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Vecchio 03-09-2010, 12:27   #1 (permalink)
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Qualcuno informi Bersani

Da Draghi,quello della Banca D'Italia:"La ripresa si diffonde in Italia"..............Avvertite Bersani,e chi la pensa come lui,che poi fanno brutta figura,oltre a fare gli uccelli del malo augurio.

Fatti e non chiacchere.....
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Vecchio 03-09-2010, 12:30   #2 (permalink)
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Da Draghi,quello della Banca D'Italia:"La ripresa si diffonde in Italia"..............Avvertite Bersani,e chi la pensa come lui,che poi fanno brutta figura,oltre a fare gli uccelli del malo augurio.

Fatti e non chiacchere.....

oh ma bentornato Caos !!
fatti e non chiacchiere ... ottimo!

ti spiace allora rispondermi nel post dove chiedo dei contratti con Gheddafi?
http://www.investireoggi.it/forum/be...ml#post1727382

che di chiacchiere ce ne son tante troppe
e di cifre , e di fatti , troppo pochi




grazie in anticipo !!
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ma che fatica però

Ultima modifica di f4f : 03-09-2010 alle ore 12:41. Motivo: aggiunto link per agevolare risposta
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Vecchio 03-09-2010, 12:39   #3 (permalink)
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Vecchio 03-09-2010, 12:41   #4 (permalink)
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oh ma bentornato Caos !!
fatti e non chiacchiere ... ottimo!

ti spiace allora rispondermi nel post dove chiedo dei contratti con Gheddafi?
che di chiacchiere ce ne son tante troppe
e di cifre , e di fatti , troppo pochi

grazie in anticipo !!
Penso di averti risposto,per quello che penso e posso,come pure hanno risposto tutti in Italia,ma vedo che .................Cheddafi? ed il suo esibizionismo?........,prendere di Lui la parte migliore,il resto è buono per farLo criticare........altrimenti cosa resterebbe per farlo........ma criticare sempre finisce che non serve più a nulla............oramai l'opposizione è considerata come AL LUPO........AL LUPO.

Per i numeri,devi andare al Ministero degli Esteri e quello del Commercio,e poi se son rose fioriranno,ma non chiedermi cose inutili,che mi farebbero perdere tempo,e che poi non serve a nulla,ma non hai ancora capito che in politica si vince solo se ai più va bene???????La politica che va bene per tutti non l'hanno ancora inventata........
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Vecchio 03-09-2010, 12:52   #5 (permalink)
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Penso di averti risposto,per quello che penso e posso,come pure hanno risposto tutti in Italia,ma vedo che .................Cheddafi? ed il suo esibizionismo?........,prendere di Lui la parte migliore,il resto è buono per farLo criticare........altrimenti cosa resterebbe per farlo........ma criticare sempre finisce che non serve più a nulla............oramai l'opposizione è considerata come AL LUPO........AL LUPO.

Per i numeri,devi andare al Ministero degli Esteri e quello del Commercio,e poi se son rose fioriranno,ma non chiedermi cose inutili,che mi farebbero perdere tempo,e che poi non serve a nulla,

ma non hai ancora capito che in politica si vince solo se ai più va bene?????


i fatti non sono cose inutili
tu dici che ci sono contratti : lo sai o te lo hanno detto al TG ?
ma si vince se convinco la gente e non coi fatti ...

propaganda e non fatti allora

così vince chi chiacchiera meglio





ad esempio
perchè è venuto G in Italia:
per nuovi contratti, di cui non ho ade adesso alcuna prova, anzi credo si stiano sbandierando quelli vecchi ( di cui ho dettagliato l'iter economico finanziario .... )
o per festeggiare ??
o per altro ?'


Amazzoni, cavalli e tenda beduina Muammar Gheddafi torna a Roma - Corriere Roma


cena con Berlusconi per il secondo anniversario del trattato di amicizia Libia-Italia

qui , dei tuoi contratti, nada






scusa se ti facciom 'perdere tempo' coi fatti .... mentre tu sei qui per altro

ma pensavo tu volessi
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Vecchio 03-09-2010, 13:29   #6 (permalink)
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Ti metto quì i fatti tra L'Italia e la Libia,vedi tu quali vanno bene e quali sono da buttare?.

Comunque non per fartelo notare,la discussione parlava di ripresa economica e di quello che ha detto Draghi.

Capisco che l'opposizione è in corsa contro il tempo,destinata a perdere,e capisco pure,che umanamente,è giusto sopportare alcune critiche,veritiere o meno che siano.

Rapporti politici
I legami storici, la vicinanza geografica, l’intenso dialogo politico e il partenariato energetico rendono prioritario e strategico per la politica estera dell’Italia il rapporto bilaterale con la Libia. Il nostro Paese ha costantemente sostenuto Tripoli nel processo di progressiva normalizzazione dei rapporti con l’Occidente (revoca dell’embargo ONU nel 2003 e avvio del negoziato per la conclusione di un Accordo Quadro con l’Unione Europea nel 2008) e rappresenta ancora oggi per la Libia il principale Paese di riferimento.
Il 30 agosto 2008 il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Leader libico Gheddafi hanno firmato a Bengasi il Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione, entrato in vigore il 2 marzo 2009.Il Trattato di Amicizia persegue l’obiettivo della chiusura definitiva del “capitolo del passato” e traccia le linee di una nuova fase delle relazioni italo-libiche, basata sul rispetto reciproco, la pari dignità e su un rapporto paritario e bilanciato, caratterizzato da un forte e ampio partenariato politico, economico e in tutti gli altri settori di collaborazione.
Significativi momenti di consolidamento di tale nuova fase delle relazioni con la Libia sono state la prima visita in Italia del Colonnello Gheddafi (10-13 giugno 2009), in occasione della quale sono state firmate alcune importanti Intese bilaterali, e la visita a Tripoli del Presidente del Consiglio, il 30 agosto 2009, in occasione delle celebrazioni della prima Giornata dell’Amicizia italo-libica, istituita dallo stesso Trattato di Amicizia.
Numerosi sono i settori di collaborazione bilaterale già da tempo sviluppati, tra i quali spicca quello della non proliferazione delle armi di distruzione di massa: la rinuncia della Libia a tale tipologia di armamenti ha rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso politico, intrapreso dalle Autorità di Tripoli con il sostegno e il pieno incoraggiamento dell’Italia. Il nostro Paese, in particolare, ha appoggiato la richiesta della Libia di aderire alla Convenzione per la messa al bando delle Armi Chimiche. Analogo sostegno è stato offerto dall’Italia in materia di Controllo delle Tecnologie Missilistiche, nonché per consentire l’adeguamento della normativa libica agli standard previsti dal regime di non proliferazione missilistica, in particolare nel settore del controllo dell’import-export di tecnologie e materiali sensibili.
Altrettanto rilevante è la collaborazione bilaterale in atto nel settore della lotta all’immigrazione clandestina e al traffico di esseri umani. Negli ultimi anni la rotta libica si è affermata come la principale direttrice per l’afflusso di immigrati irregolari che giungono sulle coste italiane. L’Accordo bilaterale del dicembre 2000 in materia di lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina, perfezionato con successive intese tecniche di carattere operativo, costituisce il quadro giuridico di riferimento, che ha consentito di instaurare tra i Ministeri dell’Interno dei due Paesi una fattiva ed efficace collaborazione, che ha condotto a un drastico calo degli sbarchi di immigrati irregolari sulle coste italiane.
Rapporti economici
L’Italia rappresenta il principale partner economico della Libia. Particolarmente rilevante nel quadro dei rapporti economici bilaterali è il ruolo ricoperto dal settore energetico: la Libia si colloca rispettivamente al primo e al terzo posto tra i nostri fornitori di petrolio e gas naturale; l’Italia è il primo acquirente del greggio libico; gli idrocarburi rappresentano circa il 99% delle importazioni italiane dalla Libia.

Sul dato complessivo dell’interscambio, come su tutte le principali variabili economico-commerciali libiche, influiscono in maniera determinante le fluttuazioni del prezzo del greggio. Nel 2009, a seguito del calo dei prezzi degli idrocarburi, il valore dell’interscambio italo-libico si è, infatti, contratto di poco meno della metà rispetto al 2008, attestandosi intorno agli 11 miliardi €. Diretto è stato il riflesso di tale contrazione sul tradizionale disavanzo, per l’Italia, della bilancia commerciale con la Libia, ridottosi nel 2009 a 6,3 miliardi €, rispetto ai circa 14,7 miliardi € del 2008.
Per quanto concerne le esportazioni italiane verso la Libia, la voce principale è costituita dai prodotti petroliferi raffinati (oltre il 28% del totale), seguita dai macchinari di varia tipologia (circa il 22% del totale). Nel 2009 il valore complessivo delle nostre esportazioni verso la Libia si è attestato a circa 2,1 miliardi €, con una contrazione del 17,8% circa rispetto al 2008.
Relazioni culturali, scientifiche e tecnologiche
Prestigiosa e consolidata è la presenza italiana in Libia nel settore culturale, scientifico e tecnologico, realizzata dall’Ambasciata d’Italia attraverso l’Istituto Italiano di Cultura di Tripoli, che organizza un intenso programma di attività, di eventi e di manifestazioni e coordina l’insegnamento della lingua italiana nel Paese (garantito attraverso corsi presso lo stesso IIC e in alcuni atenei libici).
Particolarmente caratterizzante è la presenza in Libia, in alcuni casi da molti anni, di numerose missioni archeologiche co-finanziate dalla Farnesina, attive nei più importanti siti del Paese e particolarmente apprezzate dalle Autorità di Tripoli per l’alto valore scientifico delle attività svolte, che hanno contribuito in maniera significativa alla valorizzazione del ricco patrimonio archeologico e storico-artistico libico.
Di grande rilievo anche l’attività di cooperazione in ambito scientifico e tecnologico, particolarmente rilevante nei settori sanitario (riabilitazione e sostengo allo sviluppo organizzativo del Centro Ortopedico di Bengasi) e agro-alimentare (creazione di un Centro di ricerca e sperimentazione agricola vicino Tobruk e di un Centro di Ricerca e Sperimentazione applicata alla zootecnia e alla foraggiatura nei pressi di Sirte).



E ancora,per il gusto di conoscenza.

Fino al 2006 la Libia era sottoposta a sanzioni da parte della comunità internazionale, sanzioni che comportavano anche il blocco degli investimenti esteri. L’Italia, comunque, aveva iniziato a collaborare con Tripoli prima ancora che le Nazioni Unite abrogassero tali sanzioni, nel 2006.
La Repubblica Popolare della Jamahiriya di Libia ha a disposizione riserve per 44 miliardi di barili di petrolio (che è anche di ottima qualità, possedendo una bassa percentuale di zolfo) e per 6,5 miliardi di tonnellate di gas. La produzione media quotidiana è di 1,9 milioni di barili di petrolio ed equivalente in gas, circa 100mila tonnellate all’anno. La presenza Eni, e quindi del capitale italiano, in questo settore strategico dell’economia libica (e italiana) è notevole. L’ente italiano estrae dal suolo libico circa 6 milioni di tonnellate di petrolio all’anno, corrispondente al 10% del totale della produzione petrolifera dell’azienda energetica nazionale italiana.


Nell’ambito di questa collaborazione, sono stati realizzati due importanti progetti, il gasdotto Italia-Libia (Green Stream) e gli impianti per la liquefazione del gas (LNG).
Il 7 ottobre 2004, a Mellitah a 85 km a ovest di Tripoli, venne inaugurato ‘Green Stream’, il gasdotto italo-libico realizzato da Eni. Erano presenti il premier Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi. La pipeline rientra nel Western Libya Gas Project (WLGP), che a sua volta è una joint-venture italo-libica tra Eni e la National Oil Corporation of Libya (NOC), che ha richiesto investimenti per un totale di 7 miliardi di euro, di cui 3,7 da parte di Eni.


‘Green Stream’ è il gasdotto sottomarino più lungo del Mediterraneo. Progettato dal 1999 e realizzato dalla Saipem, società Eni, ‘Green Stream’ è lungo 550 chilometri e oggi trasporta 8 miliardi di metri cubi di gas, e nel 2011 tale portata sarà elevata a 11 miliardi. Steso sul fondo del tratto di mare tra Lampedusa e Malta, giunge a Gela, in Sicilia, da dove il gas viene immesso nella rete nazionale. Il metano che alimenta la pipeline viene pompato dai giacimenti di Wafa, a 520 km a Sud Ovest di Tripoli e da quelli offshore di Bahr Essalam, a 120 km a Nord Ovest di Tripoli, nella zona dove è già in produzione un giacimento petrolifero sfruttato in joint-venture da NOC ed Eni. Anche Sabratha rientra nella cooperazione energetica italo-Libica. Infatti vi è stata attivata la prima piattaforma offshore per il gas, realizzata da un consorzio guidato dalla Ssipem, il cui gas, sempre destinato al mercato italiano, viene trattato dalla Snam (società Eni) nella stazione di Mellitah.


Oggi il gas libico copre il 12% del fabbisogno annuo dell’Italia, pari a 95 miliardi di metri cubi. Gli impianti per la liquefazione del gas realizzati da Eni in territorio libico saranno integrati in un sistema di trasporto e distribuzione del gas che include navi metaniere e impianti di rigassificazione che dovrebbero essere costruiti nel mezzogiorno d’Italia e in Sicilia dove, inoltre, si prevede la riqualificazione delle infrastrutture necessarie alle operazioni relative alle navi metaniere.
Essendo dirimpettai affacciati sulle coste del Mar Mediterraneo, Tripoli e Roma non possono che trovare estremamente utile, da entrambe le parti, cooperare nel settore degli idrocarburi; del gas naturale e soprattutto del petrolio (e quello libico è anche di ottima qualità).


Nel 2008, il governo Berlusconi decise di ampliare i rapporti economici con Tripoli, siglando un nuovo accordo fra Eni e la National Oil Company of Libya (NOC), secondo cui le concessioni in Libia di Eni verranno prorogate automaticamente per altri 25 anni, a fronte di un piano d’investimenti nel settore energetico libico, del valore di 28 miliardi di dollari US. Piano da attuarsi nell’arco di dieci anni. All’Ente energetico italiano viene assegnata un’area di 36mila kmq per compiere lavori d’esplorazione per nuovi giacimenti di petrolio e di gas. La quota dei ricavi spettanti a Eni sarà pari al 50% dei profitti.
Tali accordi commerciali giungono dopo una serie di altalene diplomatiche tra Roma e Tripoli. Solo con i viaggi del Premier Berlusconi in terra libica e le sue pubbliche scuse per i crimini commessi dagli italiani, durante il periodo coloniale, ai danni della popolazione libica, l’investimento di 5 miliardi di dollari per la costruzione o ricostruzione di opere infrastrutturali, come l’autostrada costiera libica, e la ratifica, avvenuta il 3 febbraio 2009 del Trattato “Amicizia, partenariato e cooperazione” tra Italia e Libia, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008, i rapporti italo-libici sembrano essersi stabilizzati. Sebbene a rischio di essere riavviate dall’attuale scontro sui visti tra Tripoli e Berna, che si è allargata a tutta l’Unione Europea, per volontà libica, ai paesi dell’area di Schenghen.


Difficile comprendere questa contesa; infatti, sebbene scaturita oltre 20 mesi fa dall’arresto di uno dei figli di Muammar Gheddafi, Hannibal, per presunti maltrattamenti verso degli impiegati svizzeri, resta difficile comprendere perché le autorità elvetiche abbiano deciso di inserire tra le ‘persone non grate’ ben 188 alti esponenti e dirigenti della Repubblica Popolare della Jamahiriya Libica, e come d’altronde quest’ultima abbia deciso di replicare rifiutando il visto d’entrata a tutti i cittadini dell’Europa comunitaria, di cui la confederazione elvetica non fa parte. Gli attriti sorti per il controllo del flusso migratorio tra Africa ed Europa, e l’appena acquisita garanzia energetica da parte della Svizzera, che ha stipulato un importante accordo per la fornitura di gas dall’Iran, potrebbero mettere in luce le ragioni profonde di ciò che emerge soltanto dalle notizie diffuse dai media.
AGI Energia

Ultima modifica di Caos : 03-09-2010 alle ore 14:09.
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Vecchio 03-09-2010, 14:11   #7 (permalink)
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Vecchio 03-09-2010, 14:14   #8 (permalink)
Nulla e' come appare.
 
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A proposito di bersani.......con che faccia fà la morale...AGLI ALTRI?????
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Vecchio 03-09-2010, 14:46   #9 (permalink)
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Ti metto quì i fatti tra L'Italia e la Libia,vedi tu quali vanno bene e quali sono da buttare?.

Comunque non per fartelo notare,la discussione parlava di ripresa economica e di quello che ha detto Draghi.

Capisco che l'opposizione è in corsa contro il tempo,destinata a perdere,e capisco pure,che umanamente,è giusto sopportare alcune critiche,veritiere o meno che siano.

Rapporti politici
I legami storici, la vicinanza geografica, l’intenso dialogo politico e il partenariato energetico rendono prioritario e strategico per la politica estera dell’Italia il rapporto bilaterale con la Libia. Il nostro Paese ha costantemente sostenuto Tripoli nel processo di progressiva normalizzazione dei rapporti con l’Occidente (revoca dell’embargo ONU nel 2003 e avvio del negoziato per la conclusione di un Accordo Quadro con l’Unione Europea nel 2008) e rappresenta ancora oggi per la Libia il principale Paese di riferimento.

... omisiss

a

non per fartelo notare, ma se la chiusa del tuo post era 'fatti e non chiacchiere', si riallacciava agli identici post con cui ho ripreso


nel frattempo, copiaincolli un articolo da cui , mio malgrado, non vedo quali siano i contratti stipulati come nuovi in questa visita, di cui tu hai lasciato intendere l'esistenza ( il pane agli italiani ... ottima retorica)
e che invece io ho trovato essere una visita di pura rappresentanza, in cui noi ci siamo un pò 'lasciati andare' ( a dire dei Vescovi) ma senza nuovi contratti ma anzi con una richiesta di vago sapore ricattatorio sui 5 miliardi ecc ecc
e confermi così che i fatti, ove ci sono, son vecchi di anni e in parte dovuti a sforzi non di B ma anche di altri ... di P e D'A ... come ben ricordato da 'il Giornale'
mentre la recente piaggeria è tutta di B


con questo, chiudo evidenziando che tua osservazione era squisitamente politico-partitica sulla opposizione
mentre io parlavo dei danè

vedi come torna sempre il concetto a te ( e a me ) caro ...
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Vecchio 03-09-2010, 15:09   #10 (permalink)
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A cercare si trova sempre sostanza per le critiche,il fatto principale è che con Berlusconi,siamo diventati amici della Libia,e considerata la nostra posizione nel Mediterraneo,era una cosa da fare,che poi abbiamo stretti anche accordi commerciali è anche meglio.

Con questo,penso sia il caso di chiudere,con questa faccenda e sull'eventuale richiesta fatta all'Europa da Gheddafi ecc.ecc.,cose di cui sapremo in seguito..............,oggi sono prioritari i fatti che accadono in casa nostra,concentriamoci su questi.
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