Una recente decisione dell’INPS ha concesso più tempo per un adempimento che riguarda una parte dei pensionati italiani. La scadenza per l’invio dei Modello RED 2025 e 2024, riferiti rispettivamente ai redditi 2024 e ai solleciti sui redditi 2023, è stata posticipata. Il termine inizialmente fissato al 28 febbraio 2026 è stato prorogato al 30 marzo 2026. Si tratta, quindi, di poco più di un mese aggiuntivo per mettersi in regola con una comunicazione fondamentale ai fini previdenziali.
Modello RED 2025 e 2024: cos’è e a cosa serve
Il Modello RED 2025 e 2024 è una dichiarazione reddituale richiesta dall’INPS ai titolari di determinate prestazioni collegate al reddito. Non coincide con il Modello 730 né con il Modello REDDITI (ex Unico), disciplinati dal D.
P.R. 322/1998. Si tratta di uno strumento diverso, utilizzato dall’ente previdenziale per verificare il diritto o la misura di alcune prestazioni assistenziali o previdenziali.
L’obiettivo è consentire all’INPS di conoscere i redditi che non risultano dalle dichiarazioni fiscali ordinarie oppure che non vengono comunicati integralmente all’Agenzia delle Entrate. In alcuni casi devono essere indicati non solo i redditi personali, ma anche quelli del coniuge e degli altri componenti del nucleo familiare, quando rilevanti ai fini della normativa sulle prestazioni collegate al reddito.
Il Modello RED diventa, quindi, essenziale per dimostrare il possesso dei requisiti economici richiesti per continuare a beneficiare di integrazioni o assegni legati alla situazione reddituale complessiva.
Come presentare il Modello RED
La trasmissione del Modello RED avviene esclusivamente in modalità telematica. È possibile procedere direttamente attraverso il portale istituzionale INPS, accedendo all’area personale MyINPS con credenziali SPID, CIE o CNS. E’ disponibile anche il RED precompilato, che facilita l’inserimento dei dati già in possesso dell’amministrazione.
In alternativa, la pratica può essere affidata ai CAF, ai Patronati o ad altri intermediari convenzionati con l’INPS. Questa opzione risulta particolarmente utile quando occorre verificare la corretta indicazione di redditi particolari o la rilevanza di somme percepite all’estero o soggette a ritenute specifiche.
Da alcuni anni l’INPS non invia più comunicazioni cartacee individuali per ricordare l’obbligo di presentazione. L’onere di informarsi grava, quindi, sul pensionato, che può controllare la propria posizione direttamente online oppure rivolgersi agli intermediari abilitati.
Chi deve inviare il Modello RED entro il 30 marzo 2026
La proroga al 30 marzo 2026 riguarda i Modello RED 2025 e 2024 ordinari (redditi 2024) e i solleciti 2024 (redditi 2023). L’obbligo interessa specifiche categorie.
Devono presentare il modello i pensionati che dichiarano di avere come unico reddito la pensione, qualora la situazione economica sia cambiata rispetto all’anno precedente. Una variazione reddituale può incidere sul diritto alla prestazione collegata al reddito.
Sono obbligati anche i titolari di trattamenti che non comunicano integralmente i propri redditi all’amministrazione finanziaria, perché alcune somme non sono dichiarabili nel 730 o nel Modello REDDITI. Rientrano, ad esempio, il lavoro dipendente svolto all’estero, gli interessi bancari e postali, i proventi da BOT, CCT e altri titoli di Stato, nonché i rendimenti di quote di investimento assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva IRPEF.
L’adempimento riguarda inoltre i soggetti esonerati dalla dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate, ma titolari di ulteriori redditi rispetto alla pensione, come il reddito dell’abitazione principale.
Infine, devono presentare il RED coloro che percepiscono redditi rilevanti sul piano previdenziale ma trattati diversamente in ambito fiscale, come i compensi da collaborazione coordinata e continuativa, i redditi assimilati o quelli da lavoro autonomo, anche occasionale.
Modello RED 2025 e 2024: quando non è richiesto
Non tutti i pensionati sono coinvolti. Il Modello RED 2025 e 2024 non deve essere presentato dai residenti in Italia che beneficiano di prestazioni collegate al reddito e che hanno già dichiarato in modo completo, tramite 730 o Modello REDDITI, tutti i redditi rilevanti, propri e dei familiari.
In tali situazioni, l’INPS acquisisce automaticamente le informazioni necessarie dalle banche dati dell’Agenzia delle Entrate o da altre amministrazioni pubbliche. Non è quindi richiesta una ulteriore comunicazione.
La corretta gestione del Modello RED 2025 e 2024 assume un ruolo centrale per evitare la sospensione o la revoca delle prestazioni collegate al reddito. Il rispetto della scadenza del 30 marzo 2026 consente di mantenere inalterato il diritto ai trattamenti economici previsti dalla normativa previdenziale vigente.
Riassumendo
- INPS proroga al 30 marzo 2026 l’invio del Modello RED 2025 e 2024.
- Il Modello RED dichiara redditi rilevanti non presenti nel 730.
- Obbligo per titolari di prestazioni collegate al reddito.
- Inclusi redditi esteri, interessi, titoli di Stato e collaborazioni.
- Invio solo online tramite INPS, CAF o Patronati.
- Nessun obbligo se redditi già dichiarati integralmente all’Agenzia.
