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Vecchio 27-12-2011, 11:01   #31 (permalink)
Büs del Gnao trader
 
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Originalmente inviato da generali1984 Visualizza messaggio
sono sempre dello stesso parere
in questo momento l'irremovibilità Tedesca è la miglior amica del popolo Italiano...................




e ho detto tutto........


Crisi europea, la Germania maschera il suo deficit reale TradingNoStop | TradingNoStop


La Germania maschera il suo deficit reale
La notizia avrebbe del surreale, se non fosse stata confermata da Eurostat, dalla Facoltà di Scienze Economiche di Friburgo e dalla fondazione berlinese «Marcktwirtschaft» (Economia di mercato): la Germania ha il debito pubblico in assoluto più voluminoso di tutta Europa. Già la Primavera scorsa Eurostat quantificò il debito pubblico esplicito della Germania in 2080 miliardi di euro: il primo debito dell’eurozona a sfondare la soglia dei 2000 miliardi….

Ma la situazione è ben più grave e pericolosa: se è vero, infatti, che il debito pubblico esplicito tedesco ammonta al 85,8% rispetto al Pil, il debito implicito arriva al 111,8%, portando il divario di sostenibilità ad un inaudito 197,6 %. Ne consegue che il fabbisogno di consolidamento tedesco arriva al 4% netto all’anno. Ma che cosa intendiamo per debito implicito e debito esplicito? Il primo rappresenta il bilancio dello Stato e degli enti periferici, il secondo la spesa per previdenza, sanità, assistenza sociale. Parlando di cifre reali ai 2080 miliardi di cui sopra se ne devono sommare almeno altri 5000 per avere una fotografia chiara dello stato effettivo del deficit tedesco: oltre 7000 miliardi di debito reale. Una cifra che pone la Germania sull’orlo del collasso nonostante la sua tanto decantata virtuosità.
Ma come è possibile che la spesa assistenziale e previdenziale raggiunga una tale spropositata entità? E’ necessario sfatare un mito (l’ennesimo, a dir la verità…): il welfare tedesco, tanto ammirato anche e soprattutto dai tecno-europeisti italiani, è tutt’altro che efficiente. Fa acqua da tutte le parti, anzi. Una distinzione preliminare innanzitutto: quella che noi in Italia chiamiamo «pensione» in Germania si divide in due ben distinte categorie, ovvero «Pensionen» e «Renen». La prima, più assimilabile alla nostra pensione, è destinata solo ed esclusivamente agli ex dipendenti pubblici e risulta particolarmente cospicua: 103.700 fruitori (circa il 15,82% dei beneficiati) percepisce oltre i 3500 Euro mensili, seguiti in percentuale dagli oltre 90.000 che percepiscono circa 2700 euro mensili e dai 77.000 (11,75%) che arrivano ai 2250 euro al mese. In coda abbiamo 9600 ex pubblici dipendenti (appena l’1,46%) che arrivano ai 1000 euro mensili. Complessivamente i fortunati «Pensionare» tedeschi sono circa 650.000. Discorso assai diverso per i «Rentner», ovvero i fruitori di trattamento previdenziale generico: il 46% di questi ultimi infatti non arriva a percepire 700 euro mensili. L’8,37% (1.139.178 individui per la precisione) prende meno di 150 euro al mese (!!!). I «Rentner» più fortunati, appena 26.545 (lo 0,20%) arrivano a circa 2100 euro al mese.
Ora, va da sé che non è immaginabile vivere in un Paese come la Germania, ove il costo medio della vita è molto alto, con cifre esigue al limite del ridicolo (o, meglio, del tragico…), quindi come fanno a campare i poveri (per davvero!) pensionati tedeschi? Semplice: subentra l’assistenzialismo di Stato che integra le magrissime entrate dei «Rentner» al fine di garantire loro la sussistenza e nulla di più. Questo consente al governo di mascherare una spesa corrente effettiva allucinante (circa 5000 miliardi, appunto) come uscita formalmente non incidente sul debito pubblico esplicito dello Stato: una vera e propria cosmesi di bilancio finalizzata a simulare l’adempimento pieno ai parametri di Maastricht. Parametri peraltro ideati e organizzati dalla Germania stessa e che a tutt’oggi non prevedono la valutazione del divario di sostenibilità complessivo (debito esplicito+debito implicito) al fine della valutazione di congruità del bilancio di un paese, ma prendono in esame, guarda caso, solo il debito implicito.
Ecco come si spiegano la rigidità e il granitico immobilismo della Cancelliera Merkel riguardo a tutte quelle iniziative, ispirate a profonda ragionevolezza ed elementare buon senso economico, che bisognerebbe porre in essere per fare attivamente fronte alla crisi, dal rendere la Bce prestatore di ultima istanza (quindi garante dei debiti sovrani) all’emissione di Eurobond che garantiscano rendimenti se non da Lotteria Italia almeno moderatamente proficui.
L’apparente severità da parte di Angela Merkel nei confronti degli altri Stati dell’Eurozona, Italia in primis, non è determinata pertanto dal disdoro, tipicamente luterano, nei confronti di coloro che non hanno svolto il proprio dovere, quanto più da una situazione di oggettiva sofferenza economica in cui la (ex?) «locomotiva d’Europa» versa. Sofferenza che non trova certo giovamento nella serie di manovre economiche che, anziché contenere il debito pubblico, lo hanno ulteriormente espanso: ad esempio la manovra finanziaria tedesca per il 2012, approvata pochi giorni fa, aumenta il debito pubblico da 20 a 26 miliardi di euro, prevedendo tra le altre cose un cospicuo aumento di 600 Euro mensili per le ricche pensioni degli alti burocrati di Stato (fonte: Bild Zeitung). Una mossa certamente poco popolare che contribuisce ulteriormente a spiegare la serie infinita di debacle elettorali che il partito della Merkel ha sistematicamente subito durante gli ultimi anni.
Questo detto, sulla base della valutazione del debito reale, come sta l’Italia? Ebbene, non ci crederete, ma gli stessi organi che hanno evidenziato lo stato di sofferenza della Germania indicano nell’Italia il paese più virtuoso d’Europa! A fronte di un consistente debito pubblico esplicito del 120%, infatti, il nostro debito implicito ammonta solo al 28%, per un divario di sostenibilità complessivo del 148%, comportando così un fabbisogno di consolidamento al 2,4%, circa il 40% in meno rispetto a quello tedesco. Incredibile a dirsi, siamo il Paese in assoluto più stabile di tutta l’Eurozona. In conclusione, quindi, una domanda prettamente politica che tutti dovremmo porci: a fronte di dati oggettivi sostanzialmente contraddittori rispetto alla vulgata corrente che ci ha conculcato l’immagine di un’Italia destinata al «collasso greco», chi ha realmente tratto giovamento da una rappresentazione del nostro Paese così falsa e distorta?
Platano non è connesso   Rispondi citando
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Vecchio 30-12-2011, 17:53   #32 (permalink)
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Un salutone al Platano lontano e al caldo (beato lui)

che mi dici dei tuoi nuovi vicini nordici ?
il Costa Rica mi ha sempre attirato ma mai visto,
il mio desiderio per il 2012 è avere tre/quattro settimane libere e fare un salto,
ma resterà un desiderio


Auguroni !
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generali1984 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 30-12-2011, 17:55   #33 (permalink)
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Tanto alto il deficit che la borsa va su buon anno
Ilcarmine non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 30-12-2011, 18:24   #34 (permalink)
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riprendo e concludo

fra i nostri nemici per il 2012 , ci sono anche i tedeschi, ma non il popolo tedesco nè il suo governo,
le bestie che dal regno dei Germani ce lo vogliono infilare nelle ciapet
( o salvare le proprie ma il risultato è lo stesso )
sono capeggiate da DB, e pur potenti sono marcati stretti dagli industriali
Tedeschi, la cui lobby è un tantinello più forte della finanza
(i nostri migliori amici per la permanenza nel'euro)

i nostri peggiori nemici in questo momento ,
se proprio vogliamo dircela ragionando con il cervello e non con lo sfintere ,
sono le istituzioni finanziarie francesi, le banche in toto
che stanno premendo affinchè l'Fmi scenda in campo ......
............a nostro favore
praticamente ogni giorno sulla stampa dei cugini d'oltralpe (parenti serpenti )
appaiono articoli , articoletti e anche articoloni a firma di illustri conosciuti e sconosciuti, economisti e zappatori.
che illustrano i vantaggi (per noi a sentire loro) , di un aiuto coordinato dall'fmi al nostro paese

dovrei dilungarmi nello spiegare fatti e antefatti cause ed effetti
(dal mio punto di vista, ma francamente di scrivere ne ho piene le balle
primo perchè ho fatto le scuole basse e sono ignorante
e secondo perchè non serve veramente a un caxxo scusate il francesismo)

così sarò breve ; Ipotesi botto Italico :
- quello che abbiamo ora è che le banche francesi sono incastrate con i nostri titoli del debito pubblico ne hano una quantità semioceanica
non possono liberarsene se non in minima parte e comprimendo i prezzi,
sono costrette a sperare
se facciamo il botto un bel taglio del 40% anche del 50% è ipotizzabile
sono già piene di sterco raccattato in mezzo mondo, esploderebbe tutta insieme
è difficile che reggano ce le portiamo tutte dietro
- se ci portiamo dietro le francesi anche le tedesche che di sterco basta solo quella che ha DB seguiranno a stretto giro di posta

il creditore, di ogni angolo in n questo mondo , si può attaccare al tram
tutti tranne il FMI , nessun paese che:
- vuole fare commercio
- è scarso a materie prime (noi abbiamo solo teste di caxxo)
può dire all'Fmi non solo non ti ridò i soldi , ma nemmeno te ne ridò la metà se l'Fmi non è d'accordo

ecco perchè si sta premendo da parte francese tedesca e mezza eurozona nordica ,
nel realizzare un piano che preveda il finanziamento della bce al Fmi
(guarda caso si parla di 500 pippi che corrisponde al 75% dell'esposizione eurobanche verso di noi)
che poi a sia volta ci presterebbe i dindoli

e qui dovrei ancora dilungarmi sul come, perchè, e percome l'Fmi può riscuotere comunque e gli altri no ,
ma vale come sopra , ossia non ne vale la pena

quindi il succo è che finchè l'Fmi resta fuori dai nostri conti
si tira avanti , male ma si tira avanti
nel momento in cui l'Fmi ci presta i dindoli preparatevi a ballare ......il ballo di San Vito

bon basta qui

Buon 2012 a tutti e tutte , vicini e lontani , belli e brutti
tranne che ai reggenti delle banche francesi , tedesche, olandesi e inglesi
__________________
Un pessimista è un ottimista ben informato

Ultima modifica di generali1984 : 30-12-2011 alle ore 18:26.
generali1984 non è connesso   Rispondi citando
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