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Vecchio 11-10-2011, 13:06   #1 (permalink)
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L'avatar di tontolina
 
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Patimoniale in arrivo?

Ora sono davvero dolori!!!


La Corte dei conti boccia la riforma fiscale
"Non ha copertura, tassare beni reali"



Il giudizio del presidente dell'organismo di controllo contabile davanti alla commissione finanze: "I tagli lineari alle agevolazioni avrebbero effetti recessivi. Bisogna cercare altre fonti che non penalizzino lavoro e imprese"

Il premier Silvio Berlusconi ROMA - La Corte dei conti boccia la riforma fiscale: non ha copertura finanziaria, anche perché parte delle entrate sono state usate dal decreto di agosto. Bisogna quindi tassare beni "personali e reali", evitando i tagli lineari alle agevolazioni che "sarebbero recessivi". Lo ha detto il presidente della Corte, Luigi Giampaolino, parlando davanti alla commissione Finanze della Camera.

Secondo Giampaolino, il ddl delega al governo per la riforma fiscale e assistenziale "risulta ormai spiazzato dagli eventi che hanno riportato in primo piano le esigenze di rigore" e le "incertezze" che lo caratterizzano sul fronte della copertura dovrebbero indurre a "esplorare fonti di gettito nuove, in direzione di basi imponibili personali o reali che non insistano sul lavoro e sulle imprese". Questo, "anche nella consapevolezza che la strada di una riduzione del perimetro della spesa sociale risulta difficile da percorrere e rischia di produrre effetti non diversi da quelli derivanti da un prelievo eccessivo e distorto".

In generale, è il giudizio della Corte dei conti, gli esiti della riforma fiscale sono "incerti" perché oggi i suoi obiettivi devono "coesistere con più ristretti spazi di manovra". In particolare, le incertezze derivano dalle decisioni "assunte d'urgenza per fronteggiare le recenti turbolenze economiche" che hanno comportato "un'ulteriore restrizione degli spazi utilizzabili dal riformatore fiscale".

Il presidente Giampaolino evidenzia poi come i nuovi assetti disegnati dal ddl delega prefigurino "più che una generalizzata riduzione del prelievo fiscale, un'estesa operazione redistributiva", mentre la "molteplicità e la rilevanza" degli obiettivi perseguiti dal ddl rendono "doveroso interrogarsi sia sull'idoneità dei mezzi di copertura sia sul rischio di un conflitto nella destinazione delle risorse acquisibili". (11 ottobre 2011)
tontolina non è connesso  
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Vecchio 11-10-2011, 13:07   #2 (permalink)
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L'avatar di tontolina
 
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cominciassero con un bel 10% del patrimonio immobiliare escluse le prime case.....


e tagliassero quella marea di spesa politica insopportabile
e un bel taglio a tutte le guerre che impegnano l'Italia dove nel 2010 ha speso ben 27 miliardi

dico
basterebbe il taglio della spesa militare per riportare un po' d'ossigeno ai conti
tontolina non è connesso  
Vecchio 11-10-2011, 13:14   #3 (permalink)
apota
 
L'avatar di ConteRosso
 
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__________________
Alla fine siamo tutti seduti su una grande galera, remiamo tutti da schiattare, puoi mica venirmi a dire il contrario!... Seduti su 'ste trappole a sfangarcela tutta noialtri! E cos'è che ne abbiamo? Niente! Solo randellate, miserie, frottole e altre carognate. Si lavora! dicono loro. È questo che è ancora più fetido di tutto il resto, il loro lavoro. (tratto da Voyage au bout de la nuit)
ConteRosso non è connesso  
Vecchio 11-10-2011, 15:14   #4 (permalink)
mi sono già rotto
 
L'avatar di bischer0tt0
 
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eddalli
__________________
tutte le generalizzazioni sono sbagliate
anche questa
bischer0tt0 non è connesso  
Vecchio 11-10-2011, 15:32   #5 (permalink)
I miei ossequi
 
L'avatar di patatina 77
 
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Messaggi: 4,818
Citazione:
Originalmente inviato da tontolina Visualizza messaggio
cominciassero con un bel 10% del patrimonio immobiliare escluse le prime case.....


e tagliassero quella marea di spesa politica insopportabile
e un bel taglio a tutte le guerre che impegnano l'Italia dove nel 2010 ha speso ben 27 miliardi

dico
basterebbe il taglio della spesa militare per riportare un po' d'ossigeno ai conti
chi glielo dice a zio sam?
patatina 77 non è connesso  
Vecchio 11-10-2011, 17:10   #6 (permalink)
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Messaggi: 17,655
Pelanda: l’Italia "contro" l'Europa per evitare la recessione

Carlo Pelanda

lunedì 10 ottobre 2011


Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Ansa)


Ritengo illogica una politica del rigore non calibrata con gli andamenti reali dell’economia che rischia di impoverire l’Italia senza una vera necessità. La domanda globale è in contrazione e potrebbe restare bassa per buona parte del 2012. Se viene meno il traino dell’export e il mercato interno viene de-finanziato, troppo e troppo in fretta, da ulteriori tagli della spesa pubblica, è probabile che l’Italia cada in recessione.


Lieve (-1%), ma con il rischio di diventare grave se la Germania - dipendente dalle esportazioni e con poca capacità di crescita interna - confermasse la tendenza verso la stagnazione/recessione in atto.


Non si possono escludere buone sorprese, perché con tutta la liquidità immessa nel mercato americano ed europeo dalla Banche centrali, e ora congelata dal pessimismo, basterebbe un segnale di ricostruzione della fiducia per far ripartire gli investimenti delle imprese. Prima o poi tale segnale arriverà, probabilmente dopo la sconfitta di Obama, considerato ormai un fattore depressivo, nelle elezioni presidenziali del novembre 2012. Inoltre, appena il mercato percepirà che la crisi dell’eurodebito è contenibile tornerà ottimista ed espansivo a livello globale. Ma non è possibile ora scommettere sui tempi della seconda buona notizia, pendente quella cattiva dell’insolvenza della Grecia con conseguente pericolo di crisi bancaria. E la prima potrà venire solo tra un anno, forse anticipata in estate.
Dieci mesi di incertezza, appunto, potranno tenere bassa la domanda globale e in questo caso l’Italia è a rischio di recessione amplificata dalla deflazione da rigore in un contesto europeo anch’esso stagnante o recessivo.



Soluzioni.

Una riduzione del costo del denaro da parte della Bce aiuterebbe, ma non appare intenzionata a farlo e comunque è già passato il momento in cui il taglio può avere effetti stimolativi in tempo utile per l’inverno.

Un’altra soluzione è quella di tentare di creare fiducia nel mercato interno italiano con sorprese stimolative.
Questo è infatti l’intento del “decreto sviluppo” allo studio del governo in questi giorni. Potrà fare qualcosa, ci auguriamo tutti che sia più di un qualcosa, ma se non si riducono le tasse e non si avvia un cambiamento di modello, per esempio la totale flessibilità del mercato lavoro che aumenterebbe subito occupazione e investimenti, l’effetto stimolativo non bilancerà quello recessivo.
Resta l’opzione di attutire il rigore sul piano dei tempi.

Ciò sarebbe logico.

In quale Bibbia sta scritto che dobbiamo raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 invece che nel 2016? L’obiettivo ravvicinato è dovuto alla priorità di comunicare al mercato che, non facendo più nuovo debito dal 2013 in poi, l’Italia sarà più credibile al riguardo della possibilità di ripagarlo. Ma se per dare questo messaggio va in recessione con la conseguenza di ridurre il gettito, allora il mercato valuterà che l’Italia dovrà raggiungere il pareggio con ulteriori tagli o aumenti di tasse che peggioreranno la recessione, rendendola endemica e a spirale.


Il governo dovrebbe porre questo problema in sede europea e ottenere che in tutta l’Eurozona la politica del rigore venga calibrata con gli andamenti reali dell’economia e che ciò divenga una posizione comune. Se ciò non avverrà, per l’Italia il costo di restare nell’euro sarà troppo elevato aumentando il vantaggio di uscirne, nonostante la tempesta che ciò comporterebbe. L’Italia, intanto sottovoce, deve cominciare a porre questo aut aut se vuole evitare la spirale di impoverimento e finire, come in Grecia, con recessioni a meno 5% e la gente in rivolta.

www.carlopelanda.com
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