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Vecchio 16-03-2010, 09:04   #1 (permalink)
joakin
 
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Perchè Votarli ?

Scritto da admin, 14-03-2010 14:55
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Perchè Votarli ? Le facce che vedete sono quelli dei “ capi “ dei partiti per cui dovremmo andare a votare. Questi personaggi rappresentano milioni di persone, fanno quello che fanno e si comportano come si comportano forti dei loro consensi elettorali. Questi signori e i loro partiti fanno o hanno fatto parte di governi che si sono succeduti nella cosiddetta seconda Repubblica ciò a dire dal 1994 ad adesso. La più “vecchia “ formazione politica è quella della lega, che a loro dire è nata per combattere Roma ladrona, i meridionali in primis e adesso gli immigrati. I Democratici che raccolgono in sé un misto di forze, che da progressisti stanno diventando sempre più moderati. Hanno in mente un tipo di Governo tutto loro, ma quando nel passato recente ne hanno avuto l'opportunità, sono risultati a dir poco evanescenti, rasentando il ridicolo. Poi l' UDC, i centristi i moderati per eccellenza, quelli che aspettano in eterno che tutto il mondo giri attorno a loro, ma per continuare ad esistere non guardano tanto per il sottile ai candidati che presentano. L'importante è prendere i voti ed aspettare che qualcuno prima o poi li cerchi, insomma una ruota di scorta. E che dire del Popolo della libertà, con in testa il suo capo carismatico l'attuale Presidente del consiglio, il vero prode il paladino per eccellenza della libertà. Si, la libertà di fare i cavoli suoi. Poi l'Italia dei Valori, in ascesa costante di consensi. Il suo Leader e fondatore Di Pietro sta con tutti, grillini, popolo viola, disoccupati, insomma deve occupare quei spazi lasciati liberi ( causa sbarramento elettorale ) dalla estrema sinistra.
Questa gente, anche grazie alle persone che le hanno votate, (e quindi responsabili anche loro) di certo hanno prodotto in questi 16 anni oltre settecento miliardi di euro di, ulteriore, debito pubblico .
In questi 16 anni le condizioni di vita degli italiani sono peggiorate, e al Governo si sono alternate le facce che vedete.
Sbagliare è umano perseverare è diabolico.


Anni
Debito pubblico
Debito pubblico
(milioni di euro)
/ Pil
1994
1.069.415
121,8
1995
1.151.489
121,5
1996
1.213.508
120,9
1997
1.238.170
118,1
1998
1.254.386
114,9
1999
1.282.062
113,7
2000
1.300.341
109,2
2001
1.358.333
108,8
2002
1.368.512
105,7
2003
1.393.495
104,4
2004
1.444.563
103,8
2005
1.512.740
105,8
2006
1.581.957
106,5
2007
1.598.934
103,5
2008
1.662.558
105,7
2009
1.761.191
115,2
2010
1.787.800



Ultimo aggiornamento: 14-03-2010 15:13
Leggi tutto... Per il non-voto!
Scritto da admin, 13-03-2010 11:48
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Importante!
questo sito organizza anche quest'anno il non voto, pertanto domenica 28 e lunedì 29 marzo potete esprimere il vostro non voto e la motivazione perchè non vi recate alle urne. Al momento è in servizio la demo dell'urna se volete potete provare come funziona, ricordatevi però che i voti “ del non voto saranno quelli del 28 e 29 marzo 2010.
Oggi più che mai è necessario reagire, andare a votare equivale a legittimare una classe politica che ha il solo scopo di farsi i loro porci comodi. Non andare a votare “oggi” ha un significato propedeutico, e gettare le basi perchè la politica diventi veramente quell'arte nobile dove i Popoli riescano attraverso delle vere libere elezioni a scegliere la propria classe dirigente che sia veramente degna di questo nome. Pertanto in questo periodo non votare è un vero atto politico, un impegno civile e primario. Attivarsi perchè ci siano tante persone che in modo responsabile prendono coscienza che il voto in una vera democrazia e partecipazione e quindi responsabilità, accondiscendenza dell'azione politica di chi si vota. Quindi chi si sente rappresentato e condivide l'attuale classe politica di Governo o di opposizione vada pure a votare ma sappi che è responsabile quanto loro, perchè il mandato a fare a questa gente lo ha “ firmato pure lui”. Chi invece non si sente rappresentato o addirittura prova vergogna di una classe politica a dir poco scellerata si prodichi perchè la nostra vita e la nostra società sia migliore.
Se credi in questa iniziativa, oltre ad esprimere il tuo non voto fai conoscere questo sito ai tuoi amici e conoscenti.








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Vecchio 16-03-2010, 09:06   #2 (permalink)
joakin
 
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Elezioni amministrative 2010: non votare, lotta!

Giovani Internazionalisti (Battaglia Comunista)
Il 28 e il 29 marzo si svolgeranno le elezioni per “rinnovare” i governi regionali e molte altre amministrazioni locali. I politicanti dei diversi (diciamo…) partiti istituzionali — attraverso, la tv, i giornali, i media — stanno dando vita alla consueta battaglia per spartirsi i posti del potere, ovviamente non mancano le solite promesse. Noi giovani internazionalisti invitiamo tutti i proletari a non votare, a non partecipare a questa farsa, all’ennesima presa in giro.
Sì, perché è proprio di questo si tratta, di una presa in giro. In questi anni noi proletari (operai, impiegati, precari, pensionati) abbiamo subito un netto peggioramento delle nostre condizioni, di vita e di lavoro. La perdita del potere d’acquisto, i tagli allo “stato sociale” (sanità, pensioni, scuola, servizi), licenziamenti, cassaintegrazione, precarietà; stiamo diventando poveri, anzi molti di noi già lo sono. Adesso i politicanti vogliono continuare a farci credere che mettendo un segno con una matita su una scheda le nostre condizioni potranno migliorare. Che falsità! Il nostro voto non conta nulla, a decidere è sempre l’interesse dei padroni. Il Parlamento, la Regione, la Provincia, il Comune, le cosiddette istituzioni, sono strumenti totalmente gestiti dai padroni, sono le loro istituzioni.
Votare è inutile, questo è un dato di fatto. Dobbiamo andare infatti oltre le promesse, le parole, le presunte cose fatte o i dichiarati obbiettivi raggiunti. Dobbiamo andare aldilà di questo mare di menzogne e valutare i fatti. Ed allora non possiamo non accorgerci che dopo ogni tornata elettorale per noi proletari non cambia un bel nulla: sfruttati eravamo e sfruttati continuiamo ad essere. E questo è vero in Italia come in qualsiasi altra parte del mondo. Le condizioni delle famiglie proletarie, dopo le elezioni, non solo non miglioreranno ma magari continueranno a peggiorare, visto che i padroni continueranno a farci pagare i costi della loro crisi, della crisi del capitalismo. Noi invitiamo tutti i proletari a non votare ma, se proprio vogliono continuare a farsi prendere in giro dai politicanti borghesi, perlomeno li invitiamo il giorno dopo, tra un mese, tra un anno… a chiedersi: cosa è cambiato? Come sono cambiate le mie condizioni?
In realtà di elementi per rispondere a questa domanda ne avremmo già tanti da proporre. In questi ultimi anni si sono susseguiti — sia a livello nazionale che locale — governi di diverso (?) colore eppure la musica non è mai cambiata. Prendiamo per esempio la riforma del mercato del lavoro, che tanto drammaticamente interessa proprio noi giovani proletari. Un processo di riforma che viene da lontano fatto di pacchetti legge e “patti sociali” tra padroni e sindacati. I provvedimenti legislativi che di più hanno inciso sono stati certamente due: il “Pacchetto Treu” (1997) del centrosinistra e la più recente “legge trenta”, del centrodestra (2003) , insomma tutti i partiti parlamentari hanno dato il loro contributo… Gli stessi partiti formalmente più radicali, alla sinistra del Partito Democratico, a parole dicono di opporsi alla precarietà poi nelle amministrazioni locali vanno a braccetto con chi ha promosso quei provvedimenti legislativi. A parole sono contro la precarietà, ma poi localmente applicano quelle stesse leggi. Ridicoli!
Governi di destra, centro, sinistra, per noi proletari la musica non cambia mai e non potrebbe essere altrimenti.
"L’attuale potere politico dello stato moderno non è se non una giunta amministrativa degli affari comuni di tutta la classe borghese."
Questo scriveva Marx più di centocinquanta anni fa e i fatti gli danno pienamente ragione. Proprio in questa fase di crisi economica è evidente quanto le istituzioni servano soltanto gli interessi dei padroni, quanto queste istituzioni siano semplicemente delle istituzioni borghesi.
Il nostro invito a non votare non è, ovviamente, un invito alla passività e alla rassegnazione. Al contrario, invitiamo i proletari ad essere realmente protagonisti, a cercare di incidere realmente sulla realtà. È un invito a lottare, a difendere, con la lotta, le proprie condizioni di vita e d i lavoro, fuori dai sindacati, autorganizzandosi. Ma non solo: la classe proletaria deve rifiutare la politica borghese ma deve fare politica! Una politica proletaria, una battaglia politica per costruire l’alternativa rivoluzionaria al capitalismo. Per questo è fondamentale che anche tra i giovani ci si aggreghi e ci si organizzi intorno ad un progetto politico rivoluzionario. Noi abbiamo già iniziato, unisciti a noi.
Giovani internazionalisti (Battaglia Comunista)




AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSAAAAAAAAAAA:spe cchio:
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Vecchio 16-03-2010, 09:21   #3 (permalink)
stockuccio
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Messaggi: n/a
penso sempre sia meglio votare liste civiche, gente comune con idee semplici non politici di professione
 
 

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