Sciopero farmacie 1 febbraio 2012: annullato

Lo sciopero delle farmacie è stato annullato dopo che il Ministero ha chiesto un incontro con la Federfarma.

31-01-2012, ore 15:30 - 3 Commenti Commenta

I farmacisti hanno tutte le ragioni per protestare, ma a quanto pare lo sciopero delle farmacie proclamato per mercoledì 1 febbraio 2012 è stato annullato.

Un colpo di scena per uno sciopero che era stato organizzato alla perfezione dai farmacisti che per la prima volta sembravano uniti e compatti come mai nella storia degli scioperi.

In alcune regioni italiane addirittura erano compatti al punto di essersi messi d’accordo per coprire tutti i turni farmaceutici

La decisione è stata presa dalla Federfarma che questa settimana sarà ascoltata dal Ministero della Salute e dal Senato.

 

Federfarma e la sua decisione

La Federfarma fa inoltre sapere che la decisione “tiene conto responsabilmente di alcuni segnali di attenzione nei confronti delle richieste avanzate da Federfarma per rendere sostenibile l’impatto del decreto sulle liberalizzazioni sul servizio farmaceutico”, questo in uqalche modo dimostra che la volontà al cambiamento c’è.

In una nota Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti  “Alla fine hanno annullato lo sciopero. Poche ore prima avevamo annunciato il no stop delle parafarmacie per ribadire la centralità del cittadino rispetto alla difesa ad oltranza dei fatturati. La realtà è che non vogliono cambiare nulla, sì a cambiamenti di facciata, no a cambiamenti di sostanza. No alla fascia C, no ad un numero di farmacie che allarghi la platea. Queste non si potranno chiamare liberalizzazioni perché di liberalizzato non ci sarà nulla. Tuttavia, qualcosa d’importante è accaduto in queste settimane: i cittadini, la gente ha capito. Ha capito dove sono i privilegi, ha capito chi blocca la rinascita del Paese”.

 

Il perchè della protesta

I farmacisti affermano che il decreto di Mario Monti sulle liberalizzazioni non è stato appoggiato dai farmacisti per due ragioni, la prima che tutti ormai conosciamo riguarda la concorrenza che verrebbe aperta anche nel settore dei farmaci; la seconda, affermano i farmacisti, che con le liberalizzazioni si potrebbe correre il rischio la qualità del servizio reso dalle stesse farmacie.

Il Ministero della Salute fin’ora non ha ascoltato i perchè dei farmacisti, ma proprio ieri, a un passo dallo sciopero ormai proclamato,  Renato Balduzzi, Ministro della Salute, ha convocato la Federfarma proprio per domani.

Colpo di scena e sciopero rinviato.

 

Cosa non va nel decreto

Secondo i farmacisti il decreto sulle liberalizzazioni prevede un’apertura, sul piano delle farmacie, della libera concorrenza aumentando il numero delle farmacie.

Secondo Renato Bacchini, portavoce di Federfarma, informa che l’aspetto preoccupante del decreto è un altro «Quello che il servizio verrà sconvolto, le risorse e i servizi polverizzati, la concorrenza rischierà di fare chiudere le farmacie nei presidi rurali e alla fine ci sarà pure un realistico aumento e abuso di medicine da parte della gente».

La preoccupazione è quella che le nuove aperture vengano polarizzate da due o tre multinazionali come è accaduto in Inghilterra.

Quindi uno dei punti meno apprezzati del decreto è quello dell’aumento del numero di farmacie, previste con un rapporto di un apertura ogni 3000 abitanti (consentendo l’apertura di un altro punto vendita quando si eccede i 500 abitanti, mentre nei paesi più piccoli l’eccedenza deve essere di 1500 abitanti per una nuova apertura).

Oltre all’aumento del numero dei punti vendita, ci sarà inoltre una liberalizzazione degli orari d’apertura e la possibilità di applicare sconti riducendo il costo dei farmaci di fascia A (almeno di quelli che non vengono rimborsati dal Sistema Sanitario) e C.

Dalla parte dell’utente il decreto è ottimo, potrebbe rivolgersi alla farmacia che ritiene più conveniente, ma a Federfarma non piace questa cosa.

La flessibilità dell’orario è un altro tema dibattuto, che secondo Federfarma dovrebbe essere legato alle esigenze del territorio, così come il numero delle farmacie, e la paura è quella che in molti rischino la chiusura.

 
avatar Patrizia Del Pidio

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3 Commenti

  • # 1
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    Caro Maurizio, hai mai sentito parlare di Ordine professionale? Di Empaf? Sai che dietro queste due parole (Ordine ed Empaf) ci stanno migliaia e migliaia di euro che NOI farmacisti ogni anno versiamo mentre il tuop stipendio è “pulito”. Sai che per diventare farmacisti ci vogliono circa 20 anni di studi più crediti ECM da portare avanti ogni anno? sai cosa è l’interazione farmaco recettore? sai cosa sono i farmaci d’abuso? ecco appunto, stai nel retrobottega e metti in ordine, a volte manco a spuntare una bolla siete capaci. Grazie!

  • # 2
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    Cara Giusy nella maggior parte delle farmacie così come in quella dove lavoro io i commessi/e lavorano 10 volte di più di un laureato la cui unica responsabilità è di vendere farmaci alla pari di un commesso che però oltre a vendere deve fare tutto il resto bolle,fatture,ricezione e smistamento delle note,ordini ecc ecc!…Se non ci fossimo noi voi laureati sareste finiti!

  • # 3
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    Se l’obiettivo della manovra è l’aumento delle possibilità lavorative per noi giovani farmacisti,ritengo più opportuno eliminare dalle farmacie le figure che non hanno il titolo per starci e si appropriano indebitamente del ruolo (commessi ecc).La professione del farmacista è una professione importante che deve essere dei farmacisti e non di chi se ne improvvisa.Il decreto favorirà solamente una concorrenza sleale sul prezzo e sulla dispensazione che nuocerà ai cittadini in primo luogo perchè verranno meno delle restrizioni pur di far lievitare il fatturato.Questo è il mio pensiero.Da farmacista.

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