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09-01-2012, 12:56
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#1 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 1,863
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Un pò di Libertarianism...
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09-01-2012, 12:59
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#2 (permalink)
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apota
Data registrazione: May 2008
Località: mondo virtuale
Messaggi: 7,178
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Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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09-01-2012, 13:01
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#3 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 1,863
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Le tasse sono un furto, lo dice la parola stessa: il significato di base del termine è infatti quello di esazione, letteralmente “tirare fuori con la forza”, estorcere, se volessimo trovare un sinonimo. Eppure oggi la maggioranza dei cittadini stenta a riconoscere questa forma relativamente moderna di schiavitù, che ci costringe a lavorare sino a giugno per lo Stato. Secoli di propaganda hanno anzi portato molti di noi a reputare la tassazione “una cosa bellissima”, giusta ed indispensabile per una società che voglia dirsi civile.
Proviamo ad analizzare insieme i principali argomenti utilizzati a sostegno di quest’ultima tesi.
Le tasse sono il corrispettivo dovuto per tutta una serie di servizi che lo Stato ci offre, e che spesso soltanto lo Stato è in grado di fornire, si dice, ed è grazie ad esse che le fasce più deboli della popolazione possono essere aiutate. Rispondere a tale argomentazione affermando che il grosso di quanto prelevato dalle nostre tasche finisce in realtà per essere utilizzato ad esclusivo vantaggio della casta al potere, e che tutti i servizi approntati dallo Stato (pochi, sporchi, brutti e cattivi) potrebbero tranquillamente essere forniti, ed in modo migliore, da privati in concorrenza fra di loro - cosicchè ognuno di noi potrebbe decidere liberamente chi pagare e per cosa farlo - sarebbe abbastanza semplice, specie di questi tempi; preferisco però focalizzare l’attenzione su un altro punto, concentrandomi sulla natura dell’atto in questione.
Come scrive Guglielmo Piombini “…supponiamo che qualcuno si presenti a casa tua e dica: «Ti offro questo servizio di protezione, e tu non puoi rifiutarlo; pertanto, che tu lo voglia o meno, mi devi pagare. Se non lo fai domani si presenteranno alcuni uomini al mio servizio, riconoscibili dalla divisa, a riscuotere il dovuto. Se continuerai a rifiutarti di pagare per i servigi che ti offro, ti preleveranno e ti chiuderanno in una cantina dalle finestre sbarrate, dalla quale non potrai uscire. Se insisterai ad opporti, i miei uomini sono autorizzati ad usare le maniere forti, fino ad arrivare, in casi estremi, ad ucciderti». Come giudicherebbe il senso comune un comportamento del genere? Non vi sono dubbi: si tratta di un caso eclatante di estorsione: un'azione che chiunque riuscirebbe al primo colpo a giudicare come ignobile e criminale. Eppure lo Stato, sfidando secoli di buon senso, è riuscito tanto bene nella sua opera di corruzione delle menti da far apparire questa azione, quando commessa dai propri membri, come del tutto legittima: non rapina ma legittima tassazione!”
Tassare insomma è intrinsecamente criminale, anche se quei soldi finissero davvero col finanziare servizi utili e con l’aiutare i più bisognosi, perché viola i nostri diritti di proprietà. Negarlo significa rigettare il concetto stesso di proprietà privata: un furto resta sempre un furto, qualsiasi utilizzo si faccia poi del bottino.
A chi appartengono le ricchezze tassate? Al ministro dell’economia, ai parlamentari, alla Guardia di Finanza o a chi le ha guadagnate col sudore della fronte? Una società fondata sul furto, è una società giusta? E’ morale derubare, anche se fosse per una giusta causa?
Non si può sostenere che chi evade il fisco sia un ladro: il furto implica per l’appunto la proprietà, e non è certo lo Stato il proprietario di quanto produciamo ogni giorno lavorando. Nemmeno utilizzare beni o servizi pubblici senza contemporaneamente pagare il pizzo al fisco configura un furto, dal momento che lo Stato non può dirsi proprietario legittimo di alcunché, essendosi impossessato di tutti i “suoi” beni con la forza, l’esproprio e la violenza. Altro che contratto sociale: qualcuno di voi ne ha mai visto e firmato uno? E soprattutto, può esistere un contratto di tal fatta, un contratto “universale”?
La democrazia è la scusa più ricorrente utilizzata dai sostenitori della tassazione per rispondere alla serie di interrogativi che ho appena posto. La maggioranza dei cittadini, si dice, ritiene la tassazione legittima, e tanto basta: chi non ci sta, che emigri! Ma un crimine resta sempre tale, anche se a metterlo in atto e a sostenerlo è una maggioranza. Anche il voto alle elezioni non giustifica nulla: molti di noi preferirebbero non avere un padrone, piuttosto che scegliersene uno con cadenza quinquennale. Non è con una X sulla scheda elettorale che diamo mandato agli uomini politici affinchè decidano delle nostre ricchezze: il mandato imperativo è anzi espressamente vietato dalla Costituzione, e parlare di rappresentanza ha un che di psicotico.
Se abbandoniamo la morale per guardare la questione in termini di utilità, i risultati non sono comunque più lusinghieri: un fisco rapace, che magari si accanisca contro i più ricchi, è incompatibile con una realtà sempre più “globale”, dove capitali e cervelli si muovono con estrema facilità punendo i sistemi più oppressivi, e finisce col colpire in modo maggiore proprio coloro che finge di voler aiutare: il caso Reagan mostra senza tema di smentita che è solo diminuendo energicamente ed in un breve lasso di tempo le tasse, anche e soprattutto alle fasce più agiate della popolazione, che il contributo di queste ultime alle casse dello Stato aumenta, nel mentre diminuisce quello dei meno abbienti.
Il premio nobel per l’economia Prescott ce lo ha spiegato recentemente: è solo con un fisco leggero che l’economia può crescere, i salari aumentare e la disoccupazione diminuire.
Dalle nostre parti invece la parola d’ordine è redistribuire, come se per redistribuire ricchezza non fosse prima necessario crearla per mano di imprese e lavoratori lasciati liberi di esprimere i propri talenti.
L’evasore fiscale appare insomma come un eroe dei nostri tempi, capace di indicare la via a chi l’ha smarrita sotto i colpi di un potere ingiusto e sempre più invadente: le tasse sono un furto, non pagare è legittima difesa!
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09-01-2012, 13:03
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#4 (permalink)
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apota
Data registrazione: May 2008
Località: mondo virtuale
Messaggi: 7,178
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le tasse che non paghi te , le devo pagare io
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Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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09-01-2012, 13:04
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#5 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 1,863
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Citazione:
Originalmente inviato da ConteRosso
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Le idee economiche di Ron Paul si ispirano principalmente alla Scuola austriaca e al libertarianismo, che lo fanno propendere verso posizioni liberali estreme, a favore di un totale libero mercato, di una bassa, se non nulla, tassazione, cancellazione di ogni sovvenzione e assistenzialismo.

Ron Paul parla ai suoi sostenitori al Thomas & Mack Center di Las Vegas, Nevada, il 19 ottobre 2011
Propone la cancellazione di ogni tassazione sul reddito e un taglio radicale delle spese militari. Da queste sua posizioni nasce il suo soprannome di " Taxpayer's Best Friend" (il miglior amico del contribuente, come è stato premiato più volte nella speciale classifica del Congresso). [42]
Il 15 giugno 2007 ha presentato alla Camera dei Rappresentanti la H.R. n° 2755 [43] ovverosia la " Legge per abolire il Consiglio dei Governatori del Sistema della Riserva Federale e della Banca della Riserva Federale, per abrogare la Legge sulla Riserva Federale e per altri scopi" con l'obiettivo di ristabilire le prerogative della politica monetaria così come descritte dalla Costituzione degli Stati Uniti, la quale stabilisce che il Congresso conii i soldi e batta la moneta (Articolo I, Sezione 8, Comma 5) e che i debiti degli Stati Uniti siano depositati in oro e argento (Articolo I, Sezione 10, Comma 1).
Nel gennaio 2008 Ron Paul ha realizzato l' economic revitalization plan[44] nel quale vengono proposte una serie di riforme radicali inerenti all'economia, dall'eliminazione della tassazione diretta, alla diminuzione della spesa pubblica, passando per una riforma monetaria finalizzata a restituire la parità aurea alla moneta, tese a rilanciare e a incrementare la prosperità statunitense. [45][46]
Dal punto di vista monetario è favorevole a ritornare al sistema aureo. Tuttavia, secondo Ron Paul, ciò dovrebbe avvenire senza imposizioni da parte del governo bensì attraverso la libera concorrenza valutaria e il ripristino dei principii del free banking. Si tratterebbe pertanto di abolire la caratteristica del dollaro emesso dalla Riserva Federale di essere unica divisa ufficiale statunitense a corso legale e conseguentemente permettere a privati ed enti di emettere loro valuta in un quadro preciso di regole. In questo modo la fine del monopolio sulla emissione della divisa detenuto dalla Riserva Federale dovrebbe portare naturalmente alla scelta, da parte del cittadino, del sistema monetario migliore e maggiormente affidabile, che secondo Ron Paul consiste nel sistema monetario aureo. A tal proposito nel marzo 2011 Ron Paul ha presentato la H.R. n° 1098 [47] ovverosia la " Legge sulla libera concorrenza della valuta" nella quale viene abolita ogni restrizione ostativa alla monetazione privata, tra cui le tasse sul possesso e la circolazione di oro e argento. [48]
È inoltre favorevole ad ogni cancellazione di regolamentazioni in tema di mercato, e al ritorno di un governo centrale debole, nel solco dello Stato minimo tipicamente miniarchico. [49
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09-01-2012, 13:10
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#6 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 1,863
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Citazione:
Originalmente inviato da ConteRosso
le tasse che non paghi te , le devo pagare io
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....ecco...allora perchè mi metti Ron Paul?...evidentemente...non hai approfondito il pensiero e le tesi..
...le tasse che paghi tu sono la ragione della mia "prigionia"...potrei dirti...non so dove abiti, ma Torino, Brescia Bergamo Milano sono città interessanti per approfondire questi argomenti e ragionare con i Libertarians...non so dove altro si siano insediati...di sicuro non qui in questa parte della Liguria nè in Alta Toscana...sarebbe interessante averne notizia...dovrò iscrivirmi in un sito libertario...prima o poi e abbandonare il cazzeggio..così leggero e liberatorio di anni pesanti sulle spalle...
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09-01-2012, 13:14
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#7 (permalink)
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apota
Data registrazione: May 2008
Località: mondo virtuale
Messaggi: 7,178
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Citazione:
Originalmente inviato da Amber
....ecco...allora perchè mi metti Ron Paul?...evidentemente...non hai approfondito il pensiero e le tesi..
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l'ho messo per te... conosco il pensiero libertarian
a grandi linee e più che altro a livello pragmatico (Reagan , Thatcher )
ciò non toglie che l'invito a non pagare le tasse sia poco americano
una cosa è sostenere la diminuzione o la s comparsa della tassazione
altre è incoraggiare a non pagarle 
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Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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09-01-2012, 13:21
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#8 (permalink)
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Utente Senior
Data registrazione: Oct 2011
Messaggi: 1,863
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..nn trovi che sia peggio e deliquenziale incoraggiare a pagarle?
...sono punti di vista...esiste una vasta letteratura in merito...le cose possono cambiare solo se si tagliano i viveri...ma il discorso è lungo e se rimasto indigesto ai Radicali che sono fra i più open mind...immagino parlarne qui...in ogni caso non è importante essere americani quanto Libertarian in tutti i sensi anche se l'America è forse l'unico paese al mondo ad avere un Partito Libertario al governo...
...è comunque difficile sottrarsi alla tassazione, ma oggi come oggi, alla luce di quanto sta succedendo, forse la Rivolta Fiscale potrebbe essere l'assalto alla Bastiglia...
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10-01-2012, 10:40
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#9 (permalink)
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kafkianamente rimosso
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 11,779
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tra un po' non ci sarà più il problema...... ne avremo altri più gravi
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pronti con manette e monetine.
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10-01-2012, 10:46
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#10 (permalink)
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I miei ossequi
Data registrazione: Oct 2009
Messaggi: 4,818
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onesti ed onesti obbligati
fate una categoria unica per favore, come per gli evasori.
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