E’ proprio il caso di dire che lo zucchero vive tempi amari. Il suo prezzo internazionale non è stato così basso dall’ottobre del 2020, quando il pianeta era in pandemia. Sono scesi sotto i 14 centesimi per libbra, che equivalgono a poco più di 300 dollari per tonnellata. Dimezzati rispetto all’autunno del 2023. Dietro ai cali ci sono sempre le forze della domanda e dell’offerta. Il mercato si aspetta un raccolto ancora più abbondante in Brasile per l’anno in corso. Il Paese sudamericano vale quasi un quarto della produzione globale, seguito dall’India con una quota di mercato attorno al 15%.

Prezzo dello zucchero giù per cambiamento strutturale del mercato
In realtà, sta avvenendo un cambiamento strutturale e non soltanto ciclico. Fino a poco tempo fa, eravamo abituati ad un mercato con consumi pressoché stabili nel mondo ricco, dove già sono elevati al livello pro-capite, mentre nelle economie emergenti i consumi tendevano a salire rapidamente. Negli ultimi tempi, le cose sono cambiate. I consumi di zucchero nel mondo ricco restano grosso modo stabili o scendono, mentre nelle economie emergenti non salgono più a ritmi tali da tenere testa all’aumento della produzione. La situazione che si è venuta a creare è quella di un eccesso di offerta quasi cronico. Di seguito, i dati forniti dall’International Sugar Organization:
| Anno | Produzione (mln t) | Consumo (mln t) |
|---|---|---|
| 2018 (ultimo dato completo ISO) | ~178,8 | intorno a 176-177 |
| 2019 | ~? (ISO fornisce 2022 in poi, ma trend era simile 175-180 circa) | consumo in crescita decennale |
| 2020 | ~175-177 | ~169-170 |
| 2021 | ~165,2 | ~168,5 |
| 2022 | 178,93 | 176,32 |
| 2023 | 177,93 | 177,88 |
| 2024 | 180,40 | 180,74 |
| 2025/26 (forecast) | ~~189,3* | ~~consumo marginalmente inferiore |
Colpo ai consumi da pillole dimagranti
I consumi di zucchero sono diminuiti del 6,7% negli ultimi due anni in Europa e del 4,4% negli Stati Uniti.
I consumi globali per quest’anno sono attesi in crescita dello 0,5%, un dato storicamente molto basso e che sta diventando il “new normal” per questo mercato. Alcuni zuccherifici nel nostro continente sono stati persino chiusi per via della debole domanda. A colpire quest’ultima nel mondo ricco ci sono più cause, tra cui la diffusione di una maggiore consapevolezza alimentare con annesse pratiche salutiste, imposte sullo zucchero per disincentivare il consumo di cibi nocivi per la salute e le pillole dimagranti note come GLP-1.
Queste pillole, come Wegovy di Novo Nordisk e Zepbound di Eli Lilly, riducono le assunzioni di calorie tra il 16% e il 39% e anche la preferenza per cibi dolci e grassi. Negli Stati Uniti, già un adulto su otto ne fa uso. Dalla fine di quest’anno scadono i brevetti e questi farmaci diventeranno più economici, cosa che ne aumenterà ulteriormente la diffusione. Ad oggi, infatti, appena l’1% degli abitanti del pianeta ne fa uso. Ed ecco che per lo zucchero si prospettano tempi magri. Il prezzo internazionale sconta un possibile contraccolpo futuro alla domanda persino tra le economie emergenti.
| Paese / Area | 2020 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 (ultimo disponibile) |
|---|---|---|---|---|---|
| EU‑27 | 20,54 | 20,66 | 20,63 | 20,86 | ≈21,14 (dato media) (clal.it) |
| USA | 16,93 | 17,53 | 17,80 | 17,85 | ≈17,80 (clal.it) |
| Canada | 14,54 | 14,61 | 14,40 | 14,45 | ≈14,59 (clal.it) |
| Australia | 11,85 | 12,71 | 12,59 | 12,85 | ≈12,92 (clal.it) |
| UK | 11,63 | 11,07 | 11,00 | 11,20 | ≈10,82 (clal.it) |
| Russia | 9,14 | 9,35 | 9,75 | 10,18 | ≈10,25 (clal.it) |
| New Zealand | 7,50 | 7,44 | 7,60 | 7,73 | ≈7,67 (clal.it) |
| Japan | 2,65 | 2,67 | 2,61 | 2,40 | ≈2,44 (clal.it) |
| Paese / Area | 2020 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 (ultimo disponibile) |
|---|---|---|---|---|---|
| India | 19,2 | 19,5 | 19,8 | 20,2 | ≈20,5 (clal.it) |
| Cina | 7,1 | 7,3 | 7,5 | 7,8 | ≈8,0 |
| Indonesia | 12,5 | 12,7 | 13,0 | 13,3 | ≈13,5 |
| Brasile | 27,3 | 27,1 | 27,5 | 27,8 | ≈28,0 |
| Turchia | 15,2 | 15,4 | 15,6 | 15,9 | ≈16,1 |
| Russia (emergente/transition) | 9,1 | 9,3 | 9,5 | 10,2 | ≈10,25 |
| Filippine | 12,3 | 12,5 | 12,8 | 13,0 | ≈13,2 |
| Pakistan | 11,4 | 11,6 | 11,9 | 12,2 | ≈12,4 |
Governi contro junk food
Come si nota nelle due tabelle di cui sopra, i consumi pro-capite più alti si hanno ancora in Europa, mentre i più bassi si riscontrano in economie come il Giappone, la Cina e la Nuova Zelanda.
Incidono anche fattori culturali, oltre che alimentari ed economici in senso stretto. Per decenni i consumi di zucchero venivano associati al benessere, mentre oggi sono considerati un cattivo indicatore sullo stato di salute di una popolazione. E i governi iniziano a porre rimedio ai danni attraverso la leva fiscale o veri atti normativi, come sull’offerta nelle mense scolastiche e aziendali.
Prezzo dello zucchero lontano dai massimi nel 2009
Allargando l’orizzonte oltre al prezzo dello zucchero, scopriamo che i prezzi alimentari mondiali sono scesi a gennaio di quest’anno ai livelli minimi da agosto 2024. L’indice FAO di 123,9 punti risultava in calo dello 0,4% su dicembre e dello 0,6% tendenziale. Dai massimi recenti toccati nell’agosto scorso registrava un calo del 4,7%. E rispetto ai massimi di marzo 2022, segnava -22,7%. Nel decennio scorso, invece, i prezzi sono cresciuti mediamente al ritmo del 3,7% all’anno. E lo zucchero risulta oggi più caro di neanche l’8% rispetto alla media del 2015, ma in calo di oltre il 44% rispetto alla media dell’anno record nel 2009.

giuseppe.timpone@investireoggi.it