08 ottobre 2011, ore 23:38 | Obbligazioni Titoli di Stato
Beni rifugio: le obbligazioni in corone scandinaveLe obbligazioni in corone svedesi e norveggesi sono una valida alternativa all'oro, ma attenzione al cambio. Potrebbero essere ottime anche le obbligazioni in dollari canadesi, soprattutto se il dollaro si apprezzerà ulteriormente sull'euro.
CANADA, AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA – Ma gli investimenti sicuri non finiscono qui. Allargano i confini, è possibile trovare occasioni anche fra le emissioni governative tripla A di altri paesi extraeuropei, come Canada, Australia e Nuova Zelanda, notoriamente al riparo dagli sconvolgimenti di borsa. Chi ha investito nel dollaro neozelandese e australiano, ha ottenuto in passato anche ritorni medi superiori al 5%. Ovviamente non v’è certezza che questa performance sia ripetibile in futuro – spiega un gestore di fondi obbligazionari globali – poiché la divisa australiana, ad esempio, si è apprezzata molto nei confronti dell’euro da dieci anni a questa parte. Tuttavia i rischi valutari restano molto contenuti e la stabilità politica di questi paesi è un dato di fatto. Anche a livello di bilanci statali, Canada, Australia e Nuova Zelanda hanno un rapporto debito/Pil che si aggira intorno al 30%, una percentuale invidiabile da parte dei paesi dell’area euro alle prese con politiche fiscali draconiane e con problemi che difficilmente potranno essere risolti nel giro di qualche anno. In Australia e Nuova Zelanda, poi, la crescita annua del Pil è superiore al 3%, contro le cifre decimali dei paesi europei.
ATTENZIONE AL CAMBIO – Delle varie obbligazioni fin qui menzionate, le obbligazioni in dollari canadesi – fanno notare gli analisti – potrebbero dare delle ulteriori soddisfazioni in termini di cambio valutario essendo il dollaro canadese molto legato all’andamento del dollaro americano che si sta apprezzando nei confronti dell’euro. In pratica, chi acquista obbligazioni in dollari canadesi è come se scommettesse sul biglietto verde degli USA, ma senza doversi preoccupare dei problemi economici e politici che incombono sull’economia americana. Diversa la situazione per le corone svedesi, norvegesi o per i dollari australiani e neozelandesi, il cui upside nei confronti dell’euro potrebbe essere molto contenuto e in caso di ripresa dell’economia mondiale giocare a sfavore dell’investitore. Fra le obbligazioni in valuta più scambiate vi sono senz’altro quelle emesse direttamente dai governi, ma se ne possono trovare molte collocate anche dagli enti sovranazionali, come la BEI e la Kfw o da banche internazionali. Oltretutto, da un punto di vista strettamente fiscale, l’investimento in questi strumenti finanziari dal 2012 resterà soggetto a un’imposizione del 12,50% sia per quanto concerne gli interessi maturati che per l’eventuale capital gain.
ARGOMENTI TRATTATI:
dollari australiani , dollaro canadese , Obbligazioni in dollari canadesi , Obbligazioni scandinave
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