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Oggi: 02 Gen, 2026

Avvisi bonari e lettere compliance, gennaio riaccende i controlli: tornano le comunicazioni fiscali

Con la fine della tregua natalizia, si riattivano controlli, avvisi bonari e lettere compliance, segnando il ritorno alla normalità fiscale
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avvisi bonari
Foto © Pixabay

Con l’avvio del nuovo anno torna a pieno regime l’attività di comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. Si è, infatti, concluso il periodo di sospensione previsto per il mese di dicembre, una finestra temporale introdotta per ridurre la pressione fiscale in momenti particolarmente delicati dell’anno. La fine della pausa avvisi bonari e lettere compliance segna, quindi, il ritorno alla normalità nei rapporti tra Fisco e contribuenti.

La sospensione nasce da una precisa scelta normativa. Il decreto Adempimenti, entrato in vigore dal 1° gennaio 2024, ha fissato due momenti dell’anno – agosto e dicembre – nei quali l’amministrazione finanziaria interrompe l’invio di alcune comunicazioni.

L’obiettivo è quello di garantire una maggiore serenità durante le ferie estive e le festività natalizie, evitando che richieste fiscali urgenti arrivino in periodi tradizionalmente dedicati al riposo e alla famiglia.

Avvisi bonari e lettere compliance: una sospensione selettiva

Questa pausa non rappresenta però uno stop totale all’attività dell’Agenzia. Il legislatore ha previsto un equilibrio tra tutela dei contribuenti e salvaguardia degli interessi pubblici. Per questo motivo, accanto alla sospensione generale, restano valide alcune eccezioni che consentono comunque l’invio di determinati atti quando sussistono esigenze particolari.

Il decreto individua in modo puntuale le tipologie di comunicazioni interessate dalla sospensione di dicembre. Rientrano in questo perimetro gli esiti dei controlli automatizzati, che nascono dall’incrocio informatico dei dati dichiarati con quelli già disponibili all’amministrazione finanziaria. Si tratta di verifiche che evidenziano incoerenze o differenze tra quanto indicato dal contribuente e le informazioni presenti nelle banche dati fiscali.

Sono inclusi anche i controlli formali, che prevedono accertamenti più approfonditi e la richiesta di documentazione a supporto delle dichiarazioni presentate.

A questi si aggiungono le comunicazioni relative alla liquidazione di imposte soggette a regimi particolari, come la tassazione separata, utilizzata per alcune categorie di reddito.

Un ruolo centrale nella sospensione è occupato dalle lettere di compliance. Questi avvisi hanno una funzione preventiva e collaborativa: segnalano possibili anomalie e invitano alla regolarizzazione spontanea, evitando l’avvio di procedure più complesse e onerose. Proprio per la loro natura dialogante, la normativa ha ritenuto opportuno sospenderne l’invio nei periodi di pausa.

Le esclusioni dallo stop

La sospensione avvisi bonari e lettere compliance non opera però in modo indiscriminato. La circolare 9/E del 2024 sul decreto Adempimenti, che fornisce chiarimenti applicativi sul decreto Adempimenti, precisa che alcuni atti possono essere notificati anche durante i mesi di blocco. Il criterio guida è quello dell’urgenza e dell’indifferibilità.

Questo principio si applica quando un rinvio dell’atto potrebbe compromettere il diritto dello Stato a riscuotere le somme dovute. Un caso tipico è rappresentato dalla scadenza dei termini di prescrizione o decadenza. Se il mancato invio entro il 31 dicembre rendesse impossibile il recupero del credito, l’Agenzia delle Entrate è legittimata a procedere comunque con la comunicazione, nonostante la sospensione in corso.

Oltre al rischio di perdita del credito, esistono altre situazioni che giustificano l’invio di atti durante la pausa.

Durante un controllo fiscale può emergere l’obbligo di segnalare ipotesi di reato all’autorità giudiziaria. In questi casi, la tempestività è fondamentale per consentire l’avvio delle indagini e la sospensione non trova applicazione.

Un’ulteriore eccezione riguarda i contribuenti coinvolti in procedure concorsuali, come fallimenti o liquidazioni coatte. In tali contesti, l’amministrazione finanziaria deve intervenire rapidamente per far valere le proprie pretese e partecipare al concorso dei creditori. Un ritardo potrebbe pregiudicare il recupero delle entrate pubbliche.

Fine sospensione avvisi bonari e lettere compliance: implicazioni pratiche

Con la conclusione della pausa avvisi bonari e lettere compliance. l’Agenzia delle Entrate riprende, dunque, l’invio ordinario delle comunicazioni sospese.

Questo passaggio segna un momento importante per contribuenti e professionisti, che tornano a confrontarsi con richieste di chiarimenti, verifiche e inviti alla regolarizzazione. La fine della tregua fiscale richiede attenzione e organizzazione, perché il ritorno alla piena operatività implica la riattivazione di scadenze e procedure che incidono direttamente sulla gestione degli adempimenti fiscali.

Riassumendo

  • Con l’anno nuovo riprende l’invio delle comunicazioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate.
  • Termina la sospensione prevista a dicembre dal decreto Adempimenti in vigore dal 2024.
  • La pausa riguarda controlli automatizzati, controlli formali, tassazione separata e lettere di compliance.
  • La sospensione non è totale e prevede eccezioni per casi urgenti o indifferibili.
  • Restano validi invii per prescrizione imminente, reati fiscali e procedure concorsuali.
  • La fine della pausa riattiva scadenze, controlli e obblighi nei rapporti tra Fisco e contribuenti.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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