Home Page di InvestireOggi
Le ultime
NEWS
FINANZIARIE
Quotazioni e Grafici E.o.D. Real Time
FTSE Mib
13.057
-50.5

Rispondi
 
Strumenti discussione Cerca in questa discussione
Vecchio 23-10-2011, 10:12   #1 (permalink)
la casa non fallisce
 
L'avatar di porchetto
 
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 2,664
Riflessione su una domanda al Negus

copio da un blog di finanzia.com (intermarket & more La Grecia è fallita, andate in pace | IntermarketAndMore ) parla della crisi greca e dei risvolti che si possono avere sulle banche con ricapitalizzazioni necessarie dell'ordine di decine di miliardi di €

"Anche perché c’è poi una questione che ormai è assolutamente indispensabile che cambierà le carte in tavola: l’haircut, ovvero il taglio del nominale del debito. All’inizio si prevedeva un taglio del 21%. Ma e’ decisamente insufficiente. Addirittura la proposta del taglio del 50% sembra ancora non sufficiente ed ecco che si arriva a quella che potrebbe essere una proposta relativamente valida per poter rimettere in sesto i conti e tentare la ripartenza: un haircut del 60% che porterebbe il debito sotto il 110% nel 2020.
Facile a dirsi, onerosissimo a farsi, anche perché un tale haircut porterà a danni notevoli al sistema finanziario internazionale, in primis le banche.
Con l’occasione ho provato a giocare con il software Thompson Reuters segnalato nel post sugli STRESS TEST
(questo è il software) e ho fatto un bel test sul sistema bancario europeo. Ho ipotizzato un core tier 1 al 9% come previsto, un haircut di Grecia pari al 60%, Portogallo pari al 20%, Spagna pari allo 0%, Italia pari all’11% ed Irlanda pari al 16%."



ok per l'hair cut della Grecia, ma gli altri eventuali haircut ipotizzati, mi sembrano ipotesi di scuola, anche sballate, che senso ha fare un haircut al debito italiano dell'11%?, quando questo risultato potrebbe essere facilmente raggiunto con una patrimoniale (soluzione che personalmente aborrisco) senza causare danni reputazionali che costerebbero ben di più.

con un taglio del 10% l'italia o del 20% il portogallo sarebbero poi in grado di rimanere fuori dai mercati almeno dieci anni?


Questa mi sembra la questione cruciale da vautare nell'investimento in perpetue (argomento che mi tocca pesantemente), ovvero se le banche possono assorbire l'urto di una ristrutturazione del debito sovrano europeo.



Solo una ristrutturazione del debito sovrano o la fai per importi importanti e decisivi o non la fai, la Grecia insegna al 21% la ristrutturazione non è andata in porto perchè evidentemente non risolutiva, non è che se ne fanno due.



Una questione che è stata sollevata al meeting con una interessante domanda al Negus
"Non è che tutta la pantomima nell'affrontare il debito sovrano europeo, che genera incertezza sui mercati, è voluta affinchè i governi dei paesi periferici possano mettere mano a riforme strutturali?" (leggi solo ad esempio la lettera riservata della BCE al geverno Italiano che chiedeva riforme dell'articolo 18, poi pubblicata)

Risposta del Negus "Si ma si rischia di creare un mostro"


Per quanto riguarda la Grecia ho idea che i contraddittori comportamenti delle autorità europee servano porprio a far scendere i titoli sotto all'hair cut sostenibile in modo che poi l'offerta di scambio con titoli tagliati al 60% (mia ipotesi) possa vedere l'adesione volontaria di quasi tutti i sottoscrittori, senza un default conclamato.
Nel frattempo si erogano gli aiuti (poca roba) per far pagare le cedole sino a quando chi deve uscire dalla Grecia ha fatto in tempo ad uscire.

Se il problema è solo questo penso che non ci dovrebbero essere nazionalizzazioni per le banche, le necessità di ricapitalizzazione tutto sommato, a parte casi eccezionali, sostenibili anche dal mercato e avanti così.
porchetto non è connesso   Rispondi citando
Avviso pubblicitario - i seguenti Banner Pubblicitari permettono al sito di offrirvi il consueto, alto standard qualitativo.
 
Vecchio 23-10-2011, 10:29   #2 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di hellboy
 
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 779
riflessioni interessanti
aggiungo che l'area euro è stata creata con una procedura di ingresso e nessuna di uscita per paesi come la Grecia
personalmente ritengo interessante la creazione di un euro2 per aree economiche e non politiche.
( il centro e il nord italia hanno sostenibilità di euro1 mentre il sud dell'euro2 )
inoltre sono convinto dell'utilità degli eurobond.
hellboy non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 23-10-2011, 10:36   #3 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di tommy271
 
Data registrazione: Jan 2009
Località: Milanese
Messaggi: 39,133
Citazione:
Originalmente inviato da porchetto Visualizza messaggio
copio da un blog di finanzia.com (intermarket & more La Grecia è fallita, andate in pace | IntermarketAndMore ) parla della crisi greca e dei risvolti che si possono avere sulle banche con ricapitalizzazioni necessarie dell'ordine di decine di miliardi di €

"Anche perché c’è poi una questione che ormai è assolutamente indispensabile che cambierà le carte in tavola: l’haircut, ovvero il taglio del nominale del debito. All’inizio si prevedeva un taglio del 21%. Ma e’ decisamente insufficiente. Addirittura la proposta del taglio del 50% sembra ancora non sufficiente ed ecco che si arriva a quella che potrebbe essere una proposta relativamente valida per poter rimettere in sesto i conti e tentare la ripartenza: un haircut del 60% che porterebbe il debito sotto il 110% nel 2020.
Facile a dirsi, onerosissimo a farsi, anche perché un tale haircut porterà a danni notevoli al sistema finanziario internazionale, in primis le banche.
Con l’occasione ho provato a giocare con il software Thompson Reuters segnalato nel post sugli STRESS TEST
(questo è il software) e ho fatto un bel test sul sistema bancario europeo. Ho ipotizzato un core tier 1 al 9% come previsto, un haircut di Grecia pari al 60%, Portogallo pari al 20%, Spagna pari allo 0%, Italia pari all’11% ed Irlanda pari al 16%."



ok per l'hair cut della Grecia, ma gli altri eventuali haircut ipotizzati, mi sembrano ipotesi di scuola, anche sballate, che senso ha fare un haircut al debito italiano dell'11%?, quando questo risultato potrebbe essere facilmente raggiunto con una patrimoniale (soluzione che personalmente aborrisco) senza causare danni reputazionali che costerebbero ben di più.

con un taglio del 10% l'italia o del 20% il portogallo sarebbero poi in grado di rimanere fuori dai mercati almeno dieci anni?


Questa mi sembra la questione cruciale da vautare nell'investimento in perpetue (argomento che mi tocca pesantemente), ovvero se le banche possono assorbire l'urto di una ristrutturazione del debito sovrano europeo.



Solo una ristrutturazione del debito sovrano o la fai per importi importanti e decisivi o non la fai, la Grecia insegna al 21% la ristrutturazione non è andata in porto perchè evidentemente non risolutiva, non è che se ne fanno due.



Una questione che è stata sollevata al meeting con una interessante domanda al Negus
"Non è che tutta la pantomima nell'affrontare il debito sovrano europeo, che genera incertezza sui mercati, è voluta affinchè i governi dei paesi periferici possano mettere mano a riforme strutturali?" (leggi solo ad esempio la lettera riservata della BCE al geverno Italiano che chiedeva riforme dell'articolo 18, poi pubblicata)

Risposta del Negus "Si ma si rischia di creare un mostro"


Per quanto riguarda la Grecia ho idea che i contraddittori comportamenti delle autorità europee servano porprio a far scendere i titoli sotto all'hair cut sostenibile in modo che poi l'offerta di scambio con titoli tagliati al 60% (mia ipotesi) possa vedere l'adesione volontaria di quasi tutti i sottoscrittori, senza un default conclamato.
Nel frattempo si erogano gli aiuti (poca roba) per far pagare le cedole sino a quando chi deve uscire dalla Grecia ha fatto in tempo ad uscire.

Se il problema è solo questo penso che non ci dovrebbero essere nazionalizzazioni per le banche, le necessità di ricapitalizzazione tutto sommato, a parte casi eccezionali, sostenibili anche dal mercato e avanti così.
Il taglio del 21% non è andato in porto poichè nel frattempo i dati macroeconomici si sono deteriorati molto velocemente, più del previsto.
Le politiche della Troika hanno incoraggiato un avvitamento della recessione, la contrazione del PIL inizialmente prevista al 3,5% si porterà quest'anno verso il 5,5%.
Le previsioni sono state quindi rivedute.

Attualmente in Europa le nazioni maggiori sono governate da partiti conservatori, le politiche di bilancio riassumono l'indirizzo ideologico di queste forze.
tommy271 non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 23-10-2011, 20:14   #4 (permalink)
la casa non fallisce
 
L'avatar di porchetto
 
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 2,664
Citazione:
Originalmente inviato da hellboy Visualizza messaggio
riflessioni interessanti
aggiungo che l'area euro è stata creata con una procedura di ingresso e nessuna di uscita per paesi come la Grecia
personalmente ritengo interessante la creazione di un euro2 per aree economiche e non politiche.
( il centro e il nord italia hanno sostenibilità di euro1 mentre il sud dell'euro2 )
inoltre sono convinto dell'utilità degli eurobond.

Grazie Hellboy
apprezzo molto anceh i tuoi interventi su tematiche immobiliari.


per quanto riguarda questo tema mi solleciti a evidenziare come necessariamente ci deve essere un principe per una moneta.

Nell'impero romano sul verso del sesterzio era infatti effigiato l'imperatore, ora con l'euro passiamo dal Re del Belgio alla Regina Olandese, all'inquietante aquila tedesca, all'uomo vitruviano di Leonardo, fino alla sfigata civetta greca.

Già in passato Cavour unì marenghi e scudi, ma il principe era il Re Vittorio Emanuele che batteva moneta, riscuoteva gabelle e decideva dove spendere le finanze del regno se costruire un ospedale a Reggio Calabria o a Pinerolo.

Nella costruzione dell'europa si è realizzata l'unità monetaria, rinunciando alla sovranità monetaria, e quindi alla possibilità di battere moneta e di far correre l'inflazione, delegando alla BCE, che finora ha seguito la politica dei tedeschi, il controllo dei tassi di cambio e della quantità di moneta circolante.
A fronte di questo non esiste però un potere politico unitario che può decidere di imporre tasse ed effettuare investimenti.

L'unione monetaria italiana realizzata 150 anni fa ha funzionato anche se venivano unite regioni con potenzialità assolutamente diverse come Lombardia e Calabria, perchè la guida politica era unica, si riscuotevano le stesse tasse e le risorse venivano investite dove decideva il potere politico unitario, non entro nel merito ma nella sostanza ceh permetteva di far funzionare il sistema monetario.

Se invece mettiamo insieme tedeschi e greci ma non mettiamo un unico principe a governarli, può succedere che qualcuno trucchi i conti.
Questo ci dimostra come il cavallo di battaglia della Lega, il federalismo fiscale sia un altra costruzione che difficilmente può funzionare.
porchetto non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 24-10-2011, 09:41   #5 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di hellboy
 
Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 779
altro aspetto da sottolineare è il comportamento della BCE che tiene i tassi troppo alti privilegiando il controllo dell'inflazione che fa comodo alla germania e penalizzando la crescita che invece farebbe comodo all'italia
abbassando i tassi.

Counque visti ieri sera i sorrisi scandalosi di Sarkozy che si è tirato dietro quelli della Merkel alla domanda su erlusconi penso che in europa siamo alla frutta

Bruxelles, una domanda su Berlusconi: Merkel e Sarkozy ridono | tiscali.notizie

non sono mai stato tenero con Berlusconi politico, ma se questi due non vengono mandati a casa l'europa finirà male.
hellboy non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 24-10-2011, 09:51   #6 (permalink)
Wake up! Stop the chinese
 
L'avatar di storm
 
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 3,765
Porchetto come fai a dire che una patrimoniale di 200 miliardi pari ad un haircut dell'11% sia facile da applicare?
Tu personalmente che sei molto esposto in immobili avresti denaro liquido per pagarla o dovresti vendere titoli e case per farlo?
__________________
- Il tempo tutto toglie e tutto dà; ogni cosa si muta, nulla s'annichila.
storm non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 24-10-2011, 10:42   #7 (permalink)
Utente Senior
 
Data registrazione: Feb 2010
Messaggi: 331
Citazione:
Originalmente inviato da storm Visualizza messaggio
Porchetto come fai a dire che una patrimoniale di 200 miliardi pari ad un haircut dell'11% sia facile da applicare?
Tu personalmente che sei molto esposto in immobili avresti denaro liquido per pagarla o dovresti vendere titoli e case per farlo?

Aggiungiamoci pure che una qualsiasi patrimoniale darebbe ossigeno
ai politici per evitare riforme strutturali e tagli alla politica facendo lo stesso percorso greco.
L' europa ci chiede di fare riforme non procastinabili adeguando il
nostro "walfare" al loro.
canzian non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 24-10-2011, 10:53   #8 (permalink)
Utente Senior
 
L'avatar di discipline
 
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 2,443
Citazione:
Originalmente inviato da canzian Visualizza messaggio
Aggiungiamoci pure che una qualsiasi patrimoniale darebbe ossigeno
ai politici per evitare riforme strutturali e tagli alla politica facendo lo stesso percorso greco.

L' europa ci chiede di fare riforme non procastinabili adeguando il
nostro "walfare" al loro.
Non sapendo o volendo come tapparne i buchi, la cosa più semplice è versare altra acqua nel colabrodo.
discipline non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 24-10-2011, 12:17   #9 (permalink)
Utente Senior
 
Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 390
Citazione:
Originalmente inviato da canzian Visualizza messaggio
....

L' europa ci chiede di fare riforme non procastinabili adeguando il
nostro "walfare" al loro.
Magari!!!
Equiparare il nostro Welfare al loro ( di chi, poi?) ci costerebbe di più di quanto ci costi ora : il fatto è che il nostro è sbilanciato tutto a favore degli attuali pensionati (e pensionandi prossimi futuri pensionati) a svantaggio dei pensionandi più lontani nel tempo, nonchè per casse integrazioni, straordinarie ecc che escludono tanti dip di piccole aziende a favore di quelli delle grandi.
O per meglio dire aiutano di più le grandi aziende che le piccole

Per tutto il resto non rimane granchè, purtroppo.

Ultima modifica di ZYGMUNT : 24-10-2011 alle ore 12:18.
ZYGMUNT non è connesso   Rispondi citando
Rispondi

Segnalibri

« Discussione precedente | Nuova discussione »

Utenti attualmente attivi che stanno leggendo questa discussione: 1 (0 utenti e 1 ospiti)
 
Strumenti discussione Cerca in questa discussione
Cerca in questa discussione:

Ricerca avanzata

Regole messaggi
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato
Trackbacks are Attivato
Pingbacks are Attivato
Refbacks are Disattivato


Discussioni simili
Discussione Autore discussione Forum Risposte Ultimo messaggio
E' una giornata strana oggi... patatina 77 L'Isola dei Forumers 10 21-10-2011 15:33
Commento di chiusura
SPOSATI:SE TROVERAI UNA BUONA MOGLiE SARAI FELICE,SE NE TROVERAI UNA.....
olly® Piazza Affari 304 16-10-2011 21:25
una questione di privacy da'zamb Tutela Legale, di persona e patrimonio 0 09-10-2011 16:18
riflessione... Commendator La mò L'Isola dei Forumers 8 21-04-2006 00:20
riflessione megano Piazza Affari 10 09-10-2002 12:47


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 19:51.


vBulletin®
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Content Relevant URLs by vBSEO 3.6.0
(C) Copyright InvestireOggi 2000-2010