28-10-2011, 15:30
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Renzo Bossi
Renzo Bossi prende più di un governatore Usa
in Primo Piano
di Gioia Lomazzo
Roberto Cota, lo ricorda Gian Antonio Stella, continua a dire che è stato eletto. Ma il punto, scrive l’autore de La Casta sul Corriere, non è mica quello. Perché la parabola di Renzo Bossi, dalle bocciature a scuola fino allo stipendione da 150mila euro portato a casa da consigliere lombardo è la dimostrazione che in Italia la politica costa troppo:
Si potrà dire che ciò vale anche per tutti gli altri figli di papà raccomandati ed eletti in Parlamento, per anni sbertucciati dalla Lega Nord ai tempi in cui si presentava come un partito «diverso». Nella prima e nella seconda Repubblica. Ma la cosa più interessante è come Cota si sia precipitato a cambiare discorso stando accuratamente alla larga dal punto centrale: è «normale» che il figlio di Umberto Bossi guadagni da consigliere regionale della Lombardia come tre governatori americani messi insieme? Questo è il punto: con 150.660 euro netti l’anno, il giovanotto ha una busta paga (la ricerca è del professor Antonio Merlo, della University of Pennsylvania) pari a quelle di Paul LePage, (governatore del Maine: 52.801 euro lordi), John Hickenlooper (governatore del Colorado: 67.888) e Mike Beebe (governatore dell’Arkansas: 65.890) messi insieme. Stipendio complessivo dei tre americani: 186.579 euro. Tolte le tasse, siamo lì.
Certo, vale per tutti i consiglieri, quelli di destra, di centro, di sinistra, bianchi, rossi, verdi e gialli e non solo per il figlio del Senatur:
Lui fa più notizia perché è stato pluri-ripetente alla maturità, si porta dietro il soprannome di «Trota» in seguito a una battuta paterna e su Internet va avanti damesi un tormentone sull’università (quale? dove? quanti esami ha fatto?) alla quale sarebbe iscritto. Ma vale per tutti, dalla «igienista mentale» del Cavaliere Nicole Minetti ai dipietristi, dai democratici ai «pensionati». Cosa cambia, nello scandalo? Non parliamo dei «soliti» calabresi, dei «soliti» siciliani, dei «soliti» romani che calcolano la pensione dei loro consiglieri regionali usando nel parametro addirittura (vergogna) la diaria.
Parliamo della Regione che si picca di essere la locomotiva d’Italia e di ospitare la «capitale morale» del Paese:
È normale che un consigliere regionale lombardo prenda mediamente, al netto, il triplo di un «collega» della California, che se fosse autonoma avrebbe tre volte e mezzo la popolazione della Lombardia e sarebbe come Pil al 7˚posto mondiale? Perché così è. Un deputato al Parlamento californiano guadagna 66.000 euro lordi l’anno. Tolte le tasse, fate voi i conti. Ripete lo stesso Cota, insieme a tutti gli altri, che occorre «tagliare i costi della politica». Quando? Quando? Quando?
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