Lunedì 22 Dicembre 2014 , Ore 15:35
 
 

Investire in rubli con le obbligazioni di KfW e World Bank

Sul mercato da questa settimana ci sono 13 miliardi di rubli in bond di emittenti di massima affidabilità internazionale. Un’alternativa per diversificare il portafoglio, ma attenzione al cambio

Le grandi istituzioni finanziarie europee tornano ad emettere obbligazioni denominate in rubli russi. Si tratta in particolare di titoli emessi da KfW, World Bank e Deutsche Bank che questa settimana hanno collocato con successo quattro bond per oltre 13 miliardi di rubli raccogliendo una buona domanda da parte di investitori internazionali molto attenti alle emissioni in valuta. Richieste che sono giunte da tutto il mondo e che hanno superato di quattro volte il quantitativo messo a disposizione dalle banche. Ma che cosa spinge, da un lato gli operatori finanziari ad acquistare rubli e, dall’altro i risparmiatori a investire in una valuta così particolare come il rublo? A rispondere sono gli analisti di Barclay di Mosca che osservano come domanda e offerta si siano incontrate su un punto fondamentale: la Russia, a differenza del mercato europeo, offre in questo momento ottime potenzialità di sviluppo e il recente ingresso del paese nel Wto non potrà che fare da volano anche allo sviluppo delle attività finanziarie nei prossimi anni. A ciò si deve aggiungere anche la ritrovata stabilità politica della Russia, da oltre 10 anni a questa parte, ha permesso a Mosca di entrare a far parte del club delle grandi potenze economiche mondiali ponendosi come valida alternativa ai paesi europei gravati adesso da problemi di debito pubblico. Benché il Pil russo rallenterà la sua crescita nel secondo semestre dell’anno, al di sotto del 3% – secondo quanto riportato dal Ministro dell’Economia Andrei Belousov – la crescita del 4,4% nella prima parte dell’anno ha dato un robusto slancio allo sviluppo del paese e le previsioni per i prossimi anni sono orientate all’ottimismo.  Questo è confermato anche dalla recente decisione della Banca Centrale Russa di alzare il costo del denaro di un quarto di punto portandolo al 8,25% per contenere le pressioni inflazionistiche registrate ad agosto che hanno fatto registrare un indice annuale del 5,9%, il che ha richiamato anche l’attenzione degli operatori finanziari che sono corsi ad acquistare rubli vendendo euro e dollari in previsione di un ulteriore apprezzamento della moneta russa.

 

Emittenti di massima affidabilità, ma attenzione al rischio cambio

 

Dal punto di vista dell’investitore, invece, è opportuno osservare che le obbligazioni in parola – di cui riportiamo una scheda in fondo all’articolo – sono state curate da società che godono della massima affidabilità (AAA) secondo le agenzie di rating internazionali e garantiscono in maniera quasi assoluta il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale a scadenza. Nel caso di Kreditanstalt für Wiederaufbau – (KfW), la nota banca tedesca che cura l’emissione di eurobond sui mercati internazionali, si tratta di due emissioni da 5,5 miliardi con scadenza 2016 e da 1,5 miliardi con scadenza 2016 che offrono un rendimento di circa il 6,5% lordo a scadenza. Un ottimo strumento di diversificazione – secondo Paul Marilan di BNP Paribas – che offre all’investitore la possibilità di diversificare il proprio portafoglio in maniera sicura senza rinunciare a rendimenti interessanti e senza nemmeno spendere cifre da capogiro (l’investimento minimo è di 50.000 rubli che corrisponde a circa 12.500 euro). L’unico rischio in capo all’investitore potrebbe essere dato dal cambio che però ultimamente si sta attestando intorno a 40 contro l’euro con registrando un più basso indice di volatilità rispetto agli anni precedenti, vuoi un po’ per la debolezza dell’euro e del dollaro sui mercati internazionali, vuoi un po’ per la maggiore stabilità economica e monetaria raggiunta in questi ultimi anni dalla Russia. Il consiglio – dice l’analista – è quindi sempre quello di entrare moderatamente su questo tipo di strumenti finanziari incrementando all’occorrenza sulla debolezza del rublo e decrementando sulla forza.

 

L’economia russa sta rallendando, ma l’ingresso nel Wto alla lunga darà buoni frutti

 

In questo senso, è bene tenere presente che se la locomotiva russa dovesse rallentare eccessivamente, soprattutto a causa della crisi mondiale che ne determinerebbe il crollo delle esportazioni di materie prime e in particolare del petrolio, il rublo potrebbe anche tornare a perdere il 10-15% del proprio valore, come tre anni fa. Uno scenario abbastanza difficile, ma non impossibile dato che adesso la Russia è più legata di prima al commercio mondiale grazie agli accordi internazionali. Con l’entrata della Federazione nel Wto infatti – secondo Aleksandr Shochin, presidente dell’Unione degli Industriali e degli Imprenditori – potrebbe verificarsi un significativo rallentamento dei tempi di crescita economica già in autunno 2012. L’Alfa-bank prevede già un peggioramento sostanziale della situazione economica nazionale e l’impossibilità di evitarne le conseguenze. Lo si capisce prima di tutto dalla crescita del Pil. Se la Banca Mondiale conta sul fatto che la crescita del Pil raggiunga il 4 per cento, gli analisti non hanno già più dubbi che gli indici arriveranno a malapena al 3,2 per cento.

 

(AAA)   XS0791160178   KFW                      7%         2016       5,5 Miliardi         50.000 Rub (min.)

(AAA)   XS0830747365   KFW                      6,75%    2017      1,5 Miliardi         50.000 Rub (min.)

(AAA)   XS0802886548   Wordl Bank          6,25%    2014      5,75 Miliardi       50.000 Rub (min.)

(A+)     XS0826266628   Deutsche Bank    6,4%     2015      500 Milioni          100.000 Rub (min.)

 

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