Ritocco era stato proposto e promesso, e ritocco c’è stato nella legge di Bilancio sul tema delle sanatorie delle cartelle esattoriali, meglio noto come rottamazione quinquies. Va ancora meglio per i contribuenti ciò che ora entra nel testo definitivo della manovra che, una volta arrivata alla Camera, non dovrebbe più essere modificata.
Ai noti vantaggi relativi all’abbattimento di alcune voci aggiuntive di spesa che gravano sulle cartelle dopo il protrarsi dei ritardi nei pagamenti, e ai benefici già conosciuti legati alla rateizzazione ammessa, si aggiunge ora un ulteriore sconto sugli interessi delle rate. Il tutto per favorire le adesioni.
Da un lato c’è l’attenzione verso il contribuente, che si vorrebbe aiutare a risolvere una situazione spesso complessa; dall’altro lo Stato, che grazie alla sanatoria potrà incassare risorse; infine, anche l’Agenzia delle Entrate Riscossione, chiamata a gestire un enorme magazzino crediti da smaltire. Sono questi i motivi per cui la rottamazione delle cartelle esattoriali rappresenta un provvedimento di grande rilievo. Ma cosa succede nel 2026 con la nuova rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali?
Rottamazione quinquies cartelle, come aderire e quando aderire
La nuova sanatoria delle cartelle esattoriali, nota anche come rottamazione quinquies, è una misura che partirà nel 2026, non appena la legge di Bilancio verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Con l’entrata in vigore del provvedimento, gli interessati potranno presentare domanda.
La procedura sarà la consueta, interamente telematica, tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, non appena il servizio sarà attivato.
Secondo le indicazioni attuali, la possibilità di presentare domanda di adesione alla quinta definizione agevolata dovrebbe aprirsi intorno al 20 gennaio 2026, con termine ultimo fissato al 30 aprile 2026.
Le istanze, come detto, andranno presentate esclusivamente online.
Accedendo all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, il contribuente dovrà compilare l’apposito modulo e indicare le cartelle che intende rottamare. Inoltre scegliere il numero di rate con cui effettuare il pagamento.
Quali cartelle si possono rottamare e cosa significa
Rottamare le cartelle significa aderire a un meccanismo di riduzione degli importi iscritti a ruolo, cioè delle somme dovute per tasse, tributi o imposte non versate, ma anche per multe, con l’eliminazione di sanzioni, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e diritti di riscossione. Inoltre, consente di pagare il residuo a rate.
Le cartelle che potranno essere rottamate con la nuova sanatoria sono quelle affidate alla riscossione entro il 31 dicembre 2023. Si tratta della data entro la quale il debito verso un ente pubblico diventa cartella esattoriale, una volta passato all’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Come funziona l’iter della nuova rottamazione delle cartelle, date e scadenze
Come anticipato, le domande potranno essere presentate, con ogni probabilità, a partire dal 20 gennaio 2026, con scadenza fissata al 30 aprile 2026. Entro il mese di giugno, l’Agenzia delle Entrate Riscossione comunicherà al contribuente l’esito della richiesta, accettando o meno la rottamazione e le modalità di pagamento prescelte.
In caso di accoglimento, il contribuente potrà pagare entro il 31 luglio 2026 l’importo dovuto in un’unica soluzione.
Oppure versare la prima rata di un piano di massimo 54 rate bimestrali.
L’importo minimo di ciascuna rata non potrà essere inferiore a 100 euro. Le scadenze saranno bimestrali, quindi nei mesi di luglio, settembre, novembre, gennaio, marzo e maggio.
La novità last minute nella manovra
Con la rottamazione delle cartelle esattoriali, il contribuente può dunque mettersi in regola pagando meno e, se necessario, dilazionando il pagamento. Bisogna però precisare che il massimo beneficio economico si ottiene con il pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio. Evitando così gli interessi sulle rate.
Infatti, sebbene si eliminino interessi pregressi, sanzioni e aggi di riscossione, il piano rateale fino a 54 rate bimestrali prevede comunque il pagamento di interessi sulle rate successive alla prima. Ed è proprio su questo punto che interviene la novità dell’ultimo minuto inserita nella manovra.
Nel testo originario della legge di Bilancio era previsto un tasso di interesse del 4%. La Lega, con un emendamento, aveva proposto di ridurlo al 2%. La soluzione finale è stata un compromesso: il tasso di interesse sulle rate della rottamazione quinquies scende al 3%, applicato a partire dalla seconda rata.