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Vecchio 15-08-2010, 19:02   #71 (permalink)
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per tornare all'attentato dell'11 settembre 2001
ecco una nuova denuncia anticipata di un mese prima da parte di un giornalista investigativo

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Vecchio 20-08-2010, 19:22   #72 (permalink)
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Esiste invece una uniformità globalizzata di tecniche del potere.........
a l’11 settembre costituisce una cesura. La creazione di uno spettacolare e cruento evento scenografico che colpisce la popolazione di una città simbolo dell’Impero per giustificare la creazione di molteplici fronti di guerra imperiale.



da Gli Ultimi Dieci Anni

Gli Ultimi Dieci Anni Scritto da Cardinal Gardel 18 Agosto 2010
Il punto di vista che prenderò in considerazione è quello di un abitante di un paese industrializzato; uno che abita in Italia, come chi scrive, un tedesco, un americano. Quali sono gli eventi che più colpiscono di questi ultimi dieci anni? Questa lista è personale e non pretende di essere esaustiva.

Il primo. I fatti dell’undici settembre 2001 a New York. Noi siamo cresciuti con l’idea di essere diversi dai cinesi, dai russi, dagli africani o dai sudamericani. Loro non sono democrazie; questa espressione non ben definita significava almeno questo: “Le loro elite di governo pensano alla propria conservazione e non al benessere dei governati”. Noi siamo democrazie, il potere è esercitato in maniera decentemente trasparente e le elezioni di massa rendono possibile il cambiamento dei governanti. La maggiore ricchezza dei nostri sistemi democratici è un frutto di questo ordinamento politico. Per chi vuole capire, i fatti dell’11 settembre 2001 sono l’evento che simbolizza la fine di questa idea.

Non c’è differenza tra noi e loro. Esiste invece una uniformità globalizzata di tecniche del potere. La pratica della cosiddetta “democrazia” non costituisce una differenza. La democrazia è solo una particolare tecnica di costruzione della legittimità che una elite di governanti che controlla industria, credito, e media può usa con perizia. Tuttavia l’11 settembre costituisce una cesura. La creazione di uno spettacolare e cruento evento scenografico che colpisce la popolazione di una città simbolo dell’Impero per giustificare la creazione di molteplici fronti di guerra imperiale. E questo è accaduto senza che quasi nessuno degli uomini e delle donne che avevano o hanno visibilità mediatica denunciasse il crimine. Questo ci conduce al secondo punto di questa lista personale.

Il secondo.
L’avvento di Internet. L’accesso al sapere prima di Internet era fortemente limitato. Un uomo di formazione umanistica come chi scrive non avrebbe mai potuto intuire il Truffone prima di internet. Chi scrive chiama “il Truffone” la costruzione delle economie sulla base di strutture di debito “a la Ponzidove è decisivo il peso coercitivo di chi impone moneta e credito imperiale. Tuttavia questa possibilità di conoscenza non ha spostato di molto i complessi di credenze degli esseri umani di queste culture “democratiche”. La possibilità di comprensione del Truffone sembra essere un fenomeno incistato nelle rete e che non si ritrova nelle pratiche umane fuori da essa. Anzi, parlare fuori della rete del Truffone viene sentito dagli interlocutori “laici” come una forma di bizzarra ideazione paranoica. Un poco di sollievo provarono i “paranoici” nel 2008 quando la realtà extra-web sembrava realizzare le loro visioni e facili previsioni (uno schema Ponzi, per quanto grande, non regge). Un certo iniziale disorientamento generale ha ceduto il passo ad un ritorno all’abituale torpore, nonostante occasionali crisi strutturali.

Sembra che le masse, nonostante Internet, (o grazie a Internet?), siano divenute ancora più passive e manipolabili che in passato. Ovverosia, si mobilitano, scrivono (eccomi come esempio), pubblicano, ma su Internet, quindi non accade nulla fuori da Internet. Nella rete c’è il sesso virtuale, l’amicizia virtuale, la politica virtuale. Non si vedono mutamenti nelle strade, nelle piazze. Anzi la gente in giro è sempre meno; in genere si riversano nei centri commerciali per comprare, se possono, quello che c’è. La sensazione è che il controllo dei gestori del Truffone sia ferreo; nonostante le crepe del sistema, il sistema nei suoi elementi strutturali portanti tiene. Un fattore che può spiegare questo è l’attaccamento emotivo: il Truffone coi suoi corollari di teoria politica (la “democrazia”) è la nostra sicurezza, la nostra famiglia. Ci chiede di consumare, ci dice che c’è chi pensa al nostro benessere, ci dice che siamo liberi, ci libera dagli spettri del passato (religioni e ideologie), permette tutte le trasgressioni di norme tradizionali: cosa c’è di meglio del Truffone? Il suo punto debole è che l’essere umano, passivamente creato dal Truffone, prova un impressionante senso di vuoto e di mancanza di senso: le masse, soprattutto giovani registrano questo disagio esistenziale, ma non lo collegano al Truffone; il Truffone va bene, - pensa il giovane - è la modernità, ma io perché mi sento irreale?

Il terzo.
La scomparsa delle funzione critica degli intellettuali. Il Truffone viene forse giustamente sentito come inamovibile e irreformabile. Dove sono scrittori, cineasti, uomini di teatro, filosofi, comici che ci parlino dell’undici settembre? Dove sono I divulgatori del Truffone? Possibile che di tutti quelli che hanno una qualche visibilità extra-web non ci sia uno che prenda posizione sui temi cruciali? Perché non sfuggano di nuovo all’attenzione fugace e alla memoria di noi esseri ormai virtuali ricordiamo ancora i temi cruciali: verità sui fatti dell’11 settembre 2001, discussione sulle guerre imperiali in particolare le ultime in Iraq e Centro Asia, e prossime in Iran, sostenibilità del Truffone. Non so come si possa essere intellettuali in questa cultura e in questo periodo storico e non prendere in esame queste questioni.

Il quarto.
Il risveglio del mondo. La difficoltà di mantenere sostenibile il Truffone ha costretto gli inventori del capitalismo consumista in salsa ponzi a delocalizzare le produzioni in modo da importare bassi prezzi. Ciò ha impedito che gli alti tassi di interesse interni facessero saltare il sistema debito. Questo ha fatto risvegliare la produttività del mondo; si parla tanto di Cina, che ha una struttura demografica orrenda, di India, Brasile. Ogni realtà ha i suoi problemi peculiari, ma è evidente che tutto il mondo si sta risvegliando alla nostra versione della modernità. E’ difficile dire se sia un bene o un male, ma certamente in giro ci sono sempre più culture che possono fare concorrenza a un modello, quello imperiale americano post ’45 in salsa ponzi, che, almeno nella sua versione unilateralista, sembra proprio fallimentare.
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Vecchio 03-09-2010, 21:58   #73 (permalink)
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Il Think Tank governativo: «infiltrare i siti "cospirazionisti"»


camerondemosdi Paul Joseph Watson - PrisonPlanet.com,

Furibondo per il fatto che il coinvolgimento dello Stato nei maggiori attacchi terroristici sia stato rivelato al pubblico più ampio mai raggiunto prima attraverso internet, un think tank britannico strettamente legato a Downing Street ha fatto appello alle autorità affinché siano infiltrati i siti che trattano di cospirazioni nel tentativo di «incrementare la fiducia nel governo».

«Un rapporto pubblicato oggi da Demos, "The Power of Unreason" (trad. "Il potere dell'irrazionalità"), sostiene che la segretezza che circonda le indagini di eventi come gli attacchi di New York dell'11 settembre e gli attentati di Londra del 7 Luglio fornisce solo maggior peso alle accuse senza prove sul fatto che siano stati perpetrati "dall'interno"», riferisce il quotidiano londinese «Independent».

In altre parole, il fatto che lo schiacciante ammontare di prove indichi che tanto il 7 luglio quanto l'11/9 fossero in una maniera o nell'altra "inside jobs", e che un enorme numero di persone ne sia ora al corrente per via della crescente influenza di internet, sta ostacolando i tentativi di commettere altri atti terroristici, perciò il governo ha bisogno di cambiare la sua strategia.

Nel rapporto, Demos «raccomanda al governo di reagire infiltrando i siti internet che trattano queste teorie.» Uno degli strumenti che Demos già utilizza per "contrattaccare" rispetto alle teorie dei complotti consiste nell'etichettare chiunque sfidi la versione ufficiale del governo come un estremista o un reclutatore di terroristi.

La strategia rispecchia quella sostenuta dallo "zar" dell'informazione della Casa Bianca, Cass Sunstein, che in un "libro bianco" del 2008 faceva appello affinché i siti web che trattavano di complotti fossero infiltrati e indeboliti con lo scopo di ridurne l'influenza.
Nello stesso rapporto, Sunstein si appellava inoltre affinché fossero prese misure fiscali contro le teorie cospirazioniste (ossia ogni punto di vista che differisca dalla versione ufficiale) e per l'assoluto divieto di esprimersi liberamente su quanto sia disapprovato dalle autorità.

Quel che Demos e Sunstein stanno auspicando è la classica infiltrazione stile "provocateur" - aggiornata al XXI secolo - venuta alla ribalta durante gli anni del Cointelpro, un programmma FBI del periodo 1956-1971 volto a intralciare, marginalizzare e neutralizzare i dissidenti politici, spesso con l'uso di metodi illegali.

Il fatto che i governi di ambedue le parti politiche siano stati continuamente scoperti a mentire in modo sistematico su tutto ciò che arrivava alla luce del sole, con la collaborazione obbediente dei grandi organi mediatici che hanno aiutato le autorità a insabbiare i propri misfatti, ha provocato un crollo totale della fiducia da parte della gente, un effetto che ora sta seriamente frustrando i tentativi dello Stato intesi a ottenere un consenso di riflesso, con milioni di persone che si ribellano al sistema attraverso la disobbedienza civile e la non-collaborazione in una miriade di modi diversi.


Questo è il motivo per cui Demos, un organo delle autorità britanniche, si accalora affinché si infiltrino i "siti cospirazionisti" - cioè i gruppi di persone che trasmettono la verità - per cercare di "aumentare la fiducia" in un governo che ha perso tutta la sua credibilità.

Come abbiamo documentato, i governi di tutto il mondo, specialmente quello USA e quello israeliano, già impiegano squadre di agenti il cui unico compito è quello di infiltrare e sovvertire i siti web che pubblicano la verità sulla corruzione e le atrocità dei governi.

Demos è un'avanguardia della rete Common Purpose, un gruppo che il capitano di corvetta Brian Gerrish ha descritto come un giocatore chiave per far avanzare il ruolo della Gran Bretagna nel nuovo ordine mondiale. Julia Middleton, la responsabile di Common Purpose, siede nel comitato consultivo di Demos.

Demos è stata fondata nel 1993 dai marxisti Martin Jacques e Geoff Mulgan, ed è stata vista collaborare strettamente con il governo laburista di Tony Blair. Mulgan iniziò a lavorare a Downing Street nel 1997.

Anche l'attuale primo ministro britannico David Cameron collabora strettamente con Demos e ha pronunciato dei discorsi agli eventi del gruppo. Demos ha abitualmente operato come piattaforma degli elitisti che desiderano alterare drasticamente gli assetti sociali, abolire le libertà, e sacrificare la sovranità britannica prefiggendosi un governo globale.

Il 9 Agosto 2006 il ministro degli Interni britannico John Reid, un altro ex marxista, tenne un discorso a una conferenza Demos nel quale sostenne che i britannici «dovrebbero modificare la loro nozione di libertà», lamentando che la libertà è «usata in modo distorto e abusata dai terroristi».

demoslogotypeDi Demos sono sono partner svariate altre organizzazioni globaliste dal governo all'industria, tra cui l'IBM, il Carnegie United Kingdom Trust e la Shell International. Il logo dell'organizzazione contiene un "occhio che tutto vede" all'interno della grafica.

Sebbene il gruppo si ponga come un think tank indipendente, Demos è poco più di un'azienda di pubbliche relazioni del governo e dei servizi di sicurezza britannici. Il suo tentativo di demonizzare le teorie sulle cospirazioni per «aumentare la fiducia nel governo» è un evidente stratagemma volto a eseguire gli ordini dei suoi padroni, demonizzando chiunque contesti uno Stato corrotto e bugiardo e le sue infami attività come un estremista e un potenziale terrorista interno - contribuendo a quel processo di normalizzazione che cerca di schiacciare la libertà di parola in internet.



Fonte: www.prisonplanet.com/government-thi...y-websites.html

Traduzione per Megachip a cura di Cipriano Tulli e Tziu Treccole.
tontolina non è connesso  
Vecchio 03-09-2010, 22:05   #74 (permalink)
mostromarino
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Originalmente inviato da tontolina Visualizza messaggio

Il Think Tank governativo: «infiltrare i siti "cospirazionisti"»


Questo è il motivo per cui Demos, un organo delle autorità britanniche, si accalora affinché si infiltrino i "siti cospirazionisti" - cioè i gruppi di persone che trasmettono la verità - per cercare di "aumentare la fiducia" in un governo che ha perso tutta la sua credibilità.



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