Investire il proprio risparmio nei BTp può sembrare la cosa più scontata e sicura del mondo, specie quando si è anziani e molto avversi al rischio. Questa storia che arriva da Verona, ci consente di soffermarci su un aspetto trascurato il più delle volte da chi fa informazione finanziaria. L’arbitro per le controversie finanziarie ha condannato Intesa Sanpaolo a risarcire con 35.193,46 euro più gli interessi legali un cliente, in relazione a un investimento di 100.000 euro sul BTp Green 2045 (ISIN: IT0005438004) nel 2021, suggerito ad un cliente che aveva al tempo 82 anni.
Risparmio in BTp lunghi sconsigliato ad investitori anziani
L’uomo, con titolo di studio licenza elementare e con investimenti passati alle spalle dall’evidente avversione al rischio, si era messo nelle mani della consulenza bancaria a proposito di un nuovo investimento.
L’arbitro ha evidenziato come il bond suggeritogli avesse una scadenza ultra-ventennale, ben superiore a quella che sarebbe stata la ragionevole durata media di vita del cliente. Non gli era stato fatto presente, poi, che il titolo fosse soggetto a forte volatilità.
In effetti, l’uomo ha presentato reclamo già dopo poco tempo, allorquando la quotazione del titolo scese a soli 63.000 euro. Ancora oggi, essa viaggia appena sopra i 67 centesimi. Da cui la richiesta di indennizzo. Ed è così che l’investimento all’apparenza più sicuro del mondo, finisce per recidere il legame di fiducia che legava il cliente alla banca. I titoli di stato non sono mai a rischio zero, ma certamente sono molto sicuri. Cosa vuol dire? Sono bassissime le probabilità che alla scadenza il capitale non venga rimborsato o che le cedole non vengano pagate nel corso degli anni.
In Italia, non è mai accaduto.
C’entrano educazione finanziaria e bassi tassi
Purtroppo, basta spesso questo discorso per spingere i clienti più anziani o anche solo con scarsa educazione finanziaria a convogliare il loro risparmio nei BTp. Poiché sono sicuri, non comporterebbero rischi di alcuna natura. Questo è il pensiero di molti. Sbagliatissimo. I titoli di stato sono sicuri in termini di affidabilità della controparte, ma rimangono esposte a tutte le altre variabili di mercato. Quando i rendimenti salgono, i prezzi scendono. E questo vale a maggiore ragione per le scadenze più lunghe.
Purtroppo, questo discorso non viene spiegato spesso ai clienti per non turbarli. Quando avvenne l’investimento di cui sopra, i tassi erano così bassi che i clienti lamentavano in banca di non riuscire mai a percepire un rendimento minimo accettabile. E’ probabile che, in questo clima di insoddisfazione ed esasperazione per il risparmio infruttifero, siano stati consigliati investimenti molto lunghi, pur di venire incontro alla fame di rendimento. Peccato che dietro a tale scelta si celasse l’inghippo dell’alta volatilità dei prezzi. Ricordate: mai comprare bond lunghi quando i tassi sono bassi.
Orizzonte temporale in funzione dell’età
Nel caso specifico, la consulenza si è rivelata fallace anche in considerazione dell’età del cliente. Come fai a propinare un investimento della durata di 24 anni a un uomo di 82 anni? L’orizzonte temporale di un investimento dipende anche dall’età di chi lo effettua.
Un giovane di 25 anni può permettersi di acquistare un bond a 50 anni, perché ha la ragionevole possibilità di portarlo a scadenza. Un ultraottantenne non dovrebbe acquistare un bond lungo. Ammesso che volesse rivenderlo pochi anni dopo, farebbe i conti con le oscillazioni di prezzo sul mercato secondario.
Ragionamenti astratti non sono mai possibili o consigliabili. Se un uomo di 82 anni volesse comprare il BTp 2072, è compito del consulente spiegargli i rischi dell’operazione. E se questi ribattesse che il suo intento sarebbe di lasciare agli eredi un asset esente dall’imposta di successione, evidentemente saremmo in presenza di un altro tipo di considerazione da rispettare. Investire il risparmio nei BTp a lunga scadenza non può essere sconsigliato a priori ai clienti più anziani. Ne vanno, tuttavia, sottolineati i rischi e per prima cosa bisogna capire l’obiettivo dell’investimento stesso.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
