio, se ho acquistato dalla Cina una camicia da 10 euro e un berretto da 7 euro, la dogana applicherà il dazio per due volte per l’importo complessivo di 6 euro. In questo caso, l’aggravio sarebbe pari al 35,3%.

Altra cosa: l’IVA imposta sul contenuto dei mini-pacchi si applica al prezzo inclusivo del dazio. Nell’esempio sopra citato, l’aliquota del 22% insisterebbe sui 17 euro iniziali più i 6 euro del doppio dazio. Totale: 28,06 euro, anziché i 20,74 euro pagati fino al 30 giugno. E trattandosi di un extra-costo che erode quasi certamente gran parte, se non tutti i margini di profitto del produttore e del rivenditore, sarà assai difficile che la novità non comporti un aumento del costo a carico del consumatore europeo. Su di lui saranno scaricati i 3 euro per articolo.

Protezionismo UE e USA anti-cinese

L’obiettivo dell’UE sarebbe proprio questo, anche se non solo. Disincentivare i consumatori all’acquisto di mini-pacchi tramite il dazio serve a tutelare l’economia europea dall’invasione di merci cinesi a basso costo e allo stesso tempo a ridurre la pressione sulle dogane e l’inquinamento provocato da questo tipo di shopping. Quando un prodotto compie migliaia di chilometri per arrivare al consumatore, emette CO2. Se miliardi di articoli di pochi euro ciascuno vengono acquistati quasi compulsivamente, il fenomeno può tradursi in un aumento dell’inquinamento, a fronte di valori economici in gioco relativamente risibili.

Ma non c’è dubbio che il dazio sui mini-pacchi sia una misura protezionistica anti-cinese. Lo stesso ha fatto l’anno scorso l’amministrazione Trump dopo poche settimane dall’insediamento.

E qui va detta una cosa: i mini-pacchi erano esenti dai dazi sia nell’UE che negli Stati Uniti, addirittura nei secondi fino a 800 dollari. In un certo senso, si sta anche cercando di porre fine a un beneficio rivelatosi distorsivo e dannoso per la nostra economia. Tale esenzione era stata garantita per ragioni di praticità e per non infierire sul consumatore su piccole cifre.

Dazio sui mini-pacchi fine di un’era per e-commerce

Gli stati nazionali tratterranno parte degli incassi a copertura delle spese doganali. Vedremo se nei prossimi mesi ci sarà una riduzione delle importazioni per questi articoli. Probabile che i colossi cinesi reagiranno con politiche di vendita tese ad incentivare gli acquisti sopra i 150 euro per minimizzare il danno. Sta di fatto che il dazio sui mini-pacchi può segnare un’era per l’e-commerce: la fine dell’illusione che gli acquisti online siano di per sé sempre convenienti.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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