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Petrolio, il 2006 in cifre
Websim - 18/07/2007 11:11:56
Petrolio, il 2006 in cifre.Pochi giorni fa è stata pubblicata la 56esima edizione della prestigiosa ed autorevole BP's annual statistical review of world energy1 relativa al 2006, e da ciò prendiamo lo spunto per un riepilogo dei dati salienti dello scorso anno.
La domanda mondiale di energia primaria (intesa come domanda aggregata di petrolio, carbone, gas naturale, energia nucleare, energie rinnovabili) è stata pari a 10,9 miliardi di tonnellateequivalenti di petrolio, in crescita del 2,4% rispetto al 2005. Tra le fonti primarie è spiccata la crescita del carbone, con un incremento del 4,5%.
Il petrolio, pur continuando ad essere la principale fonte energetica, ha fatto segnare un incremento molto contenuto (+0,7%), il più basso degli ultimi anni, con una domanda che si è attestata a 83,7 Mbg (milioni di barili al giorno).
Il motivo principale di questa crescita molto al di sotto delle aspettative è stato un inverno eccezionalmente mite che, sia all'inizio sia alla fine dell'anno, ha ridotto significativamente la domanda di combustibili per il riscaldamento.
Gli USA si confermano il primo consumatore al mondo con 20,6 Mbg, seguiti a distanza da Cina e Giappone (7,4 e 5,2 Mbg rispettivamente); da notare però che mentre USA (-1,3%) e soprattutto
Giappone (-3,7%) hanno fatto registrare una riduzione rispetto al 2005, la Cina ha evidenziato un robusto +6,7%, coerentemente con un'economia ancora in forte espansione.
Il 36% della domanda complessiva di prodotti petroliferi, ovvero circa 30 Mbg, ha riguardato i distillati medi (kerosene, gasolio, diesel) con consumi in crescita del 1,6%, mentre i distillati leggeri (principalmente benzina) sono risultati pari a circa 26 Mbg, in aumento del 1,1%.
Passando al versante dell'upstream, nel 2006 sono stati estratti 81,72 Mbg di grezzo e NGL3 (+0,4% rispetto al 2005) di cui 34,2 Mbg dai paesi appartenenti al cartello OPEC.
Il principale produttore rimane l'Arabia Saudita con 10,9 Mbg, seguito dalla Russia con 9,8 Mbg, dagli USA con 6,9 Mbg e dall'Iran con 4,3 Mbg.
Tra questi produttori l'unico paese a non essere un grande esportatore sono ovviamente gli USA che, al contrario, sono il più grande importatore mondiale di grezzo per circa 10 Mbg.
Più in generale, dato che sia il grezzo sia i prodotti della raffinazione sono utilizzati in buona parte in luoghi diversi da quelli in cui sono disponibili, nel 2006 si sono registrate importazioni/esportazioni di grezzo per circa 39 Mbg e di prodotti per circa 14 Mbg; la rotta più rilevante in termini assoluti è stata quella che dal medio oriente va verso l'estremo oriente, con un volume complessivo di circa 14 Mbg.
Circa 75 Mbg del grezzo estratto è andato ad alimentare le lavorazioni delle raffinerie (+0,7% rispetto al 2005) che hanno continuato a marciare ad un tasso di utilizzazione molto elevato, nell'intorno dell'86%, e molto superiore alla media storica.
Si conferma il trend convergente tra domanda petrolifera e capacità delle raffinerie che ha caratterizzato il mercato petrolifero negli ultimi anni e che è stata la principale causa dell'impennata dei margini di raffinazione a partire dal 2004.
In conclusione rimane da rispondere a quella che forse per molti rimane la domanda delle domande: per quanto ancora durerà ancora il petrolio?
Secondo BP nel corso del 2006 le riserve petrolifere accertate sono scese da 1.209 a 1.208 miliardi di barili, il che dovrebbe consentire altri 40 anni di consumi ai livelli attuali. Si devono però precisare due aspetti fondamentali:
il primo è che anche 20 anni fa le riserve accertate erano tali da coprire 40 anni di consumi e tale dato si è mantenuto abbastanza costante negli anni, a significare che l'attività di esplorazione fa sì che si accertino continuamente nuove riserve con l'andare del tempo;
la seconda è più di carattere geopolitico: il 61,5% delle riserve è in medio oriente e sostanzialmente in Arabia Saudita, Iran, Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, con tutte le implicazioni del caso.
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Claudio
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