Riassunto ...parziale

del 4 maggio.
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MARTEDI’ NERO PER LE BORSE!
I mercati sono stati penalizzati dalle indicazioni di Moody's sulla Grecia e alle indiscrezioni sulla Spagna. I bancari sono stati i più colpiti dalle vendite
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QUOTAZIONI:
UNICREDIT INTESA SANPAOLO
Edoardo Fagnani martedì, 4 maggio 2010 - 17:52
Seduta decisamente negativa per Piazza Affari e per le principali borse italiane. Gli addetti ai lavori hanno collegato le vendite con le dichiarazioni dell’agenzia di rating Moody’s, secondo cui le misure adottate dall’Unione Europea e dal FMI a favore della Grecia non saranno sufficienti a frenare la crisi del Paese. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, anche la Spagna potrebbe richiedere aiuti finanziari. Tuttavia, questa eventualità è stata smentita dal governo iberico. Inoltre, l’agenzia Fitch ha confermato il rating “AAA” sul debito sovrano della Spagna. I bancari sono stati più colpiti dalle vendite. Male anche Fiat, penalizzata anche dai dati sulle immatricolazioni ad aprile. Il
FTSEMib ha subito uno scivolone del 4,7% a 20.613 punti, poco sopra al minimo di 20.551 punti. Il
FTSE Italia All Share è sceso del 4,47% a 21.255 punti. In rosso anche il
FTSE Italia Mid Cap (-3,67%) e il
FTSE Italia Star (-3,27%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 4,96 miliardi di euro, in forte aumento rispetto ai 2,09 miliardi di ieri. Su 334 titoli trattati, 308 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i rialzi sono stati solamente 20. Invariate le restanti sei azioni. L’
euro scende a 1,3 dollari, mentre l’
oro si riporta a quota 1.170 dollari.
I bancari sono stati i più colpiti dalle vendite, nonostante gli ottimi risultati trimestrali del colosso svizzero UBS. La stessa banca elvetica ha tagliato le stime sulle principali banche italiane, penalizzando maggiormente
Mediobanca (-4,9% a 6,7 euro). Intanto, i principali quotidiani di oggi hanno dato ampio risalto alla decisione della Consob di far convocare i consigli di amministrazione di
Unicredit (-7,45% a 1,851 euro),
IntesaSanpaolo (-7,21% a 2,3175 euro),
Monte dei Paschi di Siena (-4,39%), Popolare di Verona (gruppo Banco Popolare) e Bnl. L’organo di vigilanza del mercato azionario italiano ha sollecitato i cinque istituti a correggere le procedure di vendita dei prodotti finanziari. Spicca anche la pesante flessione del
Banco Popolare (-6,77% a 4,5475 euro).
Tra gli istituti maggiormente attivi nel
risparmio gestito spiccano i ribassi di
Mediolanum e di
Azimut, che hanno perso rispettivamente il 5,51% e il 5,17%.
I petroliferi non si sono salvati dalle vendite.
Eni è scesa del 3,15% a 16,28 euro. In rosso anche
Saipem (-2,92% a 27,31 euro) e
Tenaris (-3,57% a 14,86 euro). Ribassi per
Erg (-2,27% a 10,33 euro) e
Saras (-6,06% a 1,72 euro).
Enel ha registrato una flessione dell’1,26% a 3,91 euro. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, il piano per lo sviluppo dell’energia nucleare allo studio del colosso elettrico italiano prevede investimenti per 20 miliardi di euro.
Snam Rete Gas (-1,79%) e
Terna (-0,65%) hanno limitato a stento i danni.
Male gli assicurativi. Il numero uno dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), Fabio Cerchiai, ha dichiarato che il settore assicurativo italiano non ha un’esposizione consistente nei confronti della Grecia.
Generali ha segnato un ribasso del 4,74% a 15,27 euro. I principali quotidiani finanziari hanno segnalato che la compagnia assicurativa triestina è diventata la prima azienda straniera in Cina nel settore Vita, potendo contare su una quota di mercato del 18,3%. Pesanti flessioni anche per
Fondiaria-Sai (-4,75%) e
Unipol (-5,18%). Ribassi nell’ordine del 3-4% per
Cattolica e
Milano Assicurazioni.
Tutti in rosso i telefonici.
Telecom Italia e
Tiscali hanno perso rispettivamente il 3,51% e il 3,35%. Neppure
FastWeb (-3,16%) è riuscita a limitare i danni.
Eutelia è rimasta sospesa dalle negoziazioni per l’intera giornata in attesa di un comunicato. Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore, la procura di Arezzo avrebbe chiesto lo stato di insolvenza per la compagnia telefonica.
Mediaset (-4,48% a 5,755 euro) guida il calo degli editoriali. I vertici della società hanno precisato che il gruppo non ha ancora preso una decisione in merito alla partecipazione alla gara per la gestione del Gratta&Vinci. Intanto, la Consob ha comunicato che il 29 aprile ABU Dhabi Investment Authority ha ridotto all’1,873% la partecipazione detenuta in Mediaset. In precedenza il fondo era accreditato del 2,042% del capitale del gruppo del Biscione. Performance decisamente negative anche per
Gruppo l’Espresso (-6,02%),
Mondadori (-4,44%) e
Seat (-5,04%).
Telecom Italia Media ha ceduto il 2,42%. La società ha chiuso il primo trimestre del 2010 con ricavi per 57,8 milioni di euro, in aumento del 18,1% rispetto ai 48,9 milioni dei primi tre mesi dello scorso esercizio. Il margine operativo lordo è tornato in positivo per 1,7 milioni di euro, mentre la perdita netta si è ridotta a 11,1 milioni di euro, rispetto al rosso di 16,6 milioni del primo trimestre del 2009.
Tra le altre società a maggiore capitalizzazione,
sotto i riflettori Fiat, che ha perso il 6,59% a 9,35 euro. Secondo quanto comunicato dal ministero dei Trasporti nello scorso mese di aprile, in Italia, sono state immatricolate poco meno di 160mila auto, con una contrazione del 15,65% rispetto allo stesso mese del 2009.
In difficoltà Fiat, che ha immatricolato poco più di 49mila vetture e ha quindi registrato un peggioramento del 26,2%. La sua quota di mercato è passata al 30,73% dal 31,27% di marzo. Balzo delle vendite di Chrysler. Ad aprile il partner statunitense di Fiat ha venduto 95,7 mila vetture, il 25% in più rispetto allo stesso mese del 2009. Male anche la holding
Exor (-6,94%). In rosso
Pirelli (-6,67% a 0,42 euro) e
Pirelli Real Estate (-2,4% a 0,448 euro). Oggi si sono riuniti i consigli di amministrazione delle due società per l’esame dei risultati del primo trimestre e del progetto di separazione delle attività immobiliari, che resteranno in capo a Pirelli Real Estate, da quelle industriali, che saranno gestite da Pirelli. Le attese degli analisti sui numeri di Pirelli indicano un fatturato di 1,18 miliardi di euro e un utile netto di 38,3 milioni. In attesa della diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Centrosim hanno tagliato il prezzo obiettivo su Pirelli, portandolo da 0,52 euro a 0,48 euro. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.
Stm è scesa del 5,14% a 6,735 euro. Sul titolo del gruppo italofrancese è arrivata la bocciatura di Cheuvreux, che ha tagliato a 6,7 euro il prezzo obiettivo e ha portato il giudizio ad “Underperform” (farà peggio del mercato). In precedenza Stm era nella lista dei titoli preferiti dalla banca d’affari, sulla base di una valutazione di 8,2 euro per azione.
Buzzi Unicem ha perso il 3,82% a 10,83 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 28 aprile Artio Global Management è diventato uno dei maggiori azionisti della società con una quota del 2,243% del capitale. La partecipazione è detenuta in gestione del risparmio.
Campari ha lasciato sul terreno l’1,35% a 7,67 euro. Il titolo è stato inserito nel portafoglio dei titoli preferiti di Mediobanca. Nello stesso portafoglio sono stati inseriti
Diasorin (-2,41%),
Interpump (-4,64%) e
Acea (-2,45%), che hanno preso il posto di
Astaldi (-5,52%),
Amplifon (-5,01%) e
Cairo Communication (-2,31%).
Parmalat ha registrato un calo dell’1,57% a 1,971 euro. La Consob ha comunicato che il 23 aprile il colosso svizzero UBS è diventato uno dei maggiori azionisti della società alimentare, con una quota del 3,745% del capitale. La Consob ha segnalato che lo 0,373% è senza voto e che UBS non possiede più una partecipazione potenziale rilevante in Parmalat, in quanto la percentuale della stessa si è ridotta allo 0,29%.
Valanga di segni meno anche tra le aziende a media capitalizzazione.
Piaggio ha perso il 3,41% a 2,34 euro. Nel mese di aprile la società motociclistica ha immatricolato 11,3mila veicoli, il 14,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2009. Di conseguenza, la quota di mercato è scesa al 26,8%, rispetto al 29,1% di marzo. Da inizio anno il calo delle immatricolazioni di Piaggio è stato del 9,2%. Performance peggiore per
Cofide (-6,98%).