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Vecchio 28-02-2003, 19:19   #1 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di giustiziere
 
Data registrazione: Feb 2003
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SULLA GUERRA .. le 2 ipotesi in campo.

Qualcuno pensa che, tra le ragioni del pacifismo, primeggi la paura. Alla paura si riconosce quasi una dimensione etica. Chi paventa gli esiti catastrofici della guerra vede giusto e vede lontano. Se è così, il pacifismo somiglia come una goccia d'acqua alla sua controparte, l'interventismo.

Gl'interventisti temono che, senza una guerra virtuosa per spazzare via tutti i santuari del terrorismo, Iraq compreso, il radicalismo islamico possa continuare a colpire indisturbato, tenendo sotto scacco le nazioni e inquinando le fonti legittime dell'ordine planetario. Ne consegue una nuova e devastante divisione del mondo: l'Islam radicale da una parte e dall'altra l'Occidente umiliato.

Invece il pacifismo teme che un'eventuale guerra contro il regime saddamita (anche se la sponsorizzasse un secondo voto del consiglio di sicurezza dell'Onu, per quanto "chirurgica" come un'operazione di tonsille e veloce come una mischia di rugby) possa sfuggire di mano ai politici e ai generali per trasformarsi in un conflitto asimmetrico infinito: l'Occidente da una parte e l'Islam umiliato dall'altra.

Su questi scenari è disposta a scommettere le nostre vite: le vite dei civili iracheni, israeliani, americani, palestinesi ed europei. È disposta a scommettere, sempre a partire da questi presentimenti, gli stessi assetti futuri del pianeta (poiché è questa, più o meno, la dimensione della crisi irachena).

Oggi, attraverso il pacifismo etico a senso unico e l'interventismo ossessivo, che non vuole sentire ragioni, siamo invece governati dalla paura, non dalla fantasia ma dalla sua caricatura:
l'incubo.
giustiziere non è connesso   Rispondi citando
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Vecchio 01-03-2003, 00:10   #2 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di genesta
 
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Località: Catania
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Dobbiamo intenderci su una cosa.
Non si tratta di essere pacifisti o guerrafondai, di sinistra o di destra, di centro, alto su o giù.

Ognuno è dotato, e sottolineo dotato proprio perché uno strumento, di un cervello per pensare e non per assimilare i pensieri altrui.
Capite la differenza?

Ora, pensiamo.

Cosa vuol dire l'espressione "guerra virtuosa"?
Somiglia molto a espressioni del tipo: "assassinio a fin di bene" oppure "omicidio d'onore" o "d'amore".

La guerra noi la facciamo, punto e basta. Ma mi sembra quanto meno mostruoso definirla virtuosa.


Altra riflessione (assolutamente spuria da condizionamenti di alcuno).
"La dimensione della crisi irachena" e tale come ci viene prospettata, ma chi di voi è disposto seduta stante a tagliarsi un braccio per sostenere che sia tutto veritiero?
Dareste al sottoscritto il beneficio del dubbio?

E se si, nel dubbio, sareste ancora propensi a far la guerra?


Paura?

Ma paura di cosa?

Ricordate che tutti, tutti dobbiamo morire.

Ripetiamo sempre gli stessi discorsi e ricadiamo sempre negli stessi errori.
Ma mi fate un esempio nella storia di una qualsivoglia guerra che sia stata perpetrata per amore? Perché di virtù stiamo parlando.

Ah, direte voi. Amore si. Amore patriottico. Per Amore dei propri concittadini.
Ma Voi, non vi sentite solo uomini?

Come fate a limitarvi a tal punto da pensare di essere italiani, inglesi e di far parte di questa o quella comunità che non sia la comunità umana.

Noi siamo principalmente individui e stentiamo a confessarlo a noi stessi perché ci fa paura la solitudine, perché intuiamo che nessuno ci può capire.

Ma siccome la Realtà è questa, quantunque la ricopriamo di orpelli e di illusioni, affrontiamola una buona volta.

Cominciamo con l'ammettere di non essere in grado di giudicare il mondo circostante, se già troviamo complicato giudicare lucidamente gli eventi che capitano alla nostra diretta epserienza.

Allora potremo ammettere: Questa guerra non è la mia guerra. Non la comprendo, dove ancora la parola comprendere ha un suo significato etimologico ben preciso, contenere dentro di se.
genesta non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 01-03-2003, 11:16   #3 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di giustiziere
 
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Iraq, Blair:sarà la storia a giudicarci
Toni altisonanti nelle parole del primo ministro britannico Tony Blair,intervistato dal Guardian di Londra: "Sarà la storia a giudicarci". Senza mezzi termini il premier paragona i pacifisti di oggi alle persone che ieri non vollero riconoscere la minaccia fascista e invocarono la pace con Hitler. "Quelli che non volevano combattere il fascismo facevano una cosa molto popolare - dice Blair, - erano brave persone,ma facevano la cosa sbagliata".
giustiziere non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 03-03-2003, 11:48   #4 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da giustiziere
Iraq, Blair:sarà la storia a giudicarci
Toni altisonanti nelle parole del primo ministro britannico Tony Blair,intervistato dal Guardian di Londra: "Sarà la storia a giudicarci". Senza mezzi termini il premier paragona i pacifisti di oggi alle persone che ieri non vollero riconoscere la minaccia fascista e invocarono la pace con Hitler. "Quelli che non volevano combattere il fascismo facevano una cosa molto popolare - dice Blair, - erano brave persone,ma facevano la cosa sbagliata".

sicuramente solo un imbecille può fare questi paragoni, infatti oramai penso che siamo governati da un branco di manigoldi che avranno il loro tornacoto alla fine dei loro mandati infatti nn si spiega come questi capi di governo mettano a repentaglio le loro cariche avallando delle cause con paragoni ridicoli per cose tanto serie.
l'unico paragone possibile si può fare con la bosnia e cmq li non e' stato l'intervento americano a mandare via milosevic ed ora la jugoslavia e' distrutta non esiste piu'.
certo che nel caso della jugoslavia potevamo assistere a delle esecuzioni di masa contro le minoranze etniche ma come al solito non ci siamo fermati a bloccare i loro atacchi assasini è vero che poi i musulmani quando hanno potuto hanno restituito il favore ai serbi, è vero che anche i turchi non si scambiano gigli con i curdi, epure un tempo c'erano copie miste tra musulmani e serbi ortodossi.
la situazione in jugoslavia ora e' un puzzle incomprensibile eppure gli usa sanno bene come risolvere i problemi la storia infatti li sta già giudicando per il vietnam e per hiroshima.
sandcreek non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 03-03-2003, 13:22   #5 (permalink)
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L'avatar di Josè Arcadio Buèndia
 
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Località: All'ombra della Ghirlandina ( Granducato Estense )
Messaggi: 2,605
... il signor Blair si è probabilmente dimenticato che all'epoca non erano molte le democrazie, o presunte tali, con suffragio universale.......anzi era usanza sparare sugli operai che scioperavano x avere diritti basilari.......per non parlare poi del passato coloniane dei paesi europei, che negli anni '30 ha raggiunto il suo acme !!

Ha fatto una bella affermazione, x mettere un pò di fumo negli occhi degli elettori buoi.
__________________
"La vita è come uno specchio.
Se la guardi sorridendo.....essa ti sorride !!! "
Josè Arcadio Buèndia non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 03-03-2003, 14:41   #6 (permalink)
 
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Re: SULLA GUERRA .. le 2 ipotesi in campo.

Citazione:
Originalmente inviato da giustiziere
Qualcuno pensa che, tra le ragioni del pacifismo, primeggi la paura. Alla paura si riconosce quasi una dimensione etica. Chi paventa gli esiti catastrofici della guerra vede giusto e vede lontano. Se è così, il pacifismo somiglia come una goccia d'acqua alla sua controparte, l'interventismo.

Gl'interventisti temono che, senza una guerra virtuosa per spazzare via tutti i santuari del terrorismo, Iraq compreso, il radicalismo islamico possa continuare a colpire indisturbato, tenendo sotto scacco le nazioni e inquinando le fonti legittime dell'ordine planetario. Ne consegue una nuova e devastante divisione del mondo: l'Islam radicale da una parte e dall'altra l'Occidente umiliato.

Invece il pacifismo teme che un'eventuale guerra contro il regime saddamita (anche se la sponsorizzasse un secondo voto del consiglio di sicurezza dell'Onu, per quanto "chirurgica" come un'operazione di tonsille e veloce come una mischia di rugby) possa sfuggire di mano ai politici e ai generali per trasformarsi in un conflitto asimmetrico infinito: l'Occidente da una parte e l'Islam umiliato dall'altra.

Su questi scenari è disposta a scommettere le nostre vite: le vite dei civili iracheni, israeliani, americani, palestinesi ed europei. È disposta a scommettere, sempre a partire da questi presentimenti, gli stessi assetti futuri del pianeta (poiché è questa, più o meno, la dimensione della crisi irachena).

Oggi, attraverso il pacifismo etico a senso unico e l'interventismo ossessivo, che non vuole sentire ragioni, siamo invece governati dalla paura, non dalla fantasia ma dalla sua caricatura:
l'incubo.

Ho creato un nuovo topic a partire dall'intervento di giustiziere.
Ritengo tale intervento particolarmente significativo e credo che sia una base di partenza per impostare il discorso in maniera diversa.

In questo intervento infatti ci sono elementi nuovi .. e vorrei ne discutessimo insieme, sempre con il massimo rispetto

Un'ultima cosa: una tesi va valutata entrando nella testa di chi l'ha formulata, calandosi nei suoi panni e soprattutto comprendendo le motivazioni di tale tesi, giuste o sbagliate che siano.
Il giusto o sbagliato, ricordiamolo sempre, è una cosa che risente molto della propria soggettività.
Tale sogettività va compresa e, udite udite, persino amata, se vogliamo che essa maturi e dia un frutto nuovo
A dopo
Argema non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 03-03-2003, 14:51   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da giustiziere
Iraq, Blair:sarà la storia a giudicarci
Toni altisonanti nelle parole del primo ministro britannico Tony Blair,intervistato dal Guardian di Londra: "Sarà la storia a giudicarci". Senza mezzi termini il premier paragona i pacifisti di oggi alle persone che ieri non vollero riconoscere la minaccia fascista e invocarono la pace con Hitler. "Quelli che non volevano combattere il fascismo facevano una cosa molto popolare - dice Blair, - erano brave persone,ma facevano la cosa sbagliata".
Questa di Blair mi era scappata... paragoni del genere sono decisamente fuori luogo a mio parere... mi fa piacere vedere che hai anche il dono della parola giustiziere, mi riprometto di risponderti in modo più esaustivo in serata...
fibo76 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 03-03-2003, 15:15   #8 (permalink)
फूल की बुराई
 
L'avatar di Fleursdumal
 
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Originalmente inviato da giustiziere
Iraq, Blair:sarà la storia a giudicarci
Toni altisonanti nelle parole del primo ministro britannico Tony Blair,intervistato dal Guardian di Londra: "Sarà la storia a giudicarci". Senza mezzi termini il premier paragona i pacifisti di oggi alle persone che ieri non vollero riconoscere la minaccia fascista e invocarono la pace con Hitler. "Quelli che non volevano combattere il fascismo facevano una cosa molto popolare - dice Blair, - erano brave persone,ma facevano la cosa sbagliata".
quando si torna indietro nella storia è prassi comune estrapolare sempre i fatti e le interpretazioni che più fanno comodo. Qui Blair fa riferimento al periodo che trascorse tra l'attacco tedesco alla Polonia e l'inizio della campagna in occidente qualche mese dopo, e alle titubanze precedenti di francia e inghilterra di fronte alla mosse naziste in Austria e Cecoslovacchia. Perchè non ci si mosse decisi contro il Fuhrer? Forse qualcuno dimentica che le ferite della grande guerra ancora nn si erano rimarginate: milioni di morti nelle trincee fangose, milioni di feriti e mutilati, intere generazioni scomparse, altrettanti civili morti per la fame e l'epidemia di spagnola che scoppiò verso al fine della guerra . E infine un trattamento inflitto alla Germania sconfitta pesantissimo , che poi indusse dei rimorsi tardivi e un comportamento nei confronti del regime nazista nascente a dir poco da coda di paglia. Qualcuno ogni tanto dovrebbe guardare con più attenzione nelle piazze di ogni città d'Italia i monumenti ai caduti della prima guerra mondiale, centinaia di morti anche nelle città più piccole e così in tutta Europa e per che cosa?? infatti la seconda guerra mondiale fu una conseguenza delle situazioni rimaste irrisolte dopo la prima e l'Europa completò il suo suicidio.
__________________
Sono apparso alla madonna!
Fleursdumal non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 03-03-2003, 15:17   #9 (permalink)
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Originalmente inviato da giustiziere
Qualcuno pensa che, tra le ragioni del pacifismo, primeggi la paura. Alla paura si riconosce quasi una dimensione etica. Chi paventa gli esiti catastrofici della guerra vede giusto e vede lontano. Se è così, il pacifismo somiglia come una goccia d'acqua alla sua controparte, l'interventismo.
Giochi di parole per mettere sullo stesso piano due idee antitetiche e far finta di voler essere al di sopra delle parti. Non credo che tutti quelli che stanno sostenendo la pace adesso, siano per la pace sempre e comunque. Non mi sembra che ai tempi della liberazione dell'Afghanistan dal regime talebano, ci sia stata una risposta così massiccia e compatta di centinaia di milioni di persone. C'era un motivo preciso che giustificava un intervento in quel paese, c'erano prove inconfutabili, che portavano quindi a considerare la battaglia come male minore.

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Originalmente inviato da giustiziere
Gl'interventisti temono che, senza una guerra virtuosa per spazzare via tutti i santuari del terrorismo, Iraq compreso, il radicalismo islamico possa continuare a colpire indisturbato, tenendo sotto scacco le nazioni e inquinando le fonti legittime dell'ordine planetario. Ne consegue una nuova e devastante divisione del mondo: l'Islam radicale da una parte e dall'altra l'Occidente umiliato.
Quindi perchè stiamo lì a perdere tempo, rasiamo al suolo il Medio Oriente e prendiamoci il nostro petrolio, che è nostro perchè noi siamo indubbiamente superiori a quegli incivili... il fatto che si sia arrivati ad una situazione mai così tesa tra Occidente e Islam è un grande fallimento della diplomazia, favorito da chi ha interesse che questo conflitto si inasprisca. Finchè l'Occidente non si farà carico dei problemi del terzo mondo non basterà sterminare un gruppo terroristico, di persone che non hanno nulla da perdere ce ne sono tante.

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Invece il pacifismo teme che un'eventuale guerra contro il regime saddamita (anche se la sponsorizzasse un secondo voto del consiglio di sicurezza dell'Onu, per quanto "chirurgica" come un'operazione di tonsille e veloce come una mischia di rugby) possa sfuggire di mano ai politici e ai generali per trasformarsi in un conflitto asimmetrico infinito: l'Occidente da una parte e l'Islam umiliato dall'altra.
Bianco/Nero, Nero/Bianco la tua visione del mondo è un po' troppo semplicistica, il mondo è grigio, con varie sfumature

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Su questi scenari è disposta a scommettere le nostre vite: le vite dei civili iracheni, israeliani, americani, palestinesi ed europei. È disposta a scommettere, sempre a partire da questi presentimenti, gli stessi assetti futuri del pianeta (poiché è questa, più o meno, la dimensione della crisi irachena).

Oggi, attraverso il pacifismo etico a senso unico e l'interventismo ossessivo, che non vuole sentire ragioni, siamo invece governati dalla paura, non dalla fantasia ma dalla sua caricatura: l'incubo
Bene attendiamo da te la soluzione visto e considerato che hai solo fatto delle affermazioni a mio parere banali e che non portano a nulla... ah già ma molto meglio stare sopra alle cose che doverci sguazzare dentro? O sbaglio?
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Vecchio 03-03-2003, 15:19   #10 (permalink)
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Originalmente inviato da Fleursdumal
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Iraq, Blair:sarà la storia a giudicarci
Toni altisonanti nelle parole del primo ministro britannico Tony Blair,intervistato dal Guardian di Londra: "Sarà la storia a giudicarci". Senza mezzi termini il premier paragona i pacifisti di oggi alle persone che ieri non vollero riconoscere la minaccia fascista e invocarono la pace con Hitler. "Quelli che non volevano combattere il fascismo facevano una cosa molto popolare - dice Blair, - erano brave persone,ma facevano la cosa sbagliata".
quando si torna indietro nella storia è prassi comune estrapolare sempre i fatti e le interpretazioni che più fanno comodo. Qui Blair fa riferimento al periodo che trascorse tra l'attacco tedesco alla Polonia e l'inizio della campagna in occidente qualche mese dopo, e alle titubanze precedenti di francia e inghilterra di fronte alla mosse naziste in Austria e Cecoslovacchia. Perchè non ci si mosse decisi contro il Fuhrer? Forse qualcuno dimentica che le ferite della grande guerra ancora nn si erano rimarginate: milioni di morti nelle trincee fangose, milioni di feriti e mutilati, intere generazioni scomparse, altrettanti civili morti per la fame e l'epidemia di spagnola che scoppiò verso al fine della guerra . E infine un trattamento inflitto alla Germania sconfitta pesantissimo , che poi indusse dei rimorsi tardivi e un comportamento nei confronti del regime nazista nascente a dir poco da coda di paglia. Qualcuno ogni tanto dovrebbe guardare con più attenzione nelle piazze di ogni città d'Italia i monumenti ai caduti della prima guerra mondiale, centinaia di morti anche nelle città più piccole e così in tutta Europa e per che cosa?? infatti la seconda guerra mondiale fu una conseguenza delle situazioni rimaste irrisolte dopo la prima e l'Europa completò il suo suicidio.
Ottimo intervento
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"La vita è come uno specchio.
Se la guardi sorridendo.....essa ti sorride !!! "
Josè Arcadio Buèndia non è connesso   Rispondi citando
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