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Oggi: 06 Gen, 2026

Stipendi e pensioni: Il labirinto della pressione fiscale a fine 2025

Analisi sulla pressione fiscale 2025: tra cuneo al 47% e fiscal drag, i dati confermano il pesante prelievo su stipendi e pensioni
2 settimane fa
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pressione fiscale
Foto © Investireoggi

In un panorama economico europeo in continua evoluzione, la pressione fiscale in Italia rimane uno dei temi centrali del dibattito tecnico e finanziario. Ad oggi, quando siamo orai in chiusura dell’anno d’imposta 2025, i dati consolidati dell’anno in corso offrono un quadro dettagliato del peso esercitato dal fisco sui contribuenti, con particolare riferimento ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.

La pressione fiscale in Italia: il dato macroeconomico del 2025

A chiusura d’anno, la pressione fiscale italiana si conferma tra le più elevate dell’area OCSE. Secondo le rilevazioni statistiche più recenti (ISTAT e MEF), la pressione fiscale complessiva — intesa come il rapporto tra le entrate tributarie e contributive totali e il Prodotto Interno Lordo (PIL) — si attesta per il 2025 in un range compreso tra il 42,6% e il 43%.

Questo dato mostra un lieve incremento rispetto alla media del decennio precedente, influenzato da diversi fattori tecnici:

  • dinamica del PIL: sebbene la crescita economica sia rimasta stabile, l’incremento nominale delle entrate è stato più che proporzionale.
  • aumento del gettito: le entrate tributarie hanno segnato una crescita del +3,7% su base annua, spinte soprattutto dalle imposte dirette (IRPEF) e dai contributi sociali.
  • pressione nel breve periodo: nel primo semestre 2025, la pressione fiscale ha toccato punte del 39,9%, un valore superiore di un intero punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2024.

Il cuneo fiscale: il peso effettivo sugli stipendi

Per comprendere la pressione fiscale reale percepita dai cittadini, è necessario analizzare il cuneo fiscale. Questo indicatore misura la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e il reddito netto effettivamente percepito dal lavoratore in busta paga.

Nel 2025, nonostante gli interventi normativi volti a stabilizzare il beneficio fiscale, il cuneo fiscale medio in Italia oscilla tra il 45% e il 47%. Questa percentuale si compone di tre elementi principali:

  • contributi a carico del datore di lavoro: circa il 30% della retribuzione lorda.
  • contributi a carico del lavoratore: circa il 9%.
  • imposta sul reddito (IRPEF): calcolata secondo il sistema progressivo a tre scaglioni.

L’effetto del fiscal drag (drenaggio fiscale)

Un fenomeno determinante per la pressione fiscale del 2025 è stato il fiscal drag. Con l’inflazione che ha spinto al rialzo i rinnovi contrattuali, molti lavoratori hanno visto aumentare il proprio stipendio nominale.

Tuttavia, senza un adeguamento automatico degli scaglioni IRPEF all’inflazione, una quota maggiore di reddito è finita sotto aliquote più alte (dal 23% al 35% o dal 35% al 43%), aumentando di fatto la pressione fiscale reale senza un incremento del potere d’acquisto effettivo.

La pressione fiscale sui pensionati nel 2025

I pensionati rappresentano un’altra categoria soggetta a un carico fiscale significativo. Ad oggi, la pressione fiscale sulle pensioni presenta dinamiche proprie:

  • assenza di sgravi contributivi: a differenza dei lavoratori dipendenti, i pensionati non beneficiano delle detrazioni specifiche legate alla riduzione del cuneo fiscale (che si applica solo ai contributi da lavoro). Ciò comporta che, a parità di reddito lordo, la pressione fiscale su una pensione sia spesso superiore a quella di uno stipendio.
  • scaglioni IRPEF 2025: le aliquote del 23%, 35% e 43% si applicano integralmente superata la soglia della “No Tax Area”, che per il 2025 è confermata a 8.500 €.
  • incidenza del getto: pensionati e dipendenti continuano a coprire oltre l’80% del gettito IRPEF totale, confermandosi la base portante dell’intero sistema tributario nazionale.

Struttura del prelievo: le aliquote correnti

La pressione fiscale individuale è oggi regolata dalla struttura IRPEF consolidata nella Legge di Bilancio 2025:

  • fino a 28.000 €: Aliquota al 23%.
  • tra 28.000 € e 50.000 €: Aliquota al 35%.
  • oltre 50.000 €: Aliquota al 43%.

È fondamentale notare che la pressione fiscale è influenzata anche dalle addizionali regionali e comunali, che nel 2025 hanno visto in alcuni casi un rialzo per coprire i deficit di bilancio degli enti locali, portando l’aliquota marginale effettiva ben oltre la soglia del 43% per i redditi più alti. La manovra 2026 punta a ridurre la seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33%.

Conclusioni sulla pressione fiscale 2025

Anche nel 2025, l’Italia si presenta come un Paese dove la pressione fiscale rimane elevata e rigida. Se da un lato il passaggio strutturale a tre scaglioni ha semplificato il calcolo, dall’altro la combinazione tra inflazione e mancato indicizzazione delle detrazioni ha mantenuto il carico tributario su livelli critici per il ceto medio (fascia 28.000-50.000 €).

Il monitoraggio della pressione fiscale rimane fondamentale per valutare la sostenibilità del sistema e la reale capacità di spesa delle famiglie italiane alla vigilia del nuovo anno fiscale 2026.

Riassumendo

  • La pressione fiscale complessiva sul PIL stimata per il 2025 è del 42,6-43%.
  • Il cuneo fiscale sui dipendenti rimane elevato, oscillando mediamente tra il 45% e 47%.
  • L’IRPEF si basa su tre aliquote progressive fissate al 23%, 35% e 43%.
  • Il fiscal drag ha aumentato il prelievo reale a causa dell’inflazione sui salari nominali.
  • Dipendenti e pensionati generano oltre l’80% del gettito IRPEF totale nazionale.
  • La pressione sui pensionati è superiore per l’assenza di sgravi contributivi specifici.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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