Molti pensionati pensano che, una volta comunicato il conto corrente all’INPS, non sia più necessario intervenire. In realtà può capitare che l’Istituto chieda nuovamente la verifica o la conferma dell’IBAN utilizzato per l’accredito della pensione.
È una situazione che spesso genera preoccupazione, soprattutto quando il messaggio arriva vicino alla data del pagamento.
Perché l’INPS può chiedere una nuova verifica
Le cause possono essere diverse:
- conto corrente chiuso;
- coordinate non più valide;
- verifiche di sicurezza;
- dati bancari non aggiornati;
- anomalie rilevate durante i pagamenti.
In alcuni casi la richiesta nasce semplicemente da controlli automatici effettuati sui dati registrati.
Cosa succede se non si aggiorna l’IBAN
Se il conto non risulta più valido oppure l’INPS non riceve conferma dei dati:
- l’accredito può essere respinto;
- la pensione può arrivare in ritardo;
- il pagamento può essere temporaneamente sospeso.
Gli importi spettanti non vengono persi, ma possono esserci rallentamenti nella liquidazione.
Attenzione alle comunicazioni false
Negli ultimi anni sono aumentate anche le truffe legate ai falsi messaggi INPS inerenti all’iban pensione.
Per questo è importante controllare sempre:
- provenienza della comunicazione;
- accesso all’area MyINPS;
- eventuali notifiche ufficiali;
- richieste di dati sensibili.
L’INPS non chiede mai password o dati bancari completi tramite email sospette.
Come aggiornare correttamente il conto
- tramite servizi online INPS;
- con l’aiuto di un patronato;
- attraverso la banca convenzionata;
- verificando che il conto sia intestato correttamente.
Una verifica preventiva evita problemi con il pagamento mensile.
Riassumendo
- l’INPS può chiedere di verificare o aggiornare l’IBAN;
- un conto non valido può bloccare l’accredito;
- la pensione non si perde ma può arrivare in ritardo;
- attenzione alle truffe online;
- controllare subito le comunicazioni evita problemi.
