26-02-2010, 16:26
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#36 (permalink)
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Ho cambiato il titolo della discussione mettendone uno più attinente alla piega che ha preso il 3d.
Parliamo un attimo della volatilità.
A scuola ci insegnano che il prezzo delle opzioni è determinato, tra le altre cose, dalla volatilità storica del sottostante e dalla volatilità implicità dello strumento.
La prima è calcolata con metodi matematici e quindi dovrebbe avere una certa costanza all'interno di intervalli di tempo ristretti.
La seconda invece la determina il market maker un pò come gli pare, è la giustificazione per ogni movimento anomalo di prezzo, ma è anche quella che rende redditizia una posizione rispetto ad un'altra.
Facendo un pò di confronti tra il prezzo dell'opzione calcolato secondo il modello matematico e il prezzo effettivo di mercato si può facilmente calcolare quale sia la volalità in un dato momento.
Questa, soprattutto in fase di mercato poco mosso come oggi, è piuttosto stabile ma cambia a seconda dello strike price e del tipo di opzione (call o put).
Per esempio la call aprile 21000 e la put aprile 21500 hanno, in questo momento, una volatilità del 23% (pressochè esatta) mentre la call aprile 21500 ha una volatilità del 22,20%.
Questa differenza desumo sia legata alla "distanza" tra il prezzo del sottostante e lo strike price tenendo ovviamente conto della direzione dell'opzione.
Il problema è che non possiamo sapere con esattezza quanto di questa volatilità sia implicita e quanto storica perchè quest'ultima viene calcolata in modo sì matematico, ma con dei parametri che non ci è dato sapere.
In particolare è necessario sapere se il market maker tiene in considerazione il calendario solare (365 giorni) o quello lavorativo (256 giorni) e che periodo di giorni tiene in considerazione nel calcolo: io ho sentito parlare di 23 giorni, ma è un dato del tutto inaffidabile.
Qualcuno conosce dei parametri che reputa affidabili, o una fonte di una certa autorevolezza?
E una volta che sappiamo il valore effettivo della volatilità implicita che ci facciamo?
Sempre a scuola ci insegnano che quando questa è statisticamente bassa (in relazione ai livelli passati) si compra in attesa che questa salga muovendo il prezzo in nostro favore.
Mi è parso di capire che sull'utilità della volatilità implicita ci siano però delle scuole di pensiero contrapposte...
Ne vogliamo parlare ?
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