 |
|
| Avviso pubblicitario - i seguenti Banner Pubblicitari permettono al sito di offrirvi il consueto, alto standard qualitativo. |
| |
|
23-12-2011, 19:01
|
#2 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,655
|
Citazione:
Originalmente inviato da tontolina
|
anvedi peò i KOMUNISTI
Putin nel 2000 attuò un ampio programma di riduzione della pressione fiscale e seguendo i dettami di Milton Friedman introdusse una flat tax del 13% sui redditi, la più bassa nel mondo, e ridusse il reddito delle società private. Questa riforma stabilizzò il corso del rublo e stanò tutta l’economia sommersa, decriminalizzandola. La borsa esplose e capitali affluirono dall’estero. L’economia crebbe lo stesso anno dell’8% dando luogo miracolo economico definito post cold miracle economy simile a quello goduto dalla Germania negli anni 50.
|
|
|
23-12-2011, 19:02
|
#3 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,655
|
In Italia, l’ignoranza economica, le remore ideologiche e il nanismo intellettuale della attuale nomenclatura tecnico-politica che si è degradata con quella misura da miserabili pitocchi sulla tracciabilità dei pagamenti sopra i 1000 euro (neppure Stalin sarebbe arrivato a tanta mediocrità) vorrebbero salvare l’Italia! Perfino “l’antidemocratico” Putin potrebbe rappresentare un modello di eccellenza economica e democratica, per loro e per l’intero paese dove il divario fra Nord e Sud è lo stesso di quello di 50 anni fa.
|
|
|
23-12-2011, 19:58
|
#4 (permalink)
|
|
Member
Data registrazione: Aug 2004
Località: Veneto
Messaggi: 2,491
|
Ciao tontolina
Auguri di buone feste a te e famiglia.
  
|
|
|
25-12-2011, 20:01
|
#5 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,655
|
|
|
|
28-12-2011, 17:42
|
#6 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,655
|
Se in Europa non si capisce in fretta questo meccanismo si finisce in una Depressione
La Banca di Inghilterra Dice che "non C'è Abbastanza Moneta"
Cobraf.com
La Banca di Inghilterra ha sul suo sito una presentazione grafica che spiega al cittadino comune questo famoso "Quantitative Easing" che in italiano è intraducibile ("facilitazione quantitativa" ?), ma anche in inglese perchè questa espressione non è mai esistita fino a tre anni fa. La Banca di Inghilterra nel video getta la maschera, Quantitative Easing è ".. nuova moneta ... che la Banca (di Inghilterra) crea in modo elettronico" (... is new money... that the Bank creates electronically...").
E spiega nel video perchè è necessario ora creare moneta da parte dello stato : dato che la domanda delle imprese e famiglie è crollata bruscamente, occorre iniettare direttamente moneta nell'economia, creando moneta, in modo elettronico... perchè "there is not enough money in the economy" NON C'E' ABBASTANZA DENARO NELL'ECONOMIA
E' un concetto semplice e logico. Ed è la MMT (Modern Monetary Theory) applicata in pratica (senza ammetterlo), la Banca di Inghilterra segue la MMT come noi e Paolo Barnard. Ma allora perchè tutti i media usano un termine incomprensibile come "Quantitative Easing", perchè la maggioranza dei commenti di esperti sono scettici o negativi a riguardo, perchè la BCE è restia a farlo, perchè sfottono lo "stampare moneta", perchè agitano lo spettro dell'inflazione di Weimar,
perchè in Italia dove pure NON C'E' ABBASTANZA DENARO NELL'ECONOMIA facciamo delle manovre che tra quella di luglio di Berlusconi e questa di Monti tolgono all'economia 70 miliardi di euro peggiorando ulteriormente la situazione ?
Se la Banca di Inghilterra mette un video per spiegarti in parole semplici che bisogna iniettare moneta, creandola elettronicamente, perchè "there is not enough money in the economy" perchè quasi tutti gli esperti raccomandano a noi italiani di fare il contrario, sottraendo con le stangate circa 70 miliardi di euro alla nostra povera economia?
Forse perchè il denaro che crea elettronicamente la Banca di Inghilterra è gratis, non porta interessi, è denaro creato per sostenere l'economia quando occorre, ma senza far pagare interessi. Evidentemente si vuole offuscare questo semplice concetto: NON C'E' ABBASTANZA DENARO NELL'ECONOMIA e quindi lo stato ne deve creare lui, ma gratis. Perchè se invece lo fai creare alle banche con interessi finisci ulteriormente schiacciato dai debiti. Se in Europa non si capisce in fretta questo meccanismo si finisce in una Depressione come quella degli anni '30

|
|
|
03-01-2012, 16:52
|
#7 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,655
|
ITALIA: MIGLIORA FABBISOGNO 2011 …PEGGIORA IL LATO OSCURO DELLA GERMANIA!
Scritto il 3 gennaio 2012 alle 14:23 da icebergfinanza
Mentre in Italia il fabbisogno dello Stato migliora di 5,5 miliardi rispetto all’anno precedente e di 3 miliardi rispetto alle previsioni, gettando nella disperazione analisti ed economisti che quotidianamente suggeriscono il fallimento del nostro Paese, in Germania il presidente tedesco Wulff si arrabbia perchè la Bild non gli ha fatto una telefonata prima di pubblicare la notizia di presunte irregolarità riguardo a un finanziamento per l’acquisto di una casetta qualunque.
Quella delle telefonate ormai sembra essere diventata una moda tedesca dopo che nonna Merkel ha suggerito un cambio di pannolini per il parlamento italiano.
” Inoltre il presidente è anche sospettato da diversi media di aver ottenuto dalla banca regionale del Baden-Wurtemberg (Bw) un prestito a condizioni vantaggiose grazie al ruolo da lui svolto per il salvataggio della casa automobilistica Porsche nel 2009. I giornali scrivono di un possibile conflitto di interessi: Wulff all’epoca era capo del governo di Hannover e sedeva nel consiglio di amministrazione della Volkswagen, che fa parte del gruppo Porsche, e la Bw era la banca del costruttore automobilistico. Il solito intreccio tra mondo bancario e industria tedesca ma che questa volta avrebbe provocato un corto circuito politico che potrebbe costare caro a Wulff. ” (Sole24Ore)
In fondo la Germania è un esempio di virtuosismo politico, tutti candidi come la neve, nessun conflitto di interesse in un paese dove la maggior parte della banche ormai sono di proprietà statale. Ricordo ancora le prediche dell’integerrimo presidente tedesco sull’obesità mediterranea e sulle frivolezze politiche nostrane…
-----------------------------------------
SI SONO sempre proclamati i più onesti d’Europa o forse, sarebbe meglio dire del mondo intero. Hanno fatto la predica e dispensato consigli, non richiesti agli altri cittadini europei, italiani in primis, spagnoli, greci, incolpandoli senza senso di essere i fautori della crisi. Ed oggi cosa viene fuori? Che il mito tedesco dell’onestà, del rispetto delle regole, dei politici non corrotti si sgretola più che facilmente.
I tedeschi, ci hanno sempre accusato di essere un popolo di raccomandati. Ma se in Italia esiste la «spintarella» in Germania c’è la «Beziehung», soprannominata «vitamina B», un modo molto “glamour” per dire raccomandazione. È emerso infatti che anche tra i tedeschi la conquista del posto di lavoro, in un caso su quattro, nasce da relazioni personali.
LO AFFERMA uno studio condotto su 15 mila imprese dall’Istituto per la ricerca sul lavoro e la professione di Norimberga. Le conoscenze, aggiunge l’istituto, contribuiscono anche in maniera significativa alla percentuale di successo delle richieste d’impiego: quasi due candidature di conoscenti o amici su tre si concludono con l’assegnazione del posto.
PER NON PARLARE della politica tedesca che si sta contraddistinguendo sempre più grazie a pratiche che spesso rasentano l’illegalità.
DALL’EX MINISTRO della Difesa che aveva scopiazzato la tesi di dottorato, Karl-Theodor zu Guttenberg, agli scandali sexy nel partito della cancelliera Merkel, fino al caso del presidente federale Christian Wulff, accusato di aver ricevuto un prestito di mezzo milione di euro ad un tasso di solo il 4 %. Vani gli sforzi della Merkel che sta difendendo in ogni modo Wulff, suo compagno di partito all’interno della Cdu, attirando così, su di sé, nuove accuse di scarsa trasparenza quando tutti ormai vogliono le dimissioni del presidente.
LA NOTA PIÙ DOLENTE, che stravolgere totalmente l’immagine del tedesco perfetto e immacolato arriva dalle notizie in merito all’ evasione fiscale e alla fuga di capitali in Svizzera. Si stima che in Svizzera siano depositati capitali tedeschi per un valore compreso tra i 100 e i 130 miliardi di euro. A fine di ottobre, si è “salvato” pagando un’ammenda di 100 mila euro l’ex amministratore delegato di Volkswagen e Bmw, Bernd Pischetsrieder, accusato di false dichiarazioni al fisco in relazione all’evasione, accertata, di 234 mila euro, anche se non si è riusciti a dimostrare la sua colpevolezza diretta.
DI RECENTE è stato raggiunto un accordo fra Berlino e Berna sui conti segreti ma l’evasione fiscale in Germania viene praticata a tutti i livelli. TRENDONLINE
-----------------------------------
Ma andiamo avanti e diamo un’occhiata agli effetti sui conti pubblici in questi mesi attraverso la somministrazione di morfina finanziaria in dosi da cavallo…
Per il solo mese di dicembre “si segnala un avanzo del settore statale provvisoriamente determinato in oltre 8 miliardi, inferiore di circa 2 miliardi rispetto a quello realizzato nel dicembre 2010 che fu di oltre 10 miliardi”, dice il Tesoro nella nota rilevando che in termini omogenei, “tenuto conto dell’erogazione a favore della Grecia e della riduzione della percentuale di acconto Irpef, l’avanzo del mese si attesterebbe a oltre 12 miliardi”.
Analogamente il miglioramento del risultato annuo si amplia se si confrontano in modo omogeneo i due dati escludendo, spiega il Tesoro, l’erogazione per il sostegno finanziario alla Grecia, che nel 2011 è stata molto più rilevante (circa 6 miliardi contro i 4 miliardi circa del 2010).
“Sul risultato ottenuto incide sia l’andamento più favorevole degli incassi fiscali sia l’andamento riflessivo di alcuni comparti di spesa”, spiega la nota del Tesoro.REUTERS
Ovviamente il tutto mentre il mercato privilegia le bolas di toro spagnole o l’evanescenza della nebbia londinese, i wurstelbund tedeschi e i gli hamburgertbond americani ad una sana dieta mediterranea.
Al di la dell’ironia sulla ormai famosa telefonata di nonna Merkel a nonno Giorgio è chiaro che la notizia uscita sul Wall Street Journal come tutte le notizie e i presunti scoop della stampa angloamericana vanno presi con le pinze, le stesse pinze con le quali noi da settimane e mesi, ascoltiamo i lamenti interessati della stampa di due paesi che stanno letteralmente sgretolandosi sotto il peso di tonnellate di carta straccia quotidianamente stampata per nascondere la propria fragilità economico/finanziaria, cercando in qualche maniera di distogliere l’attenzione, puntando alla dissoluzione dell’euro.
Se qualcuno di Voi ha avuto l’occasione di leggere la stampa estera in questi mesi, senza fare riferimento agli estremismi del Telegraph o ai tweet di qualche giornalista idiota americano che segnalava che in piena notte in Italia ( …a causa del fuso orario ) era in atto una corsa agli sportelli, un vero e proprio “bank run”, dicevo senza fare riferimento a questi estremismi si sarà accorto di come gli editori di questi giornali non amino la moneta unica e temano la sopravvivenza dell’euro.
Tralasciamo per carità di Dio, tutte le idiozie che in questi mesi sono state dette e scritte sulla buona e candida speculazione e andiamo a dare un’occhiata ad un punto di vista completamente diverso della ormai leggendaria telefonata Merkel-Napolitano!
ROMA – Secondo il Wall Street Journal la cancelliera tedesca Angela Merkel «incoraggiò gentilmente» il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad operarsi per cambiare la guida del governo italiano ed avviare una fase di riforme profonde. Una richiesta contenuta in una telefonata, già nota ma della quale il giornale americano rivela alcuni dettagli, effettuata nella serata del 20 ottobre. Silvio Berlusconi diede le dimissioni 23 giorni dopo, il 12 novembre.
La ricostruzione è stata seccamente smentita dal Quirinale e anche dal governo tedesco. La telefonata della Merkel a Napolitano avvenne in una fase caldissima, lo spread nei confronti dei titoli tedeschi si aggravava ogni giorno, e solo tre giorni dopo, il 23 ottobre, si verificò l’indimenticato episodio delle pubbliche risatine su Berlusconi scambiate pubblicamente in conferenza stampa fra la stessa Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy.
(…) Ben 24 fonti sussurra il WSJ ma non ne cita nessuna, neanche una virgola nella sua fantasia…
Tralasciando la urla degli speculatori politici italiani è interessante ascoltare cosa ci dice il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri: «Penso che sia un’invenzione. Del resto Napolitano avrebbe attaccato il telefono in faccia a un capo del governo che gli avesse chiesto una cosa del genere. La crisi italiana si è svolta sotto gli occhi di tutti, non posso credere che sia vero. La Germania nel passato ha già interferito pesantemente con le altre nazioni e ha imparato sulla propria pelle che cosa significa; ma la Merkel non è Hitler, e Napolitano non è un re travicello che si fa imporre un governo collaborazionista, come quello di Quisling in Norvegia all’epoca del nazismo».
Ma andiamo oltre e diamo un’occhiata a questa interessante ricostruzione apparsa sul Sussidiario ad opera dell’economista Francesco Forte…
Eccola la pregevole, autorevole, “indipendente” stampa anglosassone che ritorna in pista. Il famoso “wacht dog” che dovrebbe tutelare l’opinione pubblica dalle manipolazioni.
Alla fine si scopre che il “wacht dog” fa sempre il gioco dei grandi oligopoli internazionali. Questa volta è l’autorevole The Wall Street Journal che ricostruisce con una fantasia “molto interessata” le vicende della caduta di Berlusconi e la situazione italiana. Con tutta probabilità, anche il giornale fondato da Dow e Jones viene oggi curato da quello strano organismo che è il “Council of Foreign Relations”.
Si inchineranno quasi tutti di fronte a quella paracomica ricostruzione della telefonata del 20 ottobre 2011 di Angela Merkel al Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, per, di fatto, “silurare” Silvio Berlusconi. In questo modo si formerà una sorta di rovello complottistico nelle menti conformiste, dove il premier di uno Stato straniero chiede la testa del premier di un Paese amico e alleato, e dove il Presidente della Repubblica acconsente, facendo la figura del cretino o del “servo”.
E poco servirà la smentita, giusta e doverosa, di Giorgio Napolitano. Il Wall Street Journal, di fatto, non attacca solo Berlusconi, ma anche Napolitano, l’Italia e l’Europa. Pochi si renderanno conto che l’attacco è fatto con un pressapochismo da giornalismo provinciale.
(…) a menare la danza a livello internazionale c’era il Financial Times, poi la “catena” di Rupert Murdoch per problemi finanziari ed editoriali. Tutti quanti legati a istituzioni finanziarie e bancarie internazionali. La Merkel prendeva atto di questo, ma di certo non è così stupida da esporsi all’ingerenza nella formazione del governo di un altro Paese.
(…) Lei sostiene che questo governo di Mario Monti sia proprio stato voluto dalle banche?
A mio avviso non c’è alcun dubbio. Questa è stata un’operazione fatta e gestita dalle banche, dalle istituzioni finanziarie che poi gestiscono anche i media. Basta guardare quello che le banche ottengono dalla manovra, basta guardare nelle pieghe della manovra. Le grandi banche, indebitate, volevano la garanzia dello Stato sulle proprie obbligazioni. E l’hanno ottenuta. Così, uno Stato indebitato garantisce le obbligazioni di banche indebitate. Perché il Wall Street Journal non parla di queste cose? Perché nasconde, nella sua ricostruzione, che questo governo lo hanno voluto le istituzioni finanziarie?
A suo parere perché?
A leggere l’articolo si capisce bene. La guerra del dollaro contro l’euro continua e, se si legge bene tra le righe il “pezzo” del giornale, si capisce che ora si è passati a una fase dove si tenta di fare litigare tra loro gli europei, mettendo la Germania contro l’Italia, così come si era messa la Francia contro la Germania per un periodo di tempo e l’Italia contro la Francia. E intanto si fa fare la figura del “cretino” al Presidente Napolitano. Un fatto inconcepibile. Vogliono disarticolare e far litigare gli Stati della zona euro per farla saltare. Vogliono far litigare gli Stati che hanno fondato l’Europa. Ecco il giochino a cui si presta il famoso giornale.
Ce la faranno?
Per ora, Mario Draghi ci ha messo un tampone dopo che le banche non si potevano più rifinanziare in dollari, perché la Fed li aveva ritirati dalle banche europee. Vediamo che cosa farà Monti. Dalla conferenza di fine anno, non ho capito moltissimo
Ecco perchè da oltre un anno Icebergfinanza vi parla del sequestro delle Nazioni e del futuro delle Giovani Generazioni, altro che domocrazia o sovranità popolare.
In Germania comanda la Bundesbank,
in Grecia e Italia abbiamo due governi tecnicratici finanziari,
in Spagna il ministro dell’economia era il responsabile per la Spagna
e il Portogallo della fallita Lehman Brothers,
in Irlanda il liquidatore della Nazione è un ex uomo Goldman Sachs…
e mi fermo qui per non andare troppo oltre!
|
|
|
09-01-2012, 15:42
|
#8 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,655
|
Economisti francesi chiedono uno "smantellamento concertato dell'Euro"
Economisti francesi chiedono uno "smantellamento concertato dell'Euro"
6 gennaio 2012 (MoviSol) - In un appello pubblicato su Le Monde il 23 dicembre, un gruppo di autorevoli economisti di diverso orientamento politico ha chiesto il ritorno alle monete nazionali in Europa, per evitare un'"esplosione incontrollata". Così facendo, ha infranto pubblicamente un tabù.
Echeggiando la campagna di Jacques Cheminade, gli economisti raccomandano di istituire una "vacanza bancaria" simile a quella decretata da Roosevelt nel 1933, per il periodo necessario alla conversione, e non mancano di sottolineare che l'abrogazione di Glass-Steagall fu una delle cause principali dell'attuale crisi finanziaria.
Notando le differenze tra le varie economie nazionali dell'Eurozona, il gruppo di economisti afferma che "la cocciutaggine dei governi nel gettarsi a testa bassa nel vicolo cieco dell'Euro può solo condurre ad un peggioramento generale della situazione economica".
Per questo, propone di aprire "consultazioni europee che portino al necessario smantellamento dell'Euro".
Gli autorevoli economisti propongono sei misure. Per convertire tutti gli Euro nelle nuove monete nazionali, le vecchie banconote in Euro potrebbero essere timbrate e usate finché non siano stampate quelle nuove. Le monete vanno bene come sono, avendo un lato nazionale.
Dovrebbero essere stabilite parità monetarie tra le nuove valute, svalutando o rivalutando rispetto ad una unità di conto europea.
I prezzi di beni e servizi e il valore degli attivi e dei conti bancari non dovrebbero essere cambiati. Il debito pubblico va convertito nella rispettiva moneta nazionale, mentre il debito estero di operatori privati nell'unità di conto europea.
Tutti i governi dichiareranno una vacanza bancaria, chiudendo temporaneamente le banche per verificare quali siano solide e quali invece vadano deferite alla banca centrale. Durante questo periodo viene sospesa la quotazione azionaria. "Lo stato proteggerà i risparmiatori rilevando, se necessario, parti del sistema bancario".
Nello stesso periodo, il tasso nominale di cambio delle valute nazionali rimarrà stabile. In seguito sarà permessa la fluttuazione entro una banda del 10%. Gli economisti raccomandano di deprezzare l'Euro prima di smantellarlo. Essi propongono anche, come fa Cheminade, di abrogare la legge che nel 1973 vietò alla banca centrale di finanziare il debito pubblico (in Italia fu la legge del "divorzio" tra Bankitalia e Tesoro nel 1981), una legge consolidata nel Trattato di Maastricht prima e nel Trattato di Lisbona poi. [???? e com'è che la banca centrale tedesca invece continua a comperare i bunds]
Per quanto utile, questo appello ha una grande lacuna: esso non spende una parola sull'economia fisica, sui grandi progetti o sulla necessità di investire nella ricerca e nelle tecnologie del domani.
Firmatari: Gabriel Colletis, Alain Cotta, Jean-Pierre Gérard, Jean-Luc Gréau, Roland Hureaux, Gérard Lafay, Philippe Murer, Laurent Pinsolle, Claude Rochet, Jacques Sapir, Philippe VIllin, Jean-Claude Werrebrouck.
|
|
|
14-01-2012, 16:02
|
#9 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,655
|
12 gennaio 2012
Henry Kissinger: "Se non riesci a sentire i tamburi di guerra allora devi essere sordo"
NEW YORK - Stati Uniti - Con una notevole ammissione l'ex Segretario di Stato dell'era Nixon, Henry Kissinger, rivela ciò che sta accadendo in questo momento nel mondo e in particolare in Medio Oriente. Parlando dal suo lussuoso appartamento di Manhattan, l'anziano statista, che compirà 89 anni a maggio, con la sua analisi della situazione attuale, è molto più avanti del forum mondiale di geo-politica ed economia.
DiAlfred Heinz
Daily Squib (giornale satirico)
"Gli Stati Uniti stanno tenendo a freno Cina e Russia, e l'ultimo chiodo nella bara sarà l'Iran, che è, naturalmente, l'obiettivo principale di Israele. Abbiamo permesso alla Cina di aumentare la sua forza militare e alla Russia di riprendersi dalla sovietizzazione, per dare loro un falso senso di spavalderia, questo creerà un crollo più veloce per tutti loro insieme. Siamo come un tiratore sveglio che sfida l'inesperto a prendere la pistola, ma quando ci prova, è bang bang. La prossima guerra sarà così grave che una sola superpotenza può vincere, e siamo noi gente. È per questo che l'UE ha tanta fretta di formare un superstato completo perché sanno che sta arrivando, e per sopravvivere, l'Europa dovrà essere un unico stato coeso. La loro urgenza mi dice che loro sanno benissimo che la grande resa dei conti è alle porte. Oh quanto ho sognato questo momento delizioso. "
"Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo".
http://www.vocidallastrada.com/2012/...sentire-i.html
|
|
|
15-01-2012, 16:48
|
#10 (permalink)
|
|
Utente Senior
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 17,655
|
un po' di benzina sul fuoco.....
Burocrazia e poca democrazia, l’Europa sembra l’Urss
Riflettere sul modello di governance della Ue, comprendere gli errori finora commessi da Bruxelles non significa avvallare posizioni euroscettiche. Ma come scriveva Vladimir Bukovskij, ex dissidente sovietico, scrittore e studioso, l’Europa di oggi e l’Unione sovietica di ieri hanno in comune l’eccesso di burocrazia e il deficit di democrazia dei processi decisionali, in mano a commissari «che nessuno ha eletto, ma che si eleggono da sé, come un tempo avveniva al Politburo».
|
|
|
|