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Vecchio 12-04-2011, 15:53   #1 (permalink)
@lr
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a proposito di malafede :D

La richiesta dopo una lunga indagine dei pm

Attentato a Belpietro, chiesta archiviazione. Forse era un ladro

È possibile escludere «che i fatti siano riconducibili a un preordinato piano di attentare alla vita del giornalista»

La richiesta dopo una lunga indagine dei pm
Attentato a Belpietro, chiesta archiviazione. Forse era un ladro
È possibile escludere «che i fatti siano riconducibili a un preordinato piano di attentare alla vita del giornalista»
La casa dove abita Belpietro (Ansa)MILANO - La procura di Milano ha chiesto l'archiviazione in merito all'inchiesta sul presunto attentato al direttore di Libero Maurizio Belpietro avvenuto il primo ottobre scorso. Secondo i magistrati l'uomo visto dal capo scorta potrebbe essere stato un ladro o un rapinatore e non esisteva un «preordinato piano di attentare alla vita di Belpietro». La richiesta di archiviazione è arrivata dopo una lunga indagine dei pm, Grazia Pradella e Ferdinando Pomarici, che ora hanno chiesto l'archiviazione dell'inchiesta a carico di ignoti per tentato omicidio ai danni del poliziotto e detenzione e porto d'armi.

NESSUN ATTENTATO - I due pm sostengono che non si sia trattato di un attentato ma dell'inaspettata sorpresa di un probabile ladro o rapinatore nell'edificio dove abita il direttore di Libero. Infatti nella loro richiesta di archiviazione hanno scritto che dalle dichiarazioni raccolte, in particolare dello stesso agente della scorta di Belpietro, è possibile escludere con «ragionevole certezza l'ipotesi che i fatti siano riconducibili a un preordinato piano di attentare alla vita di Belpietro».

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Vecchio 12-04-2011, 18:12   #2 (permalink)
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se non sbaglio il capo scorta di Belpietro non è nuovo a storie del genere
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Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
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Vecchio 12-04-2011, 18:15   #3 (permalink)
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pare di sì...
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Vecchio 12-04-2011, 18:16   #4 (permalink)
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allora é il caposcorta in malafede ?

storie di quale "genere" ?
http://www.lastampa.it/redazione/cms...9065girata.asp
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Vecchio 12-04-2011, 18:22   #5 (permalink)
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ihihih

ottimo link
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Vecchio 12-04-2011, 18:40   #6 (permalink)
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a proposito di malafede

e la malafede dove sarebbe ?


non lo so ...




Milano, attentato a Maurizio Belpietro: "Certe idee si pagano in questo modo" - Interni - ilGiornale.it del 01-10-2010


Milano, attentato a Maurizio Belpietro: "Certe idee si pagano in questo modo"
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Vecchio 12-04-2011, 18:46   #7 (permalink)
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bellissimo questo :

Il Tempo - Volevano uccidere Belpietro


ahhh italia paese di ipocriti mariuoli



Volevano uccidere Belpietro

L'attentatore forse non era solo


Spari nella notte a Milano. Un uomo con una pettorina da finianziere aspettava il direttore di Libero sulle scale di casa. Sorpreso dalla scorta: tre colpi, poi la fuga. CASO Salvo per una sigaretta SOLIDARIETÀ Colpa del clima politico



Tre colpi di pistola. Un palazzo in pieno centro a Milano. Un uomo, Maurizio Belpietro, direttore di Libero, nel mirino di un altro uomo. Poteva essere un altro evento tragico della storia di questo Paese. Ma qualcosa non ha funzionato nel piano di una persona che si è introdotta ieri sera, intorno alle 23 nel condominio dove abita il giornalista. Già sotto scorta da tempo per una serie di minacce ricevure fin da quando era direttore de il Giornale.


«Ero in casa e ho sentito tre spari - racconta Belpietro- A impedire che quell’uomo corpulento alto circa 1 metro e 80 bussase alla porta di casa del giornalista per poi premere il grilletto è stato uno degli uomini della scorta di Belpietro che sulle scale si è imbattuto nella figura di un uomo in divisa con una pistola in mano. È stato un attimo. I due si sono guardati, e l'intruso non ha avuto un attimo di esitazione: ha alzato lo sguardo e fulmineo ha puntato l’arma mirando alla testa del poliziotto di scorta. Uno sparo. A vuoto. Altri due spari. E poi una fuga rocambolesca per le scale del palazzo del centro della città ambrosiana. Subito è scattato l’allarme e la caccia all’uomo. Belpietro subito dopo il fatto ha dimostrato il suo sangue freddo e si è preoccupato per la sua scorta. Il gesto di un folle? Un ladro? Un uomo che invece aveva studiato l’assassinio? L'ipotesi del furto sembra da escludere. Chi vuole entrare in casa ha con sè strumenti di scasso. E quest’uomo invece portava con sè una pistola. «Non so che dire, la sensazione è che quella persona stesse aspettando il mio ritorno a casa. E se il mio caposcorta avesse preso l'ascensore per scendere, e non le scale, non so come sarebbe andata». Maurizio Belpietro ha commentato così a tarda notte la vicenda della sparatoria avvenuta nel suo condominio ieri sera a Milano.


«Ci siamo salutati con il caposcorta ma lui poi mi ha spiegato che invece di prendere l'ascensore ha preferito scendere le scale per fumarsi una sigaretta. Sulla rampa tra il quinto e il quarto piano si è imbattuto in questa persona che pare indossasse una camicia simile a quella usata dai militari della Guardia di finanza, ma su pantaloni di una tuta. Questo signore ha puntato l'arma sul poliziotto, ma pare si sia inceppata. Il mio caposcorta ha fatto fuoco e lo sconosciuto è scappato».


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Ultima modifica di @lr : 12-04-2011 alle ore 18:47.
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Vecchio 12-04-2011, 18:46   #8 (permalink)
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incredibile un poliziotto che simula

da non credere
era un poliziotto, la falsa testimonianza vale doppio ??


ma, oltre al dito c'è la luna
beelo il titolo cubbitale : certe idee si pagano in questo modo
nell'articolo, però, non si parla in dettaglio dei pagamenti di queste idee ...
bonifici ? .... assegni ? contante? non capisco ....
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Vecchio 12-04-2011, 18:52   #9 (permalink)
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ecco un commento dell'ottobre 2010 di quelli che venivano derisi in quei giorni (con il quale ero da subito in piena sintonia) ...


Tutti i perche' della bufala sullo pseudo-attentato a Belpietro
Posted by: Gianni Cipriani in politica on Oct 05, 2010



di Gianni Cipriani



Ora che la gazzarra è passata, che l'ondata mediatico-emotiva con tanto di demagogia a vagoni e frasi fatte si è placata, vorrei dire quello che ho pensato fin dal primo istante del cosiddetto "attentato a Belpietro". Penso che, nella migliore ipotesi, si tratti di una bufala. Della peggiore ipotesi non voglio nemmeno parlare, anche se sta scritta nel dna della tragica storia di questo paese. Molte persone, bontà loro, mi ritengono un esperto di terrorismo. E il terrorismo è terrorismo (anche se i media parlano solo di "pazzi" "fanatici" o "squilibrati") perché segue un progetto politico. Il terrorista, se è un terrorista, fa parte di qualche organizzazione, seppur piccola. Ha una sua tattica o una sua strategia. Perfino l'anarchico individualista o il kamikaze fai-da-te si sentono parte integrante di un più comune sentire, sia esso insurrezionalista o jihadista. E allora veniamo ai fatti, partendo dalla premessa che tutto quello che è stato raccontato sia vero. E che sia vero - tutti l'hanno capito - è ancora da dimostrare.
Un commando para o post brigatista? Le Brigate Rosse non hanno mai ucciso così, perfino quando erano forti e potenti hanno sempre evitato quando possibile di affrontare le scorte, salvo poche eccezioni come il rapimento Moro, l'omicidio Coco e qualche assalto. Ma erano gli anni di piombo. Non parliamo poi delle ultime Br-pcc che hanno accuratamente scelto due persone inermi e indifese (D'Antona e Biagi) non avendo una reale capacità militare.
I gruppuscoli collaterali? Al momento non hanno nemmeno la forza di far saltare qualche vetrina, figuriamoci se potrebbero essere in grado di mandare un giustiziere ad affrontare una personalità con la scorta armata. Perché, precisiamolo, prima di colpire un obiettivo i terroristi studiano i comportamenti della vittima, lo pedinano, sanno se è solo, quali sono le sue abitudini. E per colpire aspettano eventualmente il momento di maggiore esposizione. E poi agiscono in gruppo, con il maniacale studio delle vie di fuga, delle telecamere. Non improvvisano. La dinamica che è stata raccontata, in un ipotetico manuale dell'eversore, potrebbe essere il contenuto di un paragrafo dal titolo: "Come non si deve fare". O l'autobiografia del brigatista Fantozzi.

Un anarchico individualista? Suvvia. Nella storia ce ne sono stati. A partire da Gaetano Bresci. Ma il "tirannicidio" necessità di una sua simbolicità, di una esecuzione pubblica. Non nel pianerottolo delle scale. E poi, da decenni, gli anarchici (esclusi i molti casi provati di fascisti che usavano sigle anarchiche) si sono dedicati a bombe e lettere esplosive.
Jihadisti? Non ne parliamo. Non che non sia accaduto nel recente passato qualche omicidio o attentato a una persona invisa agli islamisti radicali. Anche persone raggiunte a casa. Ma dov'è la fatwa? E poi, come sanno bene le intelligence di tutta europa, in questo momento i progetti "qaedisti" sono altri che occuparsi delle beghe della casa di Montecarlo e di chi conduce la campagna di stampa sul signor Tulliani.
Quanto a ipotizzare, infine, che ci sia qualcuno che dopo aver sentito Di Pietro, partecipato alla Woodstock di Grillo, letto il Fatto quotidiano o Micromega si sia sentito spinto a prendere una pistola e a farsi giustizia da sé, poi prendendosela con Belpietro (nemmeno con Scajola, tanto per dire) è cosa talmente risibile che in un paese serio non dovrebbe essere nemmeno presa considerazione.

Ma siamo in Italia. Dove il terrorismo si combatte, ma soprattutto il terrorismo talvolta serve. E se non c'è quello vero va bene anche il terrorismo mediatico. E giù con gli allarmi. E agli allarmi fa seguito la demagogia e poi si arriva ai teoremi dei miei stivali, formulati su giornali e tv da demamoghi che di terrorismo o di teorie rivoluzionarie o jahidiste ne sanno quanto io ne so di astrofisica: niente.
Siamo in Italia, dove un ministro dell'Interno, solo pochi mesi orsono, ha lanciato un allarme dopo una lettera firmata da una sigla fantasma che era chiaramente farlocca. C'è una lettera farlocca, firmata da una organizzazione che non esiste e il "responsabile" ministro dell'Interno che fa? Lancia l'allarme a prescindere (come direbbe Totò). E così dopo l'oscuro episodio nel palazzo di Belpietro l'ineffabile Maroni non ha atteso le indagini: lui aveva la risposta pronta, con tanto di considerazioni infondate e che si poggiano sul nulla. Per chi mastica qualcosa di terrorismo sarebbe come dire che 2+2 fa 22 e non 4. Ma tant'è. Al Viminale e altrove, dove le persone che ne sanno non mancano, molti sono quelli allineati e coperti che tacciono e avallano le idioti interperetazioni di parte. La carriera, "tengo famiglia..."

Queste mie considerazioni sono molto ragionevoli e varrebbero se anche tutto quello che è stato raccontato fosse vero. Ma siccome con il passar dei giorni lo scenario del terrorista-fantasma e dell'attentato/ non-attentato prende sempre più corpo, i miei ragionamenti diventano ancora più gravi. Sorprende (e dovrebbe preoccupare) la facilità con la quale una classe politica irresponsabile e - in alcuni casi - media che amplificano in maniera acritica, possano creare da nulla un'ondata di sensazionalismo allarmistico; sorprende come la semplificazione primitiva di dinamiche complesse possa consentire di mettere sullo stesso piano scontro politico, protesta sociale ed eversione. Che vengono sovrapposte con disarmante faciloneria e, credo, con grande malafede.

Per questo non solo sul caso Belpietro, da esperto di terrorismo, mi sento di dire che nessuna ricostruzione regge per ipotizzare una dinamica eversiva (reggerebbe solo l'ipotesi del matto solitario...) ma troppi elementi lasciano pensare che siamo di fronte ad una bufala mediatica che viene cavalcata ad uso e consumo degli interessucoli di bottega. Ma queste sono armi a doppio taglio. Perché quando diventa fin troppo evidente che qualcuno il terrorismo lo vuole e se lo aspetta per giocarselo nella polemica politica, poi il "terrorismo" arriva davvero. Siamo un paese che ha prodotto molti terroristi. Ma siamo un paese che ha prodotto ancor più provocatori, utili idioti e zelanti servitori dentro e fuori dalle istituzioni. E temo molto che nei prossimi mesi di campagna elettorale ci sarà molto bisogno di dossier e, anche, di zingari, rumeni, immigrati e terroristi islamici e brigatisti. Se qualcuno ha ancora a cuore le sorti del nostro Paese, si adoperi e scongiurare questa deriva depistante e anche pericolosa. Il terrorismo (quello vero) è esistito, esiste ed esisterà. Purtroppo. Risparmiamoci però il terrorismo mediatico e le gesta dei dieci, cento, mille utili idioti che in questi meandri torbidi si sentono investiti dalla missione di servire il padrone di turno. E non certo una inesistente rivoluzione.

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Vecchio 12-04-2011, 18:55   #10 (permalink)
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fuori di scherzo:

a me spiace che un millantatore, e un uso sapiente dell'arte di gonfiare il nulla, abbiano tratto in inganno tanta gente in buona fede

L asolita repubblica e & grdano alla buffola. Vergogna, peccato che loro non abbiano mai avuto giornalisto gambizzati ( anni 70/80 o ammazzati.) Quel Giornale di scajfaro oltre fare schifo fa realmente Pietà. Sono felice di non averlo mai comprato. Lo schifo lo sento indirettamente leggendo altri giornali quando parlano di repubblica. A Belpietro le mie più sincere felicitazioni per il pericolo scampato. Mi sarebbe piaciuto, considerato che in questo paese non c'è giustizia) che la guardia del coprpo avesse sparato a quel delinquente, si sarebbe potuto capire chi era in che ambiente viveva e chi sono i mandanti.



Giuliano T.E' prefettamente vero. Si corre un grande rischio a coltivare in questo paese sani IDEALI e VERITA'; per troppi interessi e bramosia personale molti preferiscono le zucche vuote e i crani acefali sapientemente ammaestrate e bombardate dai guru 68'ottini ........è la differenza che passa tra una massa d'ideoligizzati del NULLA e pochi uomini "liberi" come il dott. Belpietro e la sua famiglia(La mia più sentita vicinanza); il dott. Feltri e il grande Indro Montanelli.Un cordiale saluto Larry


Non vi risulta che di giornalisti gambizzati o peggio in questo paese si sia già sentito parlare? E, potate le iniziative dai contorni mafiosi utilissime ai soliti schiamazzi a mo’ di paravento e depistaggio dei kompagnonzi e spurgati i fumogeni delle savianate di promozione alla prodigiosa moltiplicazione delle edizioni e dei guadagni, contro chi e soprattutto ad opera di chi sono sempre state fatte queste democratiche e nobili operazioni di difesa della libertà di stampa e d’opinione? Avete per caso notizia di qualche sparo nazilegaiolrazzifasssista contro le gambine sante di Santoro & Travaglio, di qualche invasato di SanSilvio in agguato sotto casa del bavoso Padellaro, di un cecchino aizzato da Bondi (ipersciagurato Danton dall’invettiva di fuoco) pronto con telemetro-diottra-collimatore e ciuffile per la Concha/Concetta? Bah, sarà perché il numero dei bersagli è talmente alto che ci vorrebbe un reggimento di temporaneamente incapaci d’intendere e volere.

Milano, attentato a Maurizio Belpietro: "Certe idee si pagano in questo modo" - Interni - ilGiornale.it del 01-10-2010

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