Ieri il Comitato di Basilea ha diffuso i risultati di un esercizio che mira a valutare l'impatto della futura normativa su alcuni importanti indici bancari (patrimonio, liquidità, leva...).
I risultati sono qui:
Results of the Basel III monitoring exercise as of 30 June 2011
Quantitative impact study results published by the Basel Committee
Leggendo i risultati e alcuni commenti sul web ho annotato che:
*tutto sommato l'intero sistema bancario, a meno di tsunami, riuscirà ad adeguarsi senza eccessive difficoltà alle nuove regole
*l'avvento del nuovo framework è più penalizzante, per le banche, di quanto avessi pensato. Non mi riferisco tanto al più elevato livello dei nuovi requisiti minimi quanto alle nuove modalità di conteggio adottate. Solo per fare un esempio: se il Tier 1 venisse oggi calcolato con le nuove regole (nuove modalità di conteggio di RWA e delle deduzioni, esclusione di grandfathering, etc.), questo indice sarebbe decurtato di un buon 30-40%. Maggiormente penalizzate risultano le grandi banche.
Sarebbe interessante rivedersi con quale criterio vengono calcolati gli indici oggi annunciati dalle maggiori banche: se, come credo, prendessero a riferimento Basilea 2 e 2.5, forse avrebbero ancora una certa strada da compiere anche in termini di CET1 (Basilea 3). In tal caso, quale strada sceglieranno: altri aumenti di capitale? Niente dividendi? Abbattimento degli utili tramite pulizia degli intangibles?
Un commento per chiudere.
L'esercitazione del Comitato ha riguardato 212 banche del pianeta. Ciononostante, non sono mancati commenti made in USA che attribuivano, con il solito tono allarmato, i gaps di capitale alle sole banche europee...
Micidiali...
Non riesco a pensare siano così superficiali e incompetenti. Mi è più facile pensare che si speculi ancora una volta: non è difficile equivocare attribuendo un comunicato di
Basilea alle sole banche europee...