Sciopero dei Tir causa 200 milioni di danni per cibo da buttare

La Coldiretti stima i danni provocati dallo sciopero dei Tir in termini di lavoro e merci perdute.

27-01-2012, ore 17:28 - 0 Commenti Commenta

Oggi dovrebbe essere l’ultimo giorno dello sciopero dei Tir, che ha provocato ingenti danni a causa del deterioramento del cibo che è stato buttato via.

Il blocco dei Tir non ha provocato disagi soltanto agli automobilisti e al traffico, ma anche a cittadini, aziende e coltivatori.

 

Danni diretti

La stima della Coldiretti parla di 100 mila tonnellate di derrate alimentari,tra futta, verdura, latte, fiori, uova, che sono marcite ed ora devono essere gettate via.

Oltre al danno diretto che causa la perdita della merce, bisogna aggiungere anche il lavoro che sta dietro quegli alimenti: più di 200 mila ore di lavoro che sono servite per raccogliere la frutta e la verdura, per il magazzinaggio dei prodotti e per la lavorazione degli stessi.

Coldiretti parla di un danno economico che supera i 200 milioni di euro per il settore agroalimentare.

Inoltre il danno è stato anche per i cittadini e per i negozianti: i cittadini hanno dovuto fare a meno di questi prodotti che sono venuti a mancare nei negozi, e i negozianti hanno subito un calo delle vendite pari al 30% per la mancanza degli stessi.

Inoltre c’è da mettere in conto il fatto che, quei pochi negozi o supermercati che riuscivano a reperire frutta e verdura fresche, uova e latte lo vendeva a prezzi esorbitanti, in alcuni negozi addirittura a prezzi raddoppiati.

 

Danni indiretti 

Il presidente della Coldiretti fa notare un cosa molto importante, che non ci colpirà nell’immediato ma avrà ripercussioni future “Al danno economico immediato va aggiunto  quello futuro dovuto al fatto che le produzioni di paesi concorrenti come la Spagna nell’ortofrutta o dall’Olanda per i fiori hanno sostituito il Made in Italy sugli scaffali della grande distribuzione europea. Ovunque si segnalano un preoccupante calo degli ordinativi dall’estero e difficoltà per gli agricoltori che oltre alla perdita per il prodotto deprezzato o svenduto sono costretti ad accollarsi anche il costo dello smaltimento dei prodotti non più commercializzabili”.

Inoltre Marini sottolinea il fatto che la mancanza di questi prodotti e il loro prezzo più elevato si è riscontrato laddove la grande distribuzione si riforniva attraverso i Tir, quindi circa il 90% delle merci.

Perchè in Italia l’88% delle merci viaggiano su strada con camion o Tir e si parla di cifre come 525 mila tonnellate di prodotti alimentari.

Nei piccoli paesi questo disagio non si è vissuto più di tanto perchè spesso la produzione e la distribuzione risulta essere per la maggior parte locale.

La Coldiretti, durante lo sciopero dei Tir, ha promosso un’iniziativa che ha spinto i coltivatori diretti e gli  imprenditori a regalare a famiglie bisognose o a pensionati i prodotti come latte, uova, frutta e verdura, che erano rimasti fermi nelle aziende agricole o nei magazzini perchè non prelevati dai Tir.

In questo modo si è evitato anche il costo di smaltire i prodotti marciti.

La Coldiretti inoltre  fa notare che queste azioni non servono a superare la crisi, anzi che con queste imprese la crisi economica italiana viene aggravata ancora di più per le grandi perdite inflitte a settori che già di per se non sono floridi come l’agricoltura e la coltivazione.

 

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