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Opas MPS, il regalo a Delfin: la super plusvalenza che accelera i piani di Leonardo Maria

L'OPAS di Intesa su MPS accelera i piani di uscita di Delfin dal capitale della banca toscana e arriva in pieno riassetto.
9 Giugno 2026
Delfin verso l'uscita dal capitale MPS?
Delfin verso l'uscita dal capitale MPS? © Investireoggi.it

Nel giro di poche ore, Delfin è passata dal correre un grosso rischio di natura finanziaria al vedere più vicina l’uscita vittoriosa dal capitale di MPS (Monte Paschi di Siena). Nel fine settimana, la notizia dell’offerta di Banco BPM per un’integrazione “paritetica” tra i due gruppi. Uno scenario scomodo per la holding della famiglia Del Vecchio, che passerebbe nel caso di realizzazione da primo a secondo azionista, dietro ai francesi di Crédit Agricole. Questi sono al 23% di Piazza Meda e con la fusione alla pari scenderebbe a poco meno del 12% contro meno del 9% dell’attuale primo socio.

Ieri, la società si è trincerata dietro un laconico “no comment” a proposito degli accadimenti che la riguardano indirettamente.

Delfin in uscita da MPS?

Non è questione di orgoglio. Essere e restare primi nel capitale (meglio ancora se con distacco) significa poter pretendere da un acquirente il pagamento di un premio per la capacità di controllo insita nella quota. Per fortuna di Delfin è arrivata subito dopo l’OPAS di Intesa Sanpaolo e che valuta il titolo MPS a premio del 12,7% rispetto al suo valore di borsa al termine della settimana scorsa. Questo ha portato nella seduta di ieri a più di 5 miliardi di euro il valore della quota del 17,5% della holding. Considerato il costo di carico stimato attorno a 1 miliardo, la vendita si tramuterebbe in una plusvalenza di oltre 4 miliardi. Mezzo miliardo guadagnato solo grazie all’offerta avanzata da Carlo Messina. Delfin scenderebbe sì a circa il 4% di MPS post-integrazione con Intesa, ma il congruo premio consentirebbe il disinvestimento.

Questa notizia cade a fagiolo per Leonardo Maria, il più piccolo dei fratelli Del Vecchio e che sta rastrellando le quote di famiglia per salire nel capitale societario.

Rilevando quelle di Paola e Luca, si è portato di fatto al 37,5%. E ha stretto con la madre un accordo per ottenere la nuda proprietà anche della sua quota. Totale: 50%. Sempre che non decida di continuare a comprare. Ci sarebbe anche il fratello Clemente disposto a vendere, mentre con Rocco Basilico, fratello uterino e figlio di Nicoletta Zampillo, ha deposto l’ascia di guerra ponendo fine a tutte le controversie giudiziarie sorte nelle ultime settimane.

Sale plusvalenza anche in Generali

Intesa permetterebbe a Delfin non solo di massimizzare la plusvalenza in MPS, ma anche di trovare l’occasione per uscire dalla stessa Generali. Nella compagnia detiene il 10,15%, che ai valori di borsa attuali sono oltre 6 miliardi per una plusvalenza stimata sopra 3 miliardi. La banca piemontese ha rilevato un 3% diretto e chissà che non voglia accrescere la sua quota nel Leone per fare asse con quella che si ritroverebbe indirettamente a gestire tramite MPS/Mediobanca!

La tempistica di questo rilanciato risiko bancario coincide con quella di Delfin, che smanierebbe per fare cassa e semplificare così la governance. Leonardo Maria ha preso in prestito 10 miliardi per rilevare le quote dei due fratelli. Vendendo MPS e Generali, la holding potrebbe distribuire utili straordinari fino a più di 7 miliardi, di cui la metà andrebbero al rampollo.

Denaro prezioso per abbattere gran parte del debito appena contratto e limitare la spesa per interessi rispetto ai 400 milioni all’anno pattuiti con le banche creditrici.

Banche creditrici spiazzate

Poiché gli interessi tra i vari protagonisti di questa intricata vicenda s’intrecciano, bisogna chiedersi quale sarà l’atteggiamento di BNP Paribas, Crédit Agricole e Unicredit verso Delfin alla luce dell’OPAS di Intesa. I francesi sono stati ben lieti di finanziare un’operazione prodromica all’uscita da MPS e che avrebbe dovuto lanciare proprio Crédit nella mischia tramite la partecipata Banco BPM. Unicredit stessa sembrava interessata a subentrare a Delfin in MPS e/o Generali. Tutti questi piani all’apparenza sono andati in fumo, si spera per Leonardo Maria non anche la benevolenza di chi è stato sinora disposto a finanziarlo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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