Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 01 Lug, 2026

Pensioni contributive tra 64 e 71 anni e da 5 a 20 anni di contributi, novità 2027, 2028 e 2029

Come funzionano per davvero le pensioni contributive, a che età si esce, come si esce e cosa accade dopo il 2026.
1 Luglio 2026
pensioni contributive
Foto © Licenza Creative Commons

Ecco il testo revisionato con correzione di bozze completa, migliorando grammatica, sintassi, punteggiatura, fluidità e stile, mantenendo inalterato il significato, gli stessi sottotitoli H2 nella medesima posizione, senza inserire alcun H2 prima dell’introduzione e con grassetti SEO sui concetti più rilevanti.

Un aspetto molto importante del nostro sistema previdenziale riguarda la suddivisione dei lavoratori in due grandi categorie. Da una parte ci sono i cosiddetti lavoratori nel sistema misto, cioè coloro che hanno iniziato a versare contributi prima del 1996 e hanno proseguito successivamente la loro carriera lavorativa. Dall’altra troviamo invece i contributivi puri, ossia chi ha iniziato a lavorare e a versare contributi solo dopo il 31 dicembre 1995.

Non abbiamo volutamente considerato una terza categoria, quella di chi ha lavorato esclusivamente prima del 1996, perché ormai rappresenta una quota molto ridotta della popolazione ancora non pensionata.

Va inoltre osservato che, con il passare degli anni, diminuisce progressivamente anche il numero dei lavoratori appartenenti al sistema misto. Nel prossimo futuro la grande maggioranza dei contribuenti sarà composta da lavoratori contributivi puri e, successivamente, quasi tutti avranno iniziato la propria carriera dopo il 1995.

Le pensioni contributive saranno quindi sempre più centrali nel sistema previdenziale italiano. Ma come funzionano oggi e quali saranno le regole nei prossimi anni? Vediamo le tre principali possibilità di pensionamento e le novità già previste.

Pensioni contributive tra 64 e 71 anni e da 5 a 20 anni di contributi, novità 2027, 2028 e 2029

Per chi ha una carriera interamente maturata nel sistema contributivo, cioè con contributi versati esclusivamente dopo il 1995, esistono sostanzialmente tre diverse modalità di pensionamento.

La prima è quella più favorevole sotto il profilo dell’età, ma anche la più difficile da raggiungere per i numerosi requisiti richiesti.

Si tratta della pensione anticipata contributiva, che consente l’uscita con 64 anni di età e 20 anni di contributi.

Per accedervi, però, è necessario che l’importo della pensione sia pari almeno a 3 volte l’assegno sociale.

Per le lavoratrici madri il requisito economico è più favorevole. La soglia scende infatti a 2,8 volte l’assegno sociale per chi ha avuto un figlio e a 2,6 volte per chi ha avuto due o più figli.

Dal 2027 il requisito anagrafico salirà a 64 anni e un mese, mentre dal 2028 sarà pari a 64 anni e 3 mesi. Se il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita proseguirà, dal 2029 potrebbe arrivare a 64 anni e 6 mesi.

Per le lavoratrici madri resta inoltre confermato il beneficio legato ai figli. Ogni figlio consente infatti uno sconto di 4 mesi sull’età pensionabile, fino a un massimo di 16 mesi per chi ha avuto almeno quattro figli.

Il beneficio può essere utilizzato immediatamente oppure, se la pensione è già stata liquidata senza tenerne conto, può consentire di ottenere gli arretrati, richiedendo la decorrenza anticipata della prestazione.

A 67 anni la pensione di vecchiaia anche contributiva?

Chi non riesce a sfruttare la pensione anticipata contributiva a 64 anni, oppure decide semplicemente di continuare a lavorare, può accedere alla pensione di vecchiaia.

A 67 anni, infatti, sia i lavoratori contributivi sia quelli del sistema misto possono andare in pensione, purché abbiano maturato almeno 20 anni di contributi.

Per i contributivi puri resta però un ulteriore requisito: l’importo della pensione deve essere almeno pari all’assegno sociale.

Anche in questo caso le lavoratrici madri possono beneficiare dello sconto fino a 16 mesi, applicando le stesse regole previste per la pensione anticipata contributiva.

Dal 2027 anche la pensione di vecchiaia sarà interessata dall’aumento dell’età pensionabile, che salirà a 67 anni e un mese.

Dal 2028 il requisito passerà a 67 anni e 3 mesi, mentre dal 2029, secondo le attuali previsioni, potrebbe arrivare a 67 anni e 6 mesi.

La vera pensione di vecchiaia per i contributivi puri solo a 71 anni di età

Per chi non riesce a soddisfare i requisiti richiesti né a 64 anni né a 67 anni, il sistema contributivo prevede un’ulteriore possibilità.

La cosiddetta pensione di vecchiaia contributiva può infatti essere ottenuta a 71 anni di età, con almeno 5 anni di contributi.

In questo caso non è richiesto alcun importo minimo della pensione. Qualunque sia il valore dell’assegno maturato, la prestazione può essere liquidata dall’INPS.

Questa misura è riservata esclusivamente ai contributivi puri e non può essere utilizzata da chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996.

Anche per questa forma di pensionamento le lavoratrici madri possono beneficiare dello sconto anagrafico di 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi, esattamente come avviene per le altre due misure.

Infine, anche la pensione di vecchiaia contributiva subirà gli adeguamenti alla speranza di vita: un mese in più nel 2027, altri due mesi nel 2028 e, con ogni probabilità, ulteriori tre mesi dal 2029.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.