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Utente Senior
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Se volessimo applicare le "teoria dei giochi" alla Grecia, dovremmo partire dalle alternative cui quel paese si trova di fronte: Default parziale (parte dei debiti non vengono pagate).
Uscire dall'euro (e ritorno alla dracma), Deflazione (più tasse e meno spese).
Prima ancora, tuttavia, dovremmo capire perché il paese si è ficcato in quella situazione tipo Argentina ... proprio a causa di un motivo valutario ... l'euro che, per i greci adesso, è stato ciò che il dollaro ha rappresentato per gli argentini allora.
Se un paese stampa la propria moneta e la lascia libera di fluttuare rispetto alle altre valute, sarà il mercato a fissare il rapporto di cambio in base alla legge di domanda ed offerta, in modo da raggiungere le condizioni di equilibrio.
Se, ad esempio, il paese importa più di quanto esporta, dovrà "sborsare" più valuta di quanto ne riceve in pagamento, sicché dovrà chiedere a prestito valuta straniera (per pagare le merci in eccesso rispetto alle esportazioni) ed accumulerà debito estero.
La maggiore domanda di valuta straniera farà svalutare il cambio della propria moneta, finché le merci nazionali diventeranno talmente convenienti (per i residenti all'estero) e quelle straniere talmente care (per i residenti all'interno) che il deficit di esportazioni rispetto alle esportazioni sarà colmato ed il paese ritornerà in equilibrio (importazioni=esportazioni).
Il cambio, dunque, "risolve" automaticamente il problema di fissare i prezzi sui mercati internazionali senza ricorrere a calcoli complicati o negoziati infruttuosi.
Se quel paese specifico, ad esempio, stampa più carta (massa monetaria), questa, attraverso l'equazione M x V = P x Q si tradurrà in aumento dei prezzi dei suoi prodotti che, dunque, per essere ancora competitivi sui mercati internazionali, dovranno provocare una svalutazione del cambio.
In sostanza: la "carta" in più, produrrà una svalutazione della valuta.
Questo, dunque, è l'automatismo attraverso cui si risolvono gli scambi internazionali.
L'Argentina prima e la Grecia adesso, si sono "legate" a due monete forti (il dollaro e l'euro) i cui tassi di cambio non seguivano le dinamiche del commercio estero di quei paesi ... sicché se i loro prodotti risultavano cari, piuttosto che svalutare il cambio (che non dipendeva da loro), erano costretti ad indebitarsi per "racimolare" la valuta necessaria a pagare le importazioni.
In poche parole: se la Grecia importava 100 euro e ne esportava 90, ogni anno doveva indebitarsi di 10 con il sistema finanziario internazionale per poter pagare l'eccesso di importazioni.
Non potendo più svalutare il cambio, la Grecia avrebbe dovuto provocare una "deflazione" (riduzione dei prezzi) interna, in modo da "simulare" l'effetto svalutazione (far si che i prezzi dei propri prodotti tornassero ad essere competitivi sui mercati internazionali).
E come si provoca una deflazione?
Riducendo la domanda interna: lo Stato aumenta le tasse e riduce le spese in modo che tutti hanno meno quattrini a disposizione e spendono di meno ... Spendendo di meno, i consumi interni si riducono e, dunque, i prezzi si abbassano.
Quel tipo di intervento, tuttavia, conduce ad una marcata impopolarità del governo che ha messo in atto quelle misure e, come conseguenza, una sua sconfitta certa alle prossima elezioni ... e non solo ... giacché nel frattempo i sindacati avranno organizzato numerosi scioperi che rischiano di trasformarsi in disordini ... vandalismo ... se non proprio terrorismo.
Nessun governo, dunque, se non costretto da forza maggiore, provocherebbe una deflazione e, difatti, il governo greco è ricorso al "tarocco dei conti" (alla maniera di Parmalat, Madoff e tutta l'allegra schiera di taroccatori a go go) mostrando al mondo la faccia tranquillizzante di chi non ha problemi, piuttosto che far vedere la voragine di debiti che aveva già accumulato.
Se le Grecia fosse ancora sulla dracma, il cambio di quella valuta avrebbe subito una svalutazione simile a quella della lira nel 1992, ma è vincolata all'euro per il quale, il problema di un economia che vale meno del 3% del totale Ue, è poco più di una puntura di spillo.
E da qui le tre soluzioni di cui sopra: Default parziale, Uscito dall'euro, Deflazione.
L'Argentina adottò la prima; la Grecia sta provando la terza, accettando la cura da cavallo (aumento delle tasse e riduzione delle spese) che l'Ue gli richiede ... ma ha già provocato una semi-rivolta di massa ... con disordini che, se continua su quella strada di sacrifici, potrebbero condurre a problemi molto gravi di ordine pubblico.
La soluzione?
Se hai un problema devi risolvere la causa, non gli effetti ... e qui la causa è l'euro ... non puoi vincolarti ad una valuta "tedesca" continuando a comportarti in maniera "latina" ... una moneta forte "impone" comportamenti economici severi ... bilanci pubblici in ordine ... moralità nella gestione delle finanze pubbliche (non rubare) ... controllo dei costi di produzione ... etc..
Se continui a fare come facevi prima, i prezzi dei tuoi prodotti vanno fuori mercato ... importi di più di quanto esporti ... sei costretto ad indebitarti senza poter svalutare ... e, quando i debiti diventano insostenibili, ti ritrovi nella situazione attuale.
La Grecia, dunque, deve uscire dalla Ue se vuole risolvere il problema con il minimo danno ... uscendo dall'euro i suoi debiti saranno denominati in dracme che, ovviamente, subiranno una forte svalutazione e, quindi, di fatto i propri creditori dovranno accettare una decurtazione del capitale ...
Si tratterebbe, cioè, di un default mascherato.
Le altre soluzioni (Default o Deflazione) sono meno efficaci e, comunque, non risolvono il problema o lo risolvono in tempi lunghi.
Qual è il punto debole di questa strategia di uscita?
Lo sputtanamento internazionale della Grecia, la quale perderebbe prestigio ... soprattutto nel momento che il suo rivale storico (la Turchia) si avvicina alla Ue e ... potrebbe entrarci.
... E per un greco è inaccettabile di "piegarsi" ad un turco ... e, dunque, entriamo nel campo dove le decisioni non sono più economiche, ma politiche e riflettono la "storia" dei paesi coinvolti ... quindi non è escluso che la Grecia possa adottare decisioni diverse da quella che, nel lungo periodo, sarebbe meglio per lei.
Come sempre la politica, piuttosto che rendere più facile la soluzione dei problemi, li complica.
Ultimo appunto: ci sono altri paesi in condizioni simili alla Grecia?
Italia, Spagna e Portogallo ... i latini che hanno adottato la valuta tedesca ... i concetti qui esposti valgono anche per loro.
Sentire il momentaneo "capo" del PD-L Bersani affermare che costruirà l'Italia con poche parole..lavoro, onestà, serietà, regole e civismo, preoccupa perchè ancora una volta ci stanno prendendo
allegramente ma seriamente per i fondelli.
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