Stipendi Parlamentari Italiani: i più alti in EuropaI Parlamentari italiani sono coloro che hanno gli stipendi più alti d'Europa, ma nonostante questo non si riescono a togliere loro i privilegi
Però dalle tabelle i nostri Parlamentari risultano essere i più pagati in Europa, anche sela Commissioneguidata da Enrico Giovannini sta trovando molte difficoltà per calcolare una media europea. La promessa della Commissione è però quella di avere dati più certi e precisi entro il 31 marzo 2012; “L’eterogeneita’ delle situazioni riscontrate nei singoli paesi in termini di assetti istituzionali e organizzativi e di trattamento dei contributi sociali rende i dati non facilmente confrontabili” hanno fatto sapere con una nota. I tagli alle pensioni, alla sanità, l’aumento delle tasse a milioni di italiani non hanno richiesto poi così tanto tempo, ma il taglio di stipendi da capogiro alla casta dei Parlamentari richiede tempo, indagini e precisione. Questo è il paradosso italiano.
Stipendi dei deputati Europei
Come si può notare non tutti i Paesi europei riconoscono il rimborso della Diaria di soggiorno, e solo l’Italia contempla tra le spese da rimborsare ai deputati quelle relative ai trasporti. Non sono state calcolate inoltre in questa tabella il rimborso delle spese telefoniche trimestrale e il gettone presenza che i deputati percepiscono ogni volta che sono presenti ad una seduta del Parlamento.
Stipendi dei Senatori EuropeiPer confrontare gli stipendi dei nostri Senatori con quelli degli altri Paesi europei invece non si hanno abbastanza dati disponibili, poiché per molte nazioni le notizie risultano non pervenute. I dati certi sono solo quelli che riguardano i vitalizi dei Senatori.
“La Commissione considera i dati contenuti nella presente relazione del tutto provvisori e di qualita’ insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge” si informa sempre nella nota, invitando la stampa a non distorcere le informazioni contenute in essa, “I dati disponibili vengono messi a disposizione dell’opinione pubblica, invitando tutti gli utilizzatori a leggere attentamente le note esplicative e sconsigliando ai mezzi di comunicazione la diffusione di tali dati senza queste ultime”. Quindi nella nota si chiarisce che “nonostante l’impegno profuso e tenendo conto della estrema delicatezza del compito ad essa affidato, nonche’ delle attese dell’opinione pubblica sui suoi risultati,la Commissione non e’ in condizione di effettuare il calcolo di nessuno delle medie di riferimento con l’accuratezza richiesta dalla normativa” ma, ci tengono a precisare, “naturalmente, il lavoro della Commissione proseguira’ nelle prossime settimane per fornire il maggior numero di informazioni, tra quelle richieste, entro il 31 marzo 2012″. La Commissione, guidata dal presidente dell’Istat però chiarisce che “va pero’ sottolineato come le difficolta’ finora incontrate dovrebbero far riflettere il legislatore sull’effettiva applicabilita’ della normativa di riferimento, della quale (non a caso) non si trova alcuna analogia negli altri principali paesi dell’Unione Europea”
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